/ Cronaca

Cronaca | 11 agosto 2026, 16:39

Omicidio del piccolo Alessandro Mathas, primo permesso 'premio' per Rasero dopo dieci anni di carcere

L’ex broker genovese, condannato a 26 anni, ha trascorso otto ore con la madre. Il tribunale di Sorveglianza ha riconosciuto la regolare condotta tenuta in carcere e l’assenza di pericolo di fuga o di recidiva

Omicidio del piccolo Alessandro Mathas, primo permesso 'premio' per Rasero dopo dieci anni di carcere

Per la prima volta dopo dieci anni Giovanni Antonio Rasero è uscito dal carcere di Marassi grazie a un permesso premio e ha potuto trascorrere otto ore insieme alla madre.

L’ex broker genovese, condannato a 26 anni per l’omicidio del piccolo Alessandro Mathas, il bambino di appena otto mesi ucciso nel marzo del 2010 in un appartamento di Nervi, ha ottenuto il beneficio dal tribunale di Sorveglianza.

Alla base della decisione, secondo quanto emerge dal provvedimento, la “regolare condotta penitenziaria” tenuta negli ultimi dieci anni e l’assenza di un “pericolo di fuga o di ricaduta nel reato”.

Rasero, assistito dagli avvocati Cristiano Mancuso e Claudio Velasco, durante la detenzione ha iniziato un percorso di studi, ha preso parte al laboratorio teatrale organizzato all’interno del carcere e svolge inoltre un’attività lavorativa nella struttura penitenziaria.

Nel corso degli anni sarebbe maturato anche un percorso di revisione critica, seppure parziale, rispetto a quanto avvenuto nella notte in cui morì il piccolo Alessandro.

Secondo i giudici Rasero “ha superato il senso di rabbia e frustrazione per il fatto di essere stato riconosciuto come unico colpevole”, arrivando a concentrare l’attenzione non più soltanto sul gesto materiale contestato. L’ex broker avrebbe inoltre ammesso “di avere perso lucidità e di non avere compreso come la situazione di quella notte fosse inadeguata e pericolosa per un minore”.

Soddisfatto l’avvocato Mancuso: “Finalmente è stato riconosciuto il comportamento esemplare di un detenuto modello. Si è goduto una giornata con i suoi cari e ha potuto riprendere contatto con la libertà dopo un periodo interminabile di carcerazione”.

La vicenda giudiziaria di Rasero è stata particolarmente lunga e complessa. In primo grado, a Genova, l’ex broker era stato condannato a 26 anni di reclusione, mentre in appello era arrivata l’assoluzione. La Cassazione aveva successivamente annullato quella decisione disponendo un nuovo processo, celebrato a Milano, al termine del quale Rasero era stato nuovamente condannato a 26 anni.

Il piccolo Alessandro era figlio di Katerina Mathas, all’epoca compagna occasionale di Rasero. Il bambino venne ucciso durante la notte all’interno dell’appartamento di Nervi affittato dall’uomo.

Secondo la ricostruzione dell’accusa, Rasero avrebbe ucciso il piccolo dopo una notte trascorsa consumando cocaina insieme alla donna. Entrambi erano inizialmente finiti in carcere, ma Mathas era stata successivamente scarcerata. La sua posizione era stata stralciata e la donna era stata poi condannata in via definitiva a quattro anni per abbandono di minore con morte conseguente.

Redazione

TI RICORDI COSA È SUCCESSO L’ANNO SCORSO AD AGOSTO?
Ascolta il podcast con le notizie da non dimenticare

Ascolta "Un anno di notizie da non dimenticare 2025" su Spreaker.
Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore|Premium