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Attualità | 29 ottobre 2026, 08:42

Terminal Sech, Paroli risponde ai sindacati: "Nessun cambiamento previsto, evitare allarmismi ingiustificati"

Il presidente dell'Autorità portuale interviene dopo le preoccupazioni espresse da Filt Cgil, Fit Cisl e Uiltrasporti sulla possibile riconversione dello scalo container in terminal crocieristico: "La destinazione attuale resterà invariata fino alla scadenza della concessione"

Terminal Sech, Paroli risponde ai sindacati: "Nessun cambiamento previsto, evitare allarmismi ingiustificati"

Nessun cambiamento previsto, al momento, per il Terminal Sech di Genova. A chiarirlo è il presidente dell'Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale, Matteo Paroli, che interviene dopo l'allarme lanciato dalle organizzazioni sindacali Filt Cgil Genova, Fit Cisl Liguria e Uiltrasporti Liguria sulla possibile riconversione dello scalo container al traffico crocieristico.

Una prospettiva che ha suscitato preoccupazione tra i circa 270 lavoratori del terminal, la cui concessione è attualmente prevista fino al 2047. I sindacati hanno chiesto chiarimenti sulle intenzioni dell'Autorità portuale, sottolineando la necessità di salvaguardare la continuità delle attività e i livelli occupazionali nell'ambito della definizione del nuovo Piano Regolatore Portuale.

A rispondere è direttamente Paroli, che ribadisce come l'ipotesi crocieristica rappresenti soltanto uno dei possibili scenari futuri e che l'attuale destinazione del terminal resti vincolata alla concessione in essere.

"Ritengo doveroso e urgente chiarire che la situazione del terminal SECH resta invariata rispetto a quanto illustrato alle stesse sigle sindacali durante l’incontro dedicato all’illustrazione degli scenari del nuovo Piano Regolatore Portuale, tenutosi lo scorso 14 settembre a Palazzo San Giorgio. Come fatto presente durante tutti gli incontri con gli stakeholder e nel corso dell’audizione in Regione Liguria dello scorso 22 ottobre, un eventuale cambio di destinazione del terminal verso il traffico crocieristico è una delle tante ipotesi di utilizzo del terminal SECH, collegata alla destinazione ro-pax. Nel caso in cui la destinazione individuata dovesse rimanere quella attuale, ovvero il traffico container, ovviamente non potrebbero convivere le due tipologie di traffico.

Desidero ricordare, inoltre, che il Piano Regolatore Portuale è uno strumento di pianificazione e, come tale, non entra nel merito delle concessioni.

Come già comunicato nei circa 30 incontri con stakeholder e associazioni, la destinazione del terminal SECH è vincolata dal regime concessorio attuale, che prevede in quelle aree il traffico container, destinazione che resterà invariata fino alla scadenza naturale dell’atto concessorio, salve le previsioni di legge o la rinuncia del concessionario stesso.

Come chiaramente evidenziato durante l’audizione in Regione Liguria, di cui sono circolate alcune anteprime di verbale parziali e non contestualizzate, l’eventuale cambio di destinazione sarà vincolato solo ad alcune precise situazioni, secondo il Codice della navigazione, ovvero alla rinuncia all’attuale concessione, alla decadenza o alla revoca.

Pertanto” conclude il presidente Paroli, “invito tutti a evitare allarmismi ingiustificati che rischiano solo di creare infondate tensioni tra i lavoratori.

Infine, come ribadito al termine di ogni incontro sul Piano Regolatore Portuale, confermo la piena disponibilità degli uffici di Palazzo San Giorgio a fornire chiarimenti in merito al Piano, anche nei dettagli tecnici”.

La precisazione arriva dopo la nota congiunta delle tre sigle sindacali, che avevano espresso forte preoccupazione per le indiscrezioni relative alla possibile destinazione del Sech alle attività crocieristiche. Per i rappresentanti dei lavoratori, il nuovo Piano Regolatore Portuale dovrà necessariamente tenere conto delle concessioni esistenti e delle conseguenze occupazionali delle scelte future.

Nella stessa nota, Filt Cgil, Fit Cisl e Uiltrasporti avevano inoltre richiamato l'attenzione sulla situazione del Terminal Rinfuse, i cui dipendenti sono in stato di agitazione da oltre due mesi. I sindacati hanno ribadito l'importanza strategica del traffico rinfusiero per il porto di Genova, denunciando la mancanza di risposte adeguate sulle prospettive del terminal e chiedendo un confronto concreto con le istituzioni portuali.

Redazione

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