Il Comune di Genova punta sulla tutela dei rider durante le giornate di caldo estremo, ma resta aperto il problema della perdita di reddito per chi è costretto a ridurre le ore di lavoro. È questo il nodo emerso in Consiglio comunale durante la risposta dell’assessore alla Mobilità sostenibile Emilio Robotti all’interrogazione del consigliere di Alleanza Verdi Sinistra Lorenzo Garzarelli, che aveva chiesto conto delle misure adottate per affrontare il conflitto tra continuità del reddito e riduzione del lavoro dei rider nelle ore più calde dell’estate.
La Giunta ha approvato una delibera che prevede misure di tutela per i lavoratori delle consegne a domicilio esposti alle alte temperature: informazione sui rischi legati al caldo, disponibilità di acqua, possibilità di sostare in luoghi freschi, organizzazione delle pause e adozione delle precauzioni necessarie durante le giornate caratterizzate da temperature estreme.
Una risposta che, secondo Robotti, deve però tenere insieme due aspetti: la tutela della salute e la necessità per i rider di mantenere il proprio reddito.
"Comprendo l’osservazione contenuta nell’interrogazione: invitare un rider a non lavorare nelle ore più calde senza affrontare il tema della continuità del reddito significa porre un problema reale. Come Amministrazione non lo neghiamo; anzi, lo riconosciamo pienamente", ha spiegato l’assessore.
Il punto è anche quello delle competenze. "Il Comune non dispone oggi degli strumenti per garantire direttamente forme di copertura economica o di sostegno al reddito per le ore non lavorate a causa del caldo estremo", ha sottolineato Robotti, indicando come interlocutori il legislatore nazionale, il sistema previdenziale, la contrattazione e le piattaforme digitali.
La discussione arriva dopo un'estate segnata da temperature elevate e dalla morte, durante il lavoro, di un rider. Per Robotti, il tema è destinato a diventare sempre più rilevante con l'aumento degli episodi di caldo estremo.
Sul fronte comunale, l'amministrazione sta inoltre lavorando al potenziamento delle Case dei rider, che dovrebbero diventare punti di riferimento per chi lavora sulle piattaforme: luoghi dove trovare acqua, ristoro, spazi freschi e possibilità di sosta durante le giornate più difficili.
La delibera è stata criticata anche per il suo carattere non vincolante. L'assessore ha rivendicato però la scelta di evitare misure che possano tradursi, per i lavoratori, in una sospensione dell'attività senza alcuna compensazione economica.
"Vogliamo tenere insieme due principi che riteniamo entrambi irrinunciabili: il diritto alla salute e il diritto a un’esistenza dignitosa", ha detto Robotti, assicurando che il Comune continuerà il confronto con sindacati e aziende del settore.
Nel corso della risposta è emerso anche un altro elemento: in Prefettura è attivo un tavolo sulla tutela dei lavoratori dal calore che comprende anche i rider, ma il Comune di Genova non vi partecipa. "Il Comune non è presente e non è stato invitato", ha precisato Robotti, aggiungendo che la normativa regionale sul tema non avrebbe recepito questo aspetto.














