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Attualità | 22 luglio 2026, 16:10

Tari, tariffe in aumento del 5,7%: il Comune stanzia 2,3 milioni per contenere i rincari

La giunta approva il nuovo piano: per una famiglia di due persone la maggiore spesa sarà di circa 18 euro l’anno. Bonus automatico del 25% per 25mila nuclei e contributi comunali cumulabili per le fasce più fragili

Tari, tariffe in aumento del 5,7%: il Comune stanzia 2,3 milioni per contenere i rincari

La giunta comunale ha approvato le nuove tariffe della Tari per il 2026, con un aumento medio del 5,7% per le utenze domestiche e rincari più contenuti, compresi tra il 3,6% e il 4,2%, per negozi, uffici, imprese e altre utenze non domestiche.

L’aumento inizialmente previsto dal piano economico finanziario validato da Arlir era del 6,7%, ma il Comune di Genova ha stanziato complessivamente 2,3 milioni di euro per ridurne l’impatto sui cittadini. Le tariffe cresceranno poi dell’1% nel 2027.

Il 2026 è il primo anno in cui le tariffe non vengono determinate liberamente dai Comuni, ma devono attenersi al piano finanziario proposto da Amiu e validato dall’Agenzia regionale Arlir, secondo le norme fissate dall’autorità nazionale Arera.

Il metodo di calcolo si basa sui costi sostenuti da Amiu nel 2024 e non lascia margini di discrezionalità alle amministrazioni comunali, che possono però utilizzare una parte delle risorse provenienti dall’imposta di soggiorno e coprire con fondi propri il fondo crediti relativo alla Tari non riscossa.

Dei 2,3 milioni stanziati dal Comune, 1,3 milioni provengono dall’imposta di soggiorno e saranno utilizzati direttamente per ridurre l’incremento tariffario. Un ulteriore milione di euro di risorse comunali servirà invece a evitare che il fondo crediti gravi ulteriormente sulle bollette.

"È ovvio che a nessuno faccia piacere aumentare le tasse, non provoca nessun tipo di ritorno politico positivo", afferma la sindaca Silvia Salis. "Abbiamo provato in ogni modo a interloquire con l’azienda per evitare i rincari, ma ci è stato detto che non è assolutamente possibile perché le risorse sono finite: purtroppo paghiamo i conti di chi prima di noi ha riscosso i vantaggi, rinviando i rincari negli anni. L’intenzione di questa amministrazione è quella di non lasciare le aziende partecipate come le abbiamo trovate noi: se questo ci costerà del capitale politico, pazienza, ma è una questione di trasparenza".

Secondo Salis, il Comune è intervenuto fino al limite consentito dalle risorse disponibili. "Avremmo potuto calmierare ancora di più con risorse nostre? Forse. Ma la coperta non è infinita e si sarebbero dovuti tagliare servizi ai più fragili. Queste sono scelte politiche, come quelle di chi diceva di avere un approccio manageriale, ma poi ci ha lasciato le aziende pubbliche sull’orlo del fallimento. Questa amministrazione non ha intenzione di usare le partecipate per fare propaganda politica, come abbiamo visto con Amt: se ignori la realtà per anni, alla fine i conti da pagare arrivano". 

Il vicesindaco Alessandro Terrile sottolinea come il piano presentato al Comune prevedesse inizialmente un rincaro del 6,7%. "Un aumento di fronte al quale non ci siamo arresi, ma abbiamo messo in campo risorse straordinarie per 2,3 milioni di euro per mitigarne l’impatto sulla cittadinanza, oltre alle risorse per le agevolazioni a favore dei nuclei familiari più fragili", spiega Terrile.

Gli incrementi dei costi sarebbero legati principalmente al rinnovo del contratto di lavoro dei dipendenti e all’aumento del prezzo dei carburanti. "Va anche ricordato che Amiu è un’azienda che nel 2024 e nel 2025 ha perso tra quattro e cinque milioni di euro all’anno e ha chiuso i bilanci in pareggio o in lieve attivo grazie a operazioni straordinarie che hanno sfruttato tutte le risorse disponibili e che non sono più ripetibili", aggiunge il vicesindaco.

