Di fronte al drastico ridimensionamento del polo tecnologico degli Erzelli, il Consiglio Comunale di Genova risponde con una presa di posizione compatta ed unanime. L'aula ha infatti approvato a pieni voti l'ordine del giorno straordinario relativo alla vertenza Ericsson, registrando 32 voti favorevoli su 32 consiglieri presenti. Il provvedimento punta a bloccare la procedura di licenziamento collettivo comunicata dall'azienda l'11 settembre 2026, che mette a rischio 131 posti di lavoro – suddivisi in 56 impiegati, 64 quadri e 11 dirigenti – prevedendo lo smantellamento del reparto R&D Ottica e il taglio delle attività sulle tecnologie di rete avanzate.
Al centro del dibattito si sono levate le parole della Sindaca Silvia Salis, che ha espresso vicinanza alle famiglie e ricostruito la cronistoria dei continui tagli subiti dalla sede genovese. "L'annuncio dei 131 esuberi ci ha colto tutti di sorpresa, ma devo dire non la prima e non la prima di questa storia, purtroppo: è l'ultima di una lunga serie". Salis ha ricordato come nel 2006 la sede contasse circa 1.100 dipendenti, progressivamente ridotti attraverso 25 procedure di licenziamento che hanno visto l'uscita di ben 527 lavoratori in dodici anni. "Il risultato è una trasformazione radicale della sede, che da 900 persone passa a 373 lavoratrici e lavoratori e da sette piani occupati passa a due, quindi anche visivamente questo colpisce come proprio una fitta al cuore per la città". Salis ha sottolineato che "questo impoverimento di centinaia di lavoratrici e lavoratori per una città con l'età media così alta come Genova è una ferita che non riusciamo a permetterci". La Sindaca ha quindi sferrato un duro attacco alle scelte dell'azienda, affermando che "l'ultima cosa di cui ha bisogno questa città è un disinvestimento di multinazionali che prima sono arrivate, hanno preso quello che c'era da prendere e poi, ora che non serve più, iniziano a lasciare a casa le persone". Salis ha infine concluso garantendo il pieno impegno dell'amministrazione al fianco delle maestranze: "Ecco, questo non ce lo possiamo permettere. Da Genova ci sarà sempre un sostegno a chi vuole lavorare e chiede solo la dignità del lavoro".
L'ordine del giorno, firmato in maniera condivisa dai capigruppo di tutti gli schieramenti politici, impegna la giunta ad agire con la massima urgenza nei confronti dei vertici aziendali per richiedere l'immediata sospensione o revoca della procedura di licenziamento. Il documento sollecita inoltre l'apertura rapida di un tavolo di crisi di livello nazionale presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT), la riattivazione degli ammortizzatori sociali a tutela del reddito dei lavoratori e il ripristino del tavolo permanente istituzionale avviato nel 2017 con Regione Liguria e Confindustria.
Nel corso delle dichiarazioni di voto si sono susseguiti numerosi interventi a sostegno dell'atto unitario. Il consigliere Filippo Bruzzone ha evidenziato che "definire “efficientamento” il licenziamento di 131 lavoratrici e lavoratori significa nascondere dietro una formula aziendale un attacco alle persone, alle loro famiglie e al futuro tecnologico e produttivo di Genova", sollecitando l'aula a parlare apertamente di "attacco alla città". La capogruppo del PD Martina Caputo ha dichiarato che "di fronte a una vertenza come questa non ci può essere distinzione tra maggioranza e opposizione: c'è un'unica città che deve difendere il proprio lavoro e le proprie competenze". I consiglieri Marco Mesmaeker e Mario Mascia hanno stigmatizzato le modalità con cui è stata comunicata la decisione, ricordando che i lavoratori sono stati convocati "in sala mensa con un annuncio in inglese" e proponendo di sollecitare direttamente la proprietà svedese rappresentata dalla famiglia Wallenberg. Infine, esponenti come Francesco Maresca ed Alessandra Bianchi hanno ricordato i cospicui finanziamenti pubblici ricevuti nel tempo dal gruppo per la ricerca e lo sviluppo, ribadendo la necessità di pretendere da Ericsson una chiara responsabilità sociale ed occupazionale nei confronti del territorio ligure.














