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Attualità | 10 settembre 2026, 15:22

Autonomia differenziata, la Cgil boccia l’intesa: “Costi sui cittadini senza risolvere le criticità”

Il sindacato attacca l’accordo tra Stato e Regione su sanità, protezione civile, professioni e previdenza: “Inutile e potenzialmente dannoso, pronti a mobilitarci”

Autonomia differenziata, la Cgil boccia l’intesa: “Costi sui cittadini senza risolvere le criticità”

Una riforma che, secondo la Cgil Liguria, rischia di scaricare sui cittadini costi oggi sostenuti dallo Stato senza affrontare i problemi più urgenti del territorio. Il sindacato boccia l'accordo tra Governo e Regione Liguria sull'autonomia differenziata, che interviene su sanità, protezione civile, professioni e previdenza complementare e integrativa.

La posizione è stata illustrata questa mattina nel corso di una conferenza stampa convocata proprio per entrare nel merito dei diversi capitoli dell'intesa. Per la Cgil il provvedimento non produrrebbe miglioramenti concreti nelle condizioni di vita dei liguri e potrebbe, al contrario, generare nuove disuguaglianze e maggiori costi a carico del bilancio regionale.

Sul fronte della sanità, il sindacato sottolinea come l'accordo non intervenga sui due problemi considerati prioritari: liste d'attesa e carenza di personale. Le deroghe previste, sostiene la Cgil, consentirebbero invece alla Regione di utilizzare risorse proprie per aumentare le tariffe riconosciute alla sanità privata o promuovere forme di sanità integrativa.

“Le possibilità di fare nuove assunzioni o di intervenire sul patrimonio sanitario pubblico sono previste con le sole risorse locali e non modificano la situazione attuale”, osserva il sindacato, secondo cui per aumentare gli stipendi degli operatori sarebbe invece necessario rafforzare i fondi contrattuali, aspetto sul quale l'intesa non conterrebbe novità.

Critiche anche sul capitolo della protezione civile. La Cgil evidenzia come la possibilità per il presidente della Regione di assumere il ruolo di commissario straordinario sia già prevista nell'attuale sistema e come eventuali ordinanze regionali in deroga continuerebbero comunque a dover essere autorizzate dal Consiglio dei ministri.

Il timore è che il nuovo assetto possa ridurre il coinvolgimento e la responsabilità finanziaria dello Stato nelle grandi emergenze. “Nessuna Regione, con le sole proprie risorse, è in grado di far fronte a gravi situazioni emergenziali”, sottolinea la Cgil, che propone invece la creazione di un sistema nazionale integrato di protezione civile, anche alla luce degli effetti sempre più frequenti dei cambiamenti climatici.

Altro nodo è quello delle professioni. Secondo il sindacato, mentre in Liguria mancano figure qualificate in settori come metalmeccanica, edilizia e sociosanitario, l'autonomia differenziata consentirebbe di istituire nuove professionalità in materie non sanitarie e non disciplinate da contratti nazionali o leggi statali.

La Cgil teme in questo caso una frammentazione del mercato del lavoro, con normative diverse da territorio a territorio e il rischio di creare una “giungla normativa difficilmente districabile”.

Netta contrarietà anche rispetto alla previdenza complementare. L'ipotesi della nascita di un fondo previdenziale ligure, secondo il sindacato, rischierebbe di non avere dimensioni e massa critica sufficienti per garantirne l'equilibrio finanziario. Allo stesso modo, la Cgil si opporrebbe all'utilizzo di risorse pubbliche regionali per sostenere fondi gestiti da banche e assicurazioni private.

“Questa autonomia differenziata scarica sul bilancio ligure costi che dovrebbe sostenere lo Stato, al quale già i liguri pagano le tasse, e non interviene sulle vere criticità”, è la sintesi della Cgil.

Il sindacato annuncia quindi che vigilerà sull'attuazione dell'intesa, in particolare sulle materie direttamente legate ai diritti dei lavoratori, e non esclude iniziative di mobilitazione o il ricorso ai soggetti istituzionali e costituzionali qualora emergessero provvedimenti ritenuti lesivi.

La contestazione è anche politica: secondo la Cgil, la Regione dovrebbe chiedere al Governo maggiori risorse nazionali per sanità, sicurezza, protezione civile, lavoro e previdenza, anziché assumere nuove competenze finanziandole attraverso il bilancio locale.

“Con questa intesa – conclude il sindacato – la Regione Liguria accetta che a pagare i costi siano i cittadini con le tasse”. Una scelta rispetto alla quale la Cgil ribadisce la propria contrarietà, richiamando il rischio di un indebolimento dell'unità nazionale.

Redazione

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