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Meraviglie e leggende di Genova | 26 luglio 2026, 08:00

Meraviglie e leggende di Genova - Le luci mistiche di Nostra Signora del Monte

Tra apparizioni mai del tutto spiegate e un bosco che nasconde il santuario agli occhi della città, la storia del luogo di culto che dal Quattrocento veglia su Genova dall'alto di San Fruttuoso

Meraviglie e leggende di Genova - Le luci mistiche di Nostra Signora del Monte

Ci sono state notti, raccontano le tradizioni più antiche della collina di San Fruttuoso, in cui sul crinale sopra Genova si potevano vedere luci misteriose, inspiegabili.

Secondo le cronache si trattava di bagliori improvvisi, fenomeni che per i genovesi del tempo scelsero di leggere come manifestazioni soprannaturali, e che, secondo quanto tramandato dalla saggezza popolare, avrebbero contribuito a decidere le sorti di quel luogo accrescendone l’importanza. 

Sarebbe questa l’origine di uno dei luoghi mariani più antichi della città: Nostra Signora del Monte. 

Un'altra tradizione, raccolta dalle guide storiche locali, racconta addirittura di vere e proprie apparizioni mariane a partire dal 1440, con ulteriori manifestazioni nel corso del Cinquecento: episodi che la memoria popolare ha intrecciato, generazione dopo generazione, alla stessa pietra del santuario.

Scoperta la leggenda, la storia documentata di Nostra Signora del Monte inizia ben prima dell’anno Mille. Le prime attestazioni al culto dell’immagine della Vergine risalgono al 958; ne 1183 si hanno notizie circa l’esistenza della chiesa officiata dai monaci Mortariensi. Un'origine antichissima, dunque, ma anche accidentata: nel corso del Quattrocento il complesso versava in condizioni di rovina, finché il passaggio ai Francescani non ne segnò la rinascita. Furono loro ad avviare la costruzione del convento e a collocare nella chiesa l'antica statua lignea della Madonna, ancora oggi conservata sull'altare maggiore, testimonianza di secoli di devozione.

L'aspetto del santuario oggi è il risultato di un intervento molto più tardo. Tra il 1654 e il 1658, per volontà delle famiglie Saluzzo e Negrone, la chiesa venne profondamente risistemata su progetto attribuito a Giovanni Battista Ghiso: nacque così l'edificio a tre navate con presbiterio sopraelevato che si può ammirare ancora oggi, mentre la decorazione del sottostante scurolo, una piccola cripta scavata sotto il presbiterio, resta uno degli elementi più sorprendenti dell'intero complesso. Non è un caso isolato di ricchezza artistica: tra le cappelle laterali e parte del pavimento della navata centrale, il santuario custodisce le tombe di alcune famiglie nobili genovesi, mentre tra i dipinti spicca un polittico quattrocentesco, oggi attribuito a un anonimo pittore convenzionalmente noto come Maestro dell'Annunciazione al Monte.

Luogo di devozione, scrigno di opere e tesori, il santuario di Nostra Signora del Monte conserva un fascino unico: immerso nel bosco di lecci e querce , il bosco dei frati che rappresenta un unicum nel suo genere, è un luogo isolato rispetto al caotico via vai della città. Ma questo non lo rende un luogo inaccessibile, al contrario.

Ogni anno, l'ultima domenica di settembre, la festa del santuario riporta la collina di San Fruttuoso al centro della devozione cittadina, in un rito che si rinnova praticamente senza interruzioni da quando, forse davvero nel 958, qualcuno per la prima volta scelse di venerare un'immagine della Vergine su quella collina.

Isabella Rizzitano

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