Il caldo estremo sta trasformando le condizioni di lavoro sulle banchine e impone una revisione dell’organizzazione delle attività portuali. A lanciare l’allarme è Uiltrasporti Liguria, che chiede nuovi investimenti, protocolli condivisi e interventi strutturali per tutelare la salute e la sicurezza dei lavoratori.
Il tema è stato affrontato questa mattina, venerdì 17 luglio, durante un incontro a Genova con l’europarlamentare di Alleanza Verdi e Sinistra Benedetta Scuderi, al quale hanno partecipato anche sindacalisti e delegati di Filt Cgil e Fit Cisl.
Secondo Uiltrasporti, il cambiamento climatico non rappresenta più un problema futuro, ma una realtà che sta già modificando profondamente il lavoro nei porti. Per il sindacato è quindi necessario intervenire sui tempi e sulle modalità delle lavorazioni, avviando contemporaneamente una stagione di investimenti destinati alla protezione di chi opera nei piazzali e sulle banchine.
Una situazione che nel porto di Genova risulta ancora più delicata per l’età media degli addetti, ormai superiore ai 50 anni.
“Una priorità che a Genova assume contorni ancora più delicati a causa dell’anagrafica: l’età media dei portuali supera i 50 anni e si tratta di una generazione di lavoratori che inizia a pagare il conto di anni di turni e di esposizione”, spiegano Duilio Falvo e Stefano Scarpato, referenti per il porto di Genova di Uiltrasporti Liguria.
“Le condizioni sono dure. In alcune aree operative del porto le temperature percepite arrivano anche tra i 50 e i 60 gradi, a seconda del tipo di lavorazione e dell’esposizione. Sono numeri che impongono una riflessione profonda e che spingono il sindacato a chiedere di rivedere i tempi e i modi con cui vengono svolte certe operazioni, magari spostandole nei momenti della giornata in cui il calore scema”.
Per Uiltrasporti è necessario modificare anche la cultura della sicurezza all’interno delle aziende che operano nel sistema portuale, considerando insieme le caratteristiche delle singole lavorazioni, l’età e il genere dei dipendenti, il tipo di abbigliamento utilizzato e la disponibilità costante di acqua.
Il sindacato denuncia inoltre che i protocolli di sicurezza non sarebbero sempre applicati correttamente e propone la realizzazione di luoghi refrigerati all’interno dei piazzali e delle banchine.
“Occorre tenere insieme più fattori: il tipo di vestiario, l’età, il genere dei lavoratori, la necessità di garantire sempre la presenza di acqua e il rispetto dei protocolli che troppo spesso non vengono applicati. Serve inoltre prevedere luoghi di refrigerio, veri e propri rifugi climatici all’interno dei piazzali e delle banchine, dove i lavoratori possano recuperare durante le pause. E serve guardare anche all’inverno, quando il problema si ribalta e ci si trova a fare i conti con l’altra faccia della medaglia”.
Al termine dell’incontro, la delegazione si è trasferita al Porto Petroli di Multedo per un sopralluogo insieme all’europarlamentare Scuderi.
Uiltrasporti Liguria chiede ora l’apertura di un tavolo permanente che coinvolga Regione Liguria, Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale e imprese portuali.
“L’obiettivo è tradurre queste urgenze in protocolli condivisi e in un piano di investimenti che metta davvero al centro la persona e la sua sicurezza”, conclude Scarpato, segretario generale di Uiltrasporti Liguria.














