Prosegue questo mercoledì, e andrà avanti per tutti i mercoledì successivi, il rapporto di collaborazione tra ‘La Voce di Genova’ e Disco Club, il celeberrimo negozio di musica di via San Vincenzo, tra i più antichi in tutta Italia e tra gli ultimi rimasti in attività a livello di impresa indipendente. Ogni settimana, nel ciclo ‘La parola a Disco Club’, Gian, Dario e i numerosi altri esperti di questo impagabile ‘covo’ di appassionati ci accompagneranno tra le ultime uscite, qualche curiosità, le ristampe e le chicche da non perdere. Buona lettura e buon ascolto!
Nuova settimana e nuovo appuntamento con le novità discografiche proposte da Disco Club.
Per questa seconda settimana di settembre il filo conduttore sembra essere uno solo: un passato che torna a vivere in forme nuove.
A partire dagli Atomic Rooster, la band nata dall'incontro tra il tastierista Vincent Crane e il batterista Carl Palmer, entrambi provenienti dal Crazy World of Arthur Brown. La nuova uscita, Friday the 13th, raccoglie le sessioni BBC sopravvissute del gruppo, affiancando alle registrazioni radiofoniche anche materiale dal vivo. Un documento prezioso per riscoprire una formazione che, già all'inizio degli anni Settanta, si muoveva su territori duri e vicini all'hard rock. Le sessioni BBC rappresentano anche una preziosa fotografia di una stagione musicale nella quale il gruppo sperimentava un suono energico e fortemente legato alla dimensione live.
Si cambia completamente atmosfera con il ritorno degli Interpol. Il gruppo newyorkese ha pubblicato This Mirror Weighs a Ton, il nuovo album che arriva dopo il precedente lavoro del 2022. La band torna così alle proprie radici con un disco che mantiene intatta quella combinazione di post-punk, chitarre nervose e atmosfere scure che ne ha costruito l'identità. L'album è stato registrato a New York e prodotto da Andrew Wyatt, segnando anche l'ingresso ufficiale di Brad Truax nella formazione.
Il disco rappresenta un ritorno a una dimensione più diretta e riconoscibile per la band, tanto che parte della critica lo ha letto come un riavvicinamento alla stagione dei primi lavori. Non si tratta però semplicemente di un'operazione nostalgia: gli Interpol riprendono i propri elementi distintivi e li rimettono in circolo con una produzione contemporanea.
Dal passato arriva anche la terza proposta, ma questa volta il passato viene riscritto. I Bring Me The Horizon hanno infatti pubblicato Count Your Blessings | Repented, nuova registrazione del loro album d'esordio Count Your Blessings, originariamente pubblicato nel 2006. Il disco, considerato uno dei lavori che hanno contribuito a definire il deathcore contemporaneo, è stato completamente reinciso per il ventesimo anniversario.
Oli Sykes e Lee Malia hanno lavorato insieme al produttore e musicista svedese Buster Odeholm, dando al materiale una nuova produzione e una veste sonora molto più contemporanea. La nuova edizione conserva le dieci tracce dell'originale e aggiunge anche “Dehumanized”, un brano inedito.
Una scelta interessante perché non si limita a ristampare un album ormai diventato un punto di riferimento per una generazione: i Bring Me The Horizon hanno deciso di tornarci sopra vent'anni dopo, rileggerlo e registrarlo nuovamente con la consapevolezza maturata nel frattempo.
E poi c'è Prince, con Timeless, forse l'operazione d'archivio più intrigante della settimana. L'album postumo raccoglie dieci registrazioni rare e inedite, realizzate nell'arco di quasi quarant'anni, dal 1977 al 2016. È il primo progetto del suo genere costruito per attraversare in maniera cronologica tutte le principali fasi della carriera dell'artista di Minneapolis.
Il risultato è quasi un autoritratto attraverso il tempo: dalle primissime registrazioni alla maturità artistica, passando per periodi e stili differenti. Tra i brani dell'album c'è anche “With This Tear”, registrata originariamente nel 1991, nella quale Prince aveva scritto, prodotto, arrangiato e suonato personalmente tutti gli strumenti.
Timeless nasce dal leggendario archivio custodito nel Vault di Paisley Park, una quantità sterminata di materiali che continua ancora oggi a restituire nuove pagine della sua produzione.














