È stata una seduta ad alta tensione quella di convocata questa mattina a Palazzo Tursi per fare il punto sulla manutenzione straordinaria e sul controllo di ponti, viadotti e impalcati stradali comunali.
L'esito delle attività di monitoraggio, condotte applicando le linee guida nazionali per la classificazione del rischio, ha svelato una realtà critica per la stabilità e la sicurezza del territorio: su 679 infrastrutture cittadine capillarmente censite e analizzate, quasi il 40% (nello specifico il 39%) rientra in una classe di attenzione "alta" o “medio-alta".
L'orografia ligure impone a Genova una configurazione infrastrutturale unica e senza paragoni in Italia. L'assessore ai Lavori Pubblici Massimo Ferrante ha esposto un confronto numerico impietoso: mentre a Roma, con un'estensione territoriale immensamente maggiore, si contano circa 400 ponti, Genova ne deve gestire ben 679 di propria competenza.
“Quello che la nostra Amministrazione sta portando avanti - ha sottolineato Ferrante - è un lavoro di altissimo livello organizzativo, realizzato attraverso un pool tecnico specializzato con pochi eguali a livello nazionale. I risultati delle ispezioni ci dicono che la situazione richiede la massima attenzione: quasi il 40% delle strutture ispezionate è stato inserito in una classe di attenzione alta o medio-alta. Serve un’operazione di verità e di prevenzione costante. La priorità assoluta, tuttavia, è politico-istituzionale: Regione Liguria non deve mettersi di traverso allo sblocco dei 40 milioni di euro residui. Parliamo della quota rimanente dei 108,5 milioni di fondi Aspi concessi come ristoro per il crollo del ponte Morandi. Soldi che il presidente di Regione ha bloccato, vincolandoli a interventi sulla mobilità smart, mentre il Comune chiede giustamente di poterli destinare ai monitoraggi e alla sicurezza dei ponti. La Regione, inoltre, aveva promesso lo stanziamento di 5 milioni complessivi per le ispezioni, un impegno a oggi non ancora onorato. Di contro, va sottolineata la grande generosità dell’Autorità di Sistema Portuale, che ha girato ad Aspi 4 milioni dei 75 spettanti dall’accordo post-crollo per aiutarci in questo percorso. Ricordiamo, anche, che non parliamo di manutenzione ordinaria, bensì di interventi statici complessi, con costi enormi e totalmente fuori scala per qualsiasi bilancio comunale. Le nostre strutture hanno ormai 60-70 anni e in passato non sono mai stati fatti lavori di manutenzione adeguati. La legge straordinaria è un ottimo strumento, ma ci auguriamo che lo Stato preveda canali di finanziamento strutturali: i 40 milioni di euro sono una boccata d'ossigeno indispensabile, ma non risolveranno definitivamente il problema perché la cifra necessaria per rimettere a nuovo tutto il sistema è semplicemente mostruosa”.
Mettere in sicurezza un patrimonio molto vasto come è quello genovese è un'operazione che i tecnici considerano “fuori scala” per le finanze di qualsiasi ente locale. A regime, i soli costi per adempiere alle ispezioni periodiche, svolgere 20 verifiche accurate all'anno e garantire i monitoraggi strumentali comportano una spesa corrente di circa 13,5 milioni di euro all'anno, escludendo la progettazione strutturale e l'esecuzione materiale dei lavori. I consiglieri hanno stimato che consolidare l'intero sistema richiederebbe un investimento straordinario compreso tra i 670 milioni e oltre 1,2 miliardi di euro, invocando con forza la necessità di canali finanziari statali dedicati.
Il dibattito si è infiammato sulla gestione dei 40 milioni di euro di fondi residui dei 108,5 milioni totali di ristori Aspi, concordati a seguito del crollo del Ponte Morandi. L'assessore Ferrante ha espresso un duro disappunto verso la Regione Liguria, accusandola di bloccare tali risorse subordinandole all'approvazione unanime del tavolo a quattro con Regione, Comune, Ministero, Autostrade, e insistendo su interventi legati alla "mobilità smart" o richiedendo progetti preventivi prima dell'erogazione. “Non chiediamo soldi alla Regione, ma pretendiamo di usare i ristori già assegnati a Genova per i nostri ponti”, ha ribadito Ferrante, evidenziando inoltre come i 5 milioni straordinari promessi dall'ente regionale in sede di Prefettura non siano mai stati erogati. Di contro, l'amministrazione ha lodato la collaborazione dell'Autorità di Sistema Portuale, che ha concesso e liquidato il 30 luglio scorso circa 4 milioni di euro per permettere al Comune di ultimare la complessa campagna di ispezione.
Dall'opposizione, l'ex vicesindaco Piciocchi ha difeso l'istruttoria regionale, richiamando la necessità di trasparenza, progetti dettagliati e un dialogo costruttivo e meno incline alle contrapposizioni polemiche con il governo nazionale. Nel frattempo, i commissari di minoranza Gandolfo e Bevilacqua hanno richiesto una maggiore comunicazione pubblica e la condivisione tempestiva con i Municipi del cronoprogramma delle priorità d'intervento per arginare una crescente e giustificata “psicosi” tra i cittadini.
La mappa delle criticità cittadine: dal Levante al Ponente
La direzione tecnica comunale guidata dall'architetto Marasso e dall'architetto Imbesi ha delineato lo stato delle principali arterie stradali:
- Corso Europa: L'intero asse viario, fondamentale via di fuga ed alternativa all'autostrada A12, ricade in classe di attenzione alta. Il ciclo standardizzato di monitoraggio e la progettazione per la manutenzione strutturale straordinaria dei suoi viadotti richiederà un impegno di spesa calcolato in 44 milioni di euro, esaurendo da solo l'intero importo del tesoretto conteso. Rimane inoltre irrisolto l'enigma dell'ordinanza numero 1526 del 31 dicembre 2025, che istituiva un limite precauzionale a 3,5 tonnellate sul sovrappasso del Rio Priaruggia di Corso Europa, formalmente ancora in vigore ma non operativa a causa della mancata installazione della segnaletica orizzontale e verticale.
- Cavalcavia di Sturla (Piazza Cadevilla): Classificato anch'esso ad alta priorità, ha registrato nuovi distacchi di calcinacci a fine agosto che hanno costretto le autorità a recintare e interdire totalmente l'area dei parcheggi sottostanti. Sebbene non vi siano state informative urgenti o pericoli di crollo immediati, gli uffici eseguiranno nuove ispezioni approfondite nelle prossime due settimane. A fine mese inizieranno lavori provvisori di disgaggio e ripristino del cemento armato ammalorato, in attesa dello stanziamento di 7 milioni di euro necessari a finanziare l'esecutivo e i lavori per i due impalcati strutturali.
- Ponte Serra: Un'ispezione recente ha rilevato criticità acute tali da determinare un'informativa urgente e la conseguente imposizione immediata di modifiche sostanziali alla viabilità e alla gestione dei flussi di traffico.
- Ponente e aree collinari: Il presidente del Municipio Ponente, Fruglio, ha denunciato le gravissime condizioni di via Vallecrosia e del Ponte Blu al CEP (sul quale in passato erano stati eseguiti interventi superficiali di "stucco e pittura" senza benefici strutturali), spiegando come un eventuale cedimento rischi di isolare l'intera area collinare. Monitorato e limitato a senso unico alternato è anche il ponte di via Chiale, mentre resta sotto indagine la proprietà della passerella pedonale storica di via dei Tartari a Fiorino.
- Sopraelevata e Casello Genova Ovest: La rampa di uscita della sopraelevata verso il casello autostradale (limitata dal 2021) riceverà un sofisticato sistema di monitoraggio digitale continuo in continuo per gestire la transitabilità in sicurezza durante lo sviluppo del progetto strutturale. La Sopraelevata stessa è costantemente attenzionata in convenzione con il consorzio universitario Fabre.
LA PRECISAZIONE DI REGIONE LIGURIA
In merito a quanto emerso oggi sul tema della manutenzione straordinaria e del controllo dei ponti, dei viadotti e degli impalcati stradali di Genova, di competenza comunale, Regione Liguria ribadisce ancora una volta la propria posizione, mai cambiata, circa l'uso dei fondi Aspi concessi come ristoro per il crollo del ponte Morandi.
In particolare, nulla osta all'utilizzo dei 40 milioni, al netto della conclusione da parte del Comune degli interventi legati a Smart City. Piena disponibilità quindi all'utilizzo dei fondi residui per monitoraggi, progetti e interventi. Se poi le risorse non fossero sufficienti, Regione affiancherà il Comune nella richiesta di ulteriori finanziamenti da parte del Governo.
Non solo: non appena saranno pronti i progetti (Pfte o esecutivi), Regione è pronta a mettere sul piatto anche le risorse del fondo rotativo per la messa in sicurezza degli impalcati.














