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Politica | 23 luglio 2026, 09:27

Caso Fakir: "Basta attacchi a Lepore, serve unità". Anche Silvia Salis con i primi cittadini d'Italia

Oltre trenta sindaci firmano la lettera a sostegno del primo cittadino di Bologna. Ferma condanna delle violenze e solidarietà alle forze dell'ordine, ma appello a Meloni: "No a scontri istituzionali su vicende così tragiche"

Caso Fakir: "Basta attacchi a Lepore, serve unità". Anche Silvia Salis con i primi cittadini d'Italia

C'è anche la sindaca di Genova Silvia Salis tra i primi cittadini d'Italia che hanno scritto una lettera in sostegno a Matteo Lepore, sindaco di Bologna, finito al centro di un duro scontro politico condotto dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni e dai vertici del centrodestra a seguito dei disordini scoppiati a margine delle manifestazioni per la morte di Abderrahim Fakir, avvenuta al Pilastro nel corso di un intervento delle forze dell'ordine.

La lettera, sottoscritta da oltre trenta sindaci tra cui Roberto Gualtieri (Roma), Beppe Sala (Milano), Gaetano Manfredi (Napoli), Stefano Lo Russo (Torino) e Sara Funaro (Firenze), difende l'operato di Lepore e respinge con decisione i tentativi di addebitargli la responsabilità degli atti vandalici e degli scontri.

Nel documento, i sindaci sottolineano come Lepore si sia assunto fin dal primo momento la responsabilità istituzionale di stare al fianco della famiglia della vittima per canalizzare il dolore della comunità all'interno di un percorso democratico e di rispetto dello Stato di diritto. Se il presidio di piazza Nettuno ha visto la partecipazione pacifica di migliaia di persone, le successive aggressioni sono state nettamente separate dal corteo civile: "Le successive violenze e danneggiamenti, le aggressioni agli operatori delle Forze dell’Ordine appartengono esclusivamente a chi li ha compiuti e meritano la più ferma e netta condanna. Matteo Lepore ha condannato da subito con chiarezza quelle violenze, distinguendo la partecipazione democratica della città dall’azione di gruppi che hanno cercato e voluto trasformare il dolore in scontro. Agli agenti feriti esprimiamo piena solidarietà e alle forze dell’ordine piena riconoscenza per il servizio che svolgono ogni giorno a tutela delle nostre comunità".

Secondo i firmatari dell'appello, addebitare la colpa delle frange violente al primo cittadino di Bologna non fa altro che alimentare una pericolosa spaccatura tra le istituzioni, complicando ulteriormente la gestione di una vicenda già drammatica: "Attribuire al sindaco la responsabilità delle condotte di queste frange oltre che sbagliato, significa alimentare una contrapposizione istituzionale che rende ancora più difficile affrontare una vicenda tanto grave. Per questo rivolgiamo l’appello al Governo, alla Presidente Meloni e al centro destra di rinunciare agli attacchi istituzionali davanti a episodi così tragici. La coesione delle Istituzioni e delle forze politiche, e la piena fiducia nel lavoro della magistratura nell’accertamento dei fatti è fondamentale".

L'iniziativa vede compatti i sindaci dei capoluoghi e delle città medie di tutta Italia, determinati a fare blocco unico contro la violenza ma anche contro la speculazione politica. Oltre a Salis, Gualtieri, Sala, Manfredi, Lo Russo e Funaro, tra i numerosi firmatari figurano anche Vittoria Ferdinandi (Perugia), Vito Leccese (Bari), Massimo Mezzetti (Modena), Giacomo Possamai (Vicenza), Laura Castelletti (Brescia) e Nicola Fiorita (Catanzaro).

I primi cittadini concludono il proprio appello ricordando che la priorità di tutti deve rimanere la ricerca della verità attraverso il lavoro degli inquirenti: "Ogni scontro istituzionale, da qualunque parte provenga, produce solo ulteriore smarrimento tra i cittadini. Tutte le istituzioni e i cittadini vogliono il pieno e rigoroso accertamento dei fatti. Tutte le istituzioni e i cittadini condannano ogni forma di violenza e ogni generalizzazione pericolosa sulle Forze dell'Ordine. Si dimostri insieme che nessuna divisione politica può essere più forte dell’unità istituzionale nel chiedere trasparenza e verità e nel condannare ogni forma di violenza".

Redazione


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