L’assessora all’Ambiente Silvia Pericu riconosce le difficoltà ancora presenti nel servizio e indica tra le cause le scelte compiute negli anni precedenti. "Molte criticità sono dovute alle mancate scelte sul fronte dell’efficientamento e a decisioni errate, come i cassonetti intelligenti, che creano parecchie difficoltà nel conferimento, o la totale rinuncia ad aree a disposizione dell’azienda. Scelte che, oltre ad aver generato forti criticità, hanno comportato spese per decine di milioni di euro", afferma. "Ora stiamo lavorando per razionalizzare e migliorare il servizio, a partire dalla pulizia dei cassonetti e di quanto resta sotto gli stessi. Capiamo le difficoltà che comporta un aumento della spesa, ma abbiamo fatto tutto il possibile per contenere il rincaro a fronte di una crescita dei costi non stabilita dal Comune". 

Quanto aumenta la Tari

A titolo di esempio, per una famiglia composta da due persone che vive in un appartamento di 80 metri quadrati, l’aumento sarà di 18,43 euro all’anno.

Per una famiglia di quattro persone residente in un appartamento di 100 metri quadrati, la maggiore spesa sarà invece di 28,19 euro all’anno.

Per le utenze non domestiche, tra cui negozi, uffici e imprese, gli aumenti saranno più contenuti e varieranno tra il 3,6% e il 4,2%.

Riduzioni per le famiglie in grave disagio economico

Per i nuclei familiari con un Isee inferiore a 15mila euro, già seguiti dai servizi sociali del Comune, sarà prevista una riduzione parziale o integrale della Tari, finanziata con risorse comunali.

Nel 2025 questa agevolazione ha permesso di azzerare o ridurre la tassa per 718 famiglie, con uno stanziamento complessivo di 200mila euro.

Il nuovo bonus Tari per 25mila famiglie

Nel 2026 debutta anche il bonus Tari, che prevede una riduzione del 25% applicata direttamente in bolletta.

L’agevolazione sarà riconosciuta automaticamente ai nuclei familiari che entro novembre 2025 abbiano richiesto un Isee inferiore a 9.796 euro, oppure inferiore a 20mila euro nel caso di famiglie con almeno quattro figli a carico.

A Genova il bonus sarà erogato a circa 25mila nuclei familiari, con una riduzione media stimata in 88 euro a famiglia e un investimento complessivo di circa 2,2 milioni di euro.

Prorogato e ampliato l’accordo con i sindacati

Il Comune ha inoltre stanziato le risorse necessarie per prorogare e ampliare l’accordo con Cgil, Cisl e Uil, che prevede l’erogazione di un contributo comunale a sostegno di alcune categorie di famiglie.

Potranno presentare domanda i nuclei composti da un massimo di due persone, con almeno un pensionato ultrasettantenne e un Isee inferiore a 20mila euro, e le famiglie con un numero di figli a carico compreso tra uno e quattro e un Isee sempre inferiore a 20mila euro.

Il contributo dovrà essere richiesto attraverso il portale del Comune.

Nel 2025 l’importo riconosciuto era compreso tra 100 e 150 euro a famiglia. Erano state accolte tutte le 2.200 domandein possesso dei requisiti, per un investimento complessivo di 300mila euro.

Il contributo comunale potrà essere cumulato con il nuovo bonus Tari. Secondo il Comune, per i nuclei familiari più fragili le due agevolazioni potranno determinare una riduzione complessiva della tassa superiore al 50%.

Riduzioni anche nelle strade private a uso pubblico

La giunta ha approvato anche alcune modifiche al regolamento Tari. La prima riguarda le strade private a uso pubblico, per le quali viene superata una disparità di trattamento.

Il precedente regolamento distingueva infatti soltanto tra strade pubbliche e private e, ai fini dell’eventuale riduzione, calcolava la distanza dal cassonetto a partire dall’inizio della strada pubblica.

Con la modifica dell’articolo 19, saranno considerate pubbliche ai fini della Tari anche le strade private per le quali il Comune abbia formalmente riconosciuto l’uso pubblico.

I residenti delle strade private a uso pubblico nelle quali non siano presenti cassonetti Amiu potranno quindi accedere alla riduzione tariffaria.

Sei occupanti presunti per gli appartamenti turistici

Cambia anche il sistema di calcolo per le unità immobiliari destinate a case vacanze, locazioni turistiche o altre forme di ospitalità svolte in forma non imprenditoriale.

Indipendentemente dal periodo di locazione e dal numero effettivo dei pernottamenti, ai fini della determinazione della Tari il numero degli occupanti sarà fissato in via presuntiva a sei persone, salvo una diversa dichiarazione presentata dal proprietario o dal gestore.

La misura, spiega il Comune, è finalizzata a favorire una corretta dichiarazione dell’effettivo numero di occupanti in relazione ai posti letto disponibili.

Redazione

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