Cresce l’attenzione e la preoccupazione dei residenti di Sturla per il nuovo polo tecnologico Quadrivium digital Gen01, in fase di realizzazione nell'ex centro di elaborazione dati della Banca Carige in via Isonzo.
A tenere svegli gli abitanti sono le continue emissioni acustiche dell’infrastruttura, che sfrutta l’approdo dei cavi sottomarini per la trasmissione dati, ma non meno importante è la paura per l’impatto ambientale che il data center può avere sul quartiere.
Nel corso di una partecipata commissione municipale, chi abita a poca distanza dal data center denuncia un ronzio costante provocato dalle macchine per il raffreddamento ad aria, posizionate sulla copertura dell’edificio. Un fastidio che, a detta di molti, costringe a tenere le finestre chiuse anche durante la notte, con il timore parallelo che il calore generato dai server provochi una sorta di ‘isola di calore’ nell’area circostante con ripercussioni sulla salute in primis con conseguente svalutazione del mercato immobiliare.
Sulla questione si è espresso anche il presidente del Municipio Levante, Federico Bogliolo, che condivide le preoccupazioni del territorio.
Partendo dalla SCIA edilizia, rilasciata da Palazzo Tursi il 9 ottobre scorso senza necessità di variazioni urbanistiche o ampliamenti volumetrici, Bogliolo chiarisce: “La pratica non ha richiesto cambi perché l’immobile era già destinato ad accogliere quell’attività, ma in forma più ridotta. È una struttura che potremmo definire ‘strong’ e condivido appieno il timore dei residenti in primo luogo per il rumore delle macchine poi per il calore prodotto”.
In merito al possibile impatto microclimatico sul quartiere, Bogliolo esprime forti perplessità: “Si stima un aumento delle temperature di circa un grado e mezzo nei 250 metri immediatamente adiacenti alla struttura, una prospettiva che francamente fa paura. A questo si aggiunge l’incognita legata alle onde elettromagnetiche, un tema che va affrontato con assoluta serietà”.
Il presidente del Municipio punta il dito anche sulle carenze informative della fase preliminare: “È un peccato che se ne arrivi a parlare solo adesso. Anche in assenza di un vincolo autorizzativo stringente, sarebbe stata doverosa una condivisione preventiva con il territorio e con l'amministrazione municipale”.
Di fronte alle risposte parziali emerse durante i primi confronti, complice anche l'assenza dei rappresentanti della società privata Quadrivium, l'ente locale intende percorrere tutte le vie formali per tutelare la popolazione. “Sono molto preoccupato e già durante l'estate ho ricevuto le segnalazioni di diversi cittadini”, conclude Federico Bogliolo. “Oggi i punti di domanda superano di gran lunga le certezze. Per questo abbiamo chiesto l'attivazione di una commissione consiliare in Comune con la presenza diretta della proprietà e dei suoi tecnici per ottenere risposte trasparenti. Faremo tutti i passaggi necessari per approfondire il dossier e, se occorrerà, per porre limitazioni molto pesanti a tutela della salute e della vivibilità del quartiere”.














