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Cronaca | 23 agosto 2026, 18:15

Omicidio Bongiorni, chiuse le indagini sui tre minorenni: resta l’accusa di omicidio per uno solo

La Procura dei minorenni di Genova ha notificato il 3 agosto l’avviso di conclusione delle indagini. Per gli altri due ragazzi rimangono le contestazioni di rissa e lesioni ai danni del cognato della vittima

Omicidio Bongiorni, chiuse le indagini sui tre minorenni: resta l’accusa di omicidio per uno solo

Si chiude l’inchiesta della Procura dei minorenni di Genova sulla morte di Giacomo Bongiorni, 47enne di Massa deceduto dopo la violenta rissa avvenuta nella notte dell’11 aprile in piazza Palma, nel centro storico della città toscana. L’avviso di conclusione delle indagini preliminari, datato 3 agosto, riguarda tre ragazzi che al momento dei fatti non avevano ancora compiuto 18 anni.

L’atto consente di delineare con maggiore precisione le responsabilità contestate ai singoli indagati e introduce una distinzione rispetto alle prime ricostruzioni della vicenda. L’ipotesi di omicidio volontario in concorso con il maggiorenne Eduard Alin Carutasu, per il quale procede la Procura di Massa, rimane infatti a carico di uno soltanto dei tre minorenni, l’ex pugile che si trova in carcere.

Per gli altri due, assistiti dall’avvocato Alessandro Maneschi, l’accusa più grave non è invece contestata. Nei loro confronti restano le ipotesi di partecipazione alla rissa e di lesioni nei confronti di Gabriele Tognocchi, cognato della vittima. La notizia è riportata da Il Tirreno.

Secondo quanto ricostruito dalla Procura minorile, il 17enne accusato dell’omicidio, difeso dall’avvocato Nicola Forcina, avrebbe avuto uno scontro con Bongiorni in piazza Palma. La contestazione sostiene che il ragazzo lo avrebbe colpito inizialmente con un pugno alla mandibola, facendolo cadere a terra dopo aver perso conoscenza. Una volta a terra, il 47enne sarebbe stato raggiunto da altri due pugni al volto.

Nella stessa sequenza, secondo l’ipotesi accusatoria, sarebbe intervenuto anche il maggiorenne Edward Alin Carutasu, che avrebbe colpito Bongiorni con un calcio al volto.

La Procura ritiene che la successione dei colpi abbia contribuito a provocare il decesso. Nell’avviso di conclusione delle indagini la morte viene ricondotta a un «collasso cardio-respiratorio conseguente a massiva emorragia subaracnoidea secondaria a politrauma cranio-facciale». Per il minorenne e per Carutasu viene quindi contestata una responsabilità concorsuale nell’evento mortale.

Resta invece per tutti e tre i minorenni l’accusa di rissa. Secondo la ricostruzione della Procura, i ragazzi avrebbero preso parte alla colluttazione insieme ai maggiorenni Miron e Carutasu, nella quale erano coinvolti Bongiorni e Tognocchi.

Quest’ultimo avrebbe riportato diverse lesioni al volto. La contestazione sostiene che i tre minorenni, insieme ai due maggiorenni, lo avrebbero colpito con pugni e calci, provocandogli una «frattura di piatto tibiale destro, trauma cranico con minima quota di emorragia subaracnoidea», con una prognosi di 30 giorni.

Per tutti i reati contestati viene inoltre indicata l’aggravante prevista dall’articolo 61, numero 11-quinquies, del codice penale, relativa alla commissione del fatto in presenza di minori: nella vicenda erano presenti il figlio della vittima e un altro ragazzo molto giovane.

La conclusione dell’indagine minorile definisce dunque in maniera più netta le diverse posizioni dei tre ragazzi. Se nella fase iniziale dell’inchiesta veniva indicato il coinvolgimento di tutti e tre nell’ipotesi di omicidio volontario e rissa aggravata, il nuovo atto della Procura di Genova limita formalmente la contestazione dell’omicidio a uno solo degli indagati. Per gli altri due restano invece le accuse legate alla rissa e alle lesioni contestate a Tognocchi.

Si tratta, va precisato, di ipotesi accusatorie contenute nell’avviso di conclusione delle indagini e non di responsabilità già accertate.

Con la notifica dell’atto si apre ora la fase successiva del procedimento. I tre indagati hanno venti giorni per esercitare le facoltà previste dalla legge, tra cui presentare memorie e documenti, chiedere ulteriori atti di indagine al pubblico ministero, rendere dichiarazioni oppure chiedere di essere sottoposti a interrogatorio. Al termine di questa fase la Procura potrà assumere le proprie determinazioni.

Nel frattempo, l’inchiesta della Procura di Massa sui maggiorenni coinvolti aveva già raggiunto la fase successiva, con la richiesta di rinvio a giudizio per Eduard Alin Carutasu e Jonut Alexandru Miron. L’udienza preliminare è fissata per il 24 settembre.

Redazione

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