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Attualità | 28 agosto 2026, 18:35

Multedo, l’erba infestante è alta un metro e ottanta… come le persone che passano. Il Comune: “Sfalci in ritardo per colpa dei bollini per il caldo”

La situazione da record nella via Antica Romana tra il quartiere e la delegazione di Pegli. Interrogazione sul degrado complessivo da parte di Sergio Gambino del Gruppo Misto. L’assessore Ferrante spiega i criteri del nuovo bando

La via Antica Romana tra Multedo e Pegli invasa dall'erba infestante

La via Antica Romana tra Multedo e Pegli invasa dall'erba infestante

C’è un punto, a Multedo, nel Municipio VII Ponente, dove l’erba infestante è ormai più alta di una persona… mediamente alta. L’amaranto (questa la pianta che nasce ai bordi delle strade e delle creuze e che è particolarmente vigorosa, oltre che particolarmente resistente a ogni tipo di clima, a cominciare dal caldo) supera costantemente il metro e settanta e, in alcuni casi, raggiunge il metro e ottanta. 

È una specie che cresce in fretta, favorita dal clima torrido di questi mesi, ma è da molto di più che la via Antica Romana tra Multedo e Pegli non viene sfalciata, e questo ha iniziato a creare più che un mugugno tra i cittadini, perché percorrendo la strada si ha proprio l’impressione di stare dentro una selva, dove regnano degrado e abbandono. 

Non è l’unico caso di mancati sfalci in città, e molte altre situazioni sono segnalate sia ai canali ufficiali del Comune di Genova che attraverso i social: viale Modugno a Pegli è anch’esso in condizioni precarie, così come strade di Sestri Ponente e Cornigliano che sono finite nelle segnalazioni dei consiglieri municipali e che sono oggetto, nel complesso, di una interrogazione del consigliere comunale del Gruppo MistoSergio Gambino, per la ripresa dei lavori in Sala Rossa Palazzo Tursi

“Questa - denuncia Gambino - è la capacità gestionale della Giunta Salis dopo quindici mesi: sfalci in ritardo e decoro urbano che lascia decisamente a desiderare. Forse si vuole emulare il Bosco Verticale della Milano di Sala trasformando Genova nel primo esempio di Bosco Orizzontale? Le politiche green sì, per carità, ma possibilmente senza trasformare Genova in una foresta urbana. Ho presentato una interrogazione”. 

Il presidente del Municipio VII Ponente, Matteo Frulio, spiega: "Attorno tutto è sfalciato. Dai Giardini John Lennon riordinati una settimana fa, alla parte di levante di via Antica Romana a salita Monte Oliveto. Manca il tratto di via Antica Romana di ponente. Lì è previsto un intervento legato a via Varenna e Cassanello per una ragione di zonizzazione degli interventi. Basta chiedere le tabelle alla funzionaria del Municipio che si occupa degli interventi. Vi è poi una ragione legata alle allerte che si sono succedute tra luglio e agosto per il caldo in cui gli operai hanno lavorato la metà dell'orario previsto per ragioni di salute e sicurezza".

Anche l'assessore comunale ai Lavori PubbliciMassimo Ferrante, ha spiegato nei giorni scorsi i motivi dei ritardi: “Sono state perse venticinque giornate lavorative a causa dei bollini per il caldo, specialmente quelli rossi”. 

Ferrante ha anche accennato al nuovo bando sugli sfalci in occasione di una delle ultime sedute del Consiglio Comunale prima della pausa estiva: “Il nuovo bando sfalci di Genova per il triennio 2026-2028, entrato in vigore a giugno, introduce un appalto unico da oltre 1,6 milioni di euro all’anno suddiviso in dieci lotti. L’elenco delle strade con priorità ci vengono date dai Municipi. Riguardo la nuova organizzazione sugli sfalci, va detto che la programmazione è specifica per ogni Municipio, non viene imposto un calendario rigido, ma si procede tramite contratti applicativi e ordini. I cicli di intervento variano in base alle tipologie di aree da sfalciare e alle somme a disposizione. La capienza di due milioni di euro per ciascuna annualità di bilancio dell’accordo quadro garantisce per le aree standard un massimo di tre passaggi annui, mentre per le aree di pregio ad alta frequenza quattro o cinque passaggi”.

Secondo Ferrante, “è previsto un impegno massimo di dodici squadre operative. È l’impresa che trasmette di volta in volta il cronoprogramma e che aggiorna le priorità ai Municipi. Dunque, il modello organizzativo del lotto unico non rappresenta un allontanamento dal territorio, ma fornisce alla Direzione centrale strumenti amministrativi più snelli per intervenire con maggiore forza, rapidità ed equità economica in tutti i Municipi della città”. 

Alberto Bruzzone

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