La salvaguardia dei posti di lavoro, la continuità produttiva degli stabilimenti e la necessità di garantire un futuro industriale ai siti ex Ilva del Nord-Ovest. Sono questi i temi portati dall'assessore allo Sviluppo economico della Regione Liguria, Alessio Piana, davanti alle Commissioni Industria e Salute del Senato, nell'ambito delle audizioni sul disegno di legge 2065, relativo al decreto-legge 185/2026 dedicato alla crisi siderurgica.
Al centro dell'intervento, in particolare, la situazione degli stabilimenti di Genova Cornigliano, Novi Ligure e Racconigi, per i quali Regione Liguria e Regione Piemonte chiedono garanzie sul futuro occupazionale e un piano di approvvigionamento che consenta di mantenere attive le lavorazioni.
Piana ha espresso apprezzamento per le misure contenute nel provvedimento del Governo, sottolineando tuttavia come gli ammortizzatori sociali non possano rappresentare la soluzione alla crisi industriale.
"Integrazione al reddito, incentivi al reimpiego, deroga straordinaria per un numero di lavoratori superiore a quello previsto sinora, compresi quelli dell'indotto, sicurezza e uscite volontarie. Tutti strumenti utili, quelli inseriti nel decreto legge, che non possiamo che apprezzare, e per questo ringraziamo il Governo, ma che non vorremmo mai vedere applicati", ha dichiarato l'assessore.
La richiesta della Regione è quella di rafforzare ulteriormente le tutele previste dal decreto, anche alla luce degli ultimi sviluppi della vicenda ex Ilva, fornendo certezze ai dipendenti diretti e ai lavoratori dell'indotto.
"La nostra richiesta è che, nel prosieguo della trattazione del provvedimento, si possa intervenire ulteriormente, alla luce dei risvolti della vicenda, in modo da dare completa garanzia e chiarezza ai lavoratori, compresi quelli dell'indotto dei siti produttivi liguri e piemontesi, delle misure che potranno essere fruite", ha precisato Piana.
L'assessore ha quindi richiamato il documento unitario trasmesso il 21 ottobre ai ministeri competenti, sottoscritto dalle Regioni Liguria e Piemonte insieme ai Comuni del Nord-Ovest interessati e condiviso con Confindustria e le organizzazioni sindacali.
Il documento contiene una richiesta precisa: l'attivazione di un piano ordini che permetta agli stabilimenti di reperire sul mercato il materiale necessario a proseguire le lavorazioni, anche per conto di soggetti terzi. Una soluzione ritenuta fondamentale per garantire continuità produttiva agli impianti, in attesa di una prospettiva industriale più stabile.
"Siamo confidenti che, se ci sarà da parte della struttura commissariale la volontà di dare seguito agli impegni presi nei precedenti confronti, si possa dare slancio e prospettiva a quei contesti", ha aggiunto Piana.
L'obiettivo, ha concluso l'assessore, resta quello di "mantenere alto il livello occupazionale e di salvaguardