È negativo il giudizio di Federconsumatori sull’aumento della Tari deciso dal Comune di Genova. L’associazione ha incontrato oggi il vicesindaco e assessore al Bilancio Alessandro Terrile e l’assessora Silvia Pericu per discutere della revisione della tariffa sui rifiuti, ribadendo la propria contrarietà alla scelta dell’amministrazione.
“Di fatto le contraddizioni di anni di non scelte su una materia così delicata come quella dell’igiene ambientale si scaricano sulle famiglie genovesi”, sostiene Federconsumatori, secondo cui il percorso seguito dal Comune sarebbe stato sbagliato.
Nel mirino dell’associazione c’è soprattutto il metodo adottato: “L’Amministrazione ha usato un metodo sbagliato, quello di informare le associazioni dei consumatori dopo aver deciso e senza alcuna possibilità per queste di apportare modifiche”.
Secondo Federconsumatori, per contenere l’aumento della Tari si sarebbe potuto intervenire utilizzando una parte della tassa di soggiorno, che supera gli 8 milioni di euro. L’ipotesi indicata dall’associazione è quella di modificare il patto con la Camera di Commercio che oggi destina il 60% delle risorse al comparto produttivo del turismo e il 40% al Comune, quota destinata anche al sociale.
“Questa sì che sarebbe stata una scelta politica dell’amministrazione per ridurre la tassa alle famiglie”, afferma Federconsumatori, criticando invece la decisione di procedere in autunno con la rottamazione delle cartelle comunali senza poter utilizzare quelle risorse per intervenire sulla Tari.
L’associazione evidenzia inoltre un possibile effetto negativo sul servizio di raccolta rifiuti: “Chi vive e lavora a Genova non solo pagherà di più per i rifiuti, ma in prospettiva vedrà peggiorare il servizio per un’emergenza che rimarrà presente anche nei prossimi anni”.
Domani Federconsumatori sarà presente in Commissione consiliare insieme a Cgil, Cisl e Uil per ribadire il proprio giudizio contrario all’aumento della tariffa.














