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Attualità | 27 ottobre 2026, 18:32

Ex Ilva, da Palazzo Chigi nessun cronoprogramma per la decarbonizzazione: a Genova resta il nodo della cassa integrazione per 870 lavoratori

Il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Mantovano conferma l'impegno del Governo sulla continuità produttiva, ma pesano le incognite della vendita e della Cassazione. Consegnato un programma di attività per Cornigliano, Taranto e Novi Ligure. Avviati contatti con Fincantieri, Leonardo, Rheinmetall e Ferrovie dello Stato

Ex Ilva, da Palazzo Chigi nessun cronoprogramma per la decarbonizzazione: a Genova resta il nodo della cassa integrazione per 870 lavoratori

Nessun cronoprogramma definito per la decarbonizzazione dell'ex Ilva, mentre restano aperte le incognite sul futuro industriale e occupazionale del gruppo. È quanto emerge dall'incontro di oggi, martedì 27 ottobre, a Palazzo Chigi tra Governo e organizzazioni sindacali, durante il quale il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano ha confermato l'impegno dell'esecutivo a garantire la continuità della produzione siderurgica in Italia, senza però indicare tempi precisi per la trasformazione degli impianti.

Un quadro di incertezza che interessa direttamente anche lo stabilimento di Genova Cornigliano, dove resta sul tavolo la richiesta di estensione della cassa integrazione straordinaria fino a 870 lavoratori sui 917 complessivamente occupati. Durante il vertice, il commissario straordinario Quaranta ha consegnato uno schema delle attività previste nei prossimi mesi per i tre poli produttivi di Taranto, Genova e Novi Ligure, mentre prosegue la ricerca di nuove commesse per limitare i periodi di inattività degli stabilimenti.

"Il governo conferma, ancora una volta, il proprio impegno per dare continuità alla produzione dell'acciaio in Italia e, in questo quadro, per assicurare prospettive industriali a Taranto, con forni elettrici e decarbonizzazione, come ribadito il 14 ottobre scorso dal presidente del Consiglio dei ministri, Giorgia Meloni, nell'Aula del Senato della Repubblica", ha dichiarato Mantovano durante il confronto.

A impedire la definizione di un calendario preciso sono, secondo il sottosegretario, due questioni ancora irrisolte. La prima riguarda la procedura di vendita dei complessi aziendali di Ilva e Acciaierie d'Italia in amministrazione straordinaria, per la quale è stato fissato all'8 novembre 2026 il termine ultimo per la presentazione delle offerte vincolanti. In assenza di un piano industriale e finanziario definitivo, il Governo ritiene impossibile stabilire con precisione le prossime tappe.

La seconda incognita è rappresentata dalla decisione delle Sezioni Unite della Corte di Cassazione e dagli sviluppi del procedimento giudiziario relativo all'area a caldo dello stabilimento di Taranto, la cui eventuale fermata avrebbe conseguenze anche sull'approvvigionamento degli impianti del Nord, a partire proprio da Cornigliano.

"Il Governo, quindi, fermo restando l'impegno assunto dal presidente Meloni in Senato, non può allo stato soddisfare la richiesta delle organizzazioni sindacali di disporre e discutere di un preciso cronoprogramma del processo di decarbonizzazione", ha spiegato Mantovano, precisando che il tema sarà nuovamente affrontato una volta superate le attuali incertezze.

Sul fronte occupazionale, il Governo ha cercato di chiarire la portata della nuova richiesta di cassa integrazione straordinaria, che per Genova prevede un possibile incremento dagli attuali 280 lavoratori fino a un massimo di 870. Secondo Mantovano, il numero indicato dai commissari rappresenta una soglia massima e non coincide necessariamente con i dipendenti che saranno effettivamente interessati dall'ammortizzatore sociale.

Il sottosegretario ha inoltre ribadito che la procedura dovrà prevedere un meccanismo di rotazione tra i lavoratori coinvolti dalla riduzione dell'orario di lavoro. Non è stata tuttavia annunciata una revisione dei numeri contenuti nella richiesta aziendale, il cui esame era stato rinviato proprio in attesa dell'incontro odierno.

Per Cornigliano si tratta di una questione particolarmente delicata, dopo le mobilitazioni delle scorse settimane culminate il 19 ottobre nell'occupazione dell'aeroporto Cristoforo Colombo. La protesta si era conclusa in seguito alla comunicazione del Ministero del Lavoro che aveva rinviato il confronto sulla nuova Cigs, confermando nel frattempo l'applicazione delle condizioni precedentemente autorizzate.

Sul piano industriale, i commissari stanno proseguendo la ricerca di ulteriori commesse per garantire attività agli stabilimenti e ridurre i periodi di fermo. Una necessità particolarmente sentita a Genova, dove la continuità delle lavorazioni dipende anche dalla disponibilità di coils e dall'approvvigionamento di materiale proveniente dall'esterno.

Un'altra novità emersa dal vertice riguarda il coinvolgimento di alcune grandi aziende italiane. Mantovano ha annunciato l'avvio, proprio nella giornata di oggi, di un confronto con Fincantieri, Rheinmetall, Leonardo e Ferrovie dello Stato, alle quali è stato chiesto di fornire un contributo alla gestione della crisi.

Sulla base delle risposte delle società coinvolte, i commissari straordinari dovrebbero mettere a disposizione, entro quattro giorni, i dati professionali dei dipendenti per consentire alle aziende di valutare eventuali possibilità di impiego e sviluppo di progetti.

"Con queste aziende sono ipotizzabili sia progetti a breve sia a lungo termine", ha spiegato il sottosegretario, senza indicare al momento accordi già definiti o il numero di lavoratori che potrebbero essere coinvolti.

Infine, sul fronte delle tutele occupazionali, Mantovano ha richiamato le misure contenute nel decreto-legge 185/2026, predisposto per sostenere i dipendenti del gruppo e le aziende dell'indotto. Ulteriori interventi potrebbero arrivare con la prossima legge di Bilancio, attraverso incentivi all'esodo, possibilità di pensionamento anticipato e strumenti aggiuntivi di sostegno al reddito.

L'entità delle risorse e i requisiti per accedere alle misure saranno però definiti soltanto dopo la determinazione dei saldi di finanza pubblica.

Redazione

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