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Attualità | 23 luglio 2026, 17:03

AMIU cede la quota TICASS, scoppia la polemica sulla ricerca ambientale

Rete Liguria Bene Comune attacca la vendita della partecipazione da 10.710 euro: “Saldi di fine democrazia”. L’azienda replica: “Scelta obbligata dal Piano di revisione delle partecipazioni”

AMIU cede la quota TICASS, scoppia la polemica sulla ricerca ambientale

Polemica sul futuro della ricerca ambientale a Genova. Oggetto della contesa è la decisione di AMIU, l'azienda comunale dei rifiuti, di cedere la propria partecipazione in TICASS (Tecnologie Innovative per il Controllo Ambientale e lo Sviluppo Sostenibile), il polo ligure che aggrega decine di imprese e centri di ricerca.

La denuncia arriva da Rete Liguria Bene Comune, che in una nota dai toni durissimi definisce l'operazione come dei veri e propri "saldi di fine democrazia". Nel mirino degli attivisti c'è soprattutto il valore della transazione: il 2,941% del capitale sociale dell'hub scientifico sarebbe stato messo in vendita per 10.710,85 euro.

"Una notizia che definire comica sarebbe un affronto ai comici, e definire tragica sarebbe un affronto alle tragedie greche," attacca il movimento, sottolineando come la cifra sia paragonabile al costo di "un'utilitaria di seconda mano". Secondo Rete Liguria, disinvestire da TICASS proprio mentre si discute di transizione ecologica è un controsenso strategico: "È come se un pompiere, nel bel mezzo di un incendio, decidesse di vendere la manichetta perché 'tanto pesa'". La rete accusa inoltre l'amministrazione di muoversi nel silenzio, senza delibere pubbliche che spieghino chiaramente le motivazioni politiche dietro questa "razionalizzazione".

Non si è fatta attendere la risposta di AMIU Genova, che ha diramato una nota per "ricostruire i fatti sulla base della documentazione amministrativa". L'azienda chiarisce che la dismissione della quota non è un'iniziativa autonoma, ma l'attuazione di un indirizzo preciso impartito dai soci Comune di Genova e Città Metropolitana.

La procedura rientra nel Piano di revisione periodica delle partecipazioni previsto dal D.Lgs. 175/2016 e fa seguito alla deliberazione del Consiglio Comunale n. 53/2024. AMIU sottolinea come il Comune abbia sollecitato formalmente l'attuazione di tale indirizzo con diverse comunicazioni tra gennaio e maggio 2025.

"L’azione è resa necessaria dagli obblighi di legge e dalle reiterate richieste degli enti soci", precisa l'azienda, respingendo le accuse di voler rinunciare alla ricerca. AMIU ha inoltre voluto ribadire la propria stima per l'operato del polo tecnologico, assicurando che la collaborazione con il mondo scientifico proseguirà: "AMIU continuerà, come sempre, a collaborare con università, centri di ricerca indipendentemente dall'assetto delle proprie partecipazioni societarie".

Nonostante le rassicurazioni di AMIU, la tensione resta alta. Per Rete Liguria, la vendita rappresenta un tradimento degli impegni presi in Consiglio Comunale sulla gestione dei rifiuti. "La domanda è: quanto vale la vostra parola quando la si tradisce per diecimilaseicentodieci euro e ottantacinque centesimi?" conclude la nota degli attivisti, che ora chiedono l'immediata pubblicazione degli atti amministrativi per ragioni di "igiene democratica".

Redazione

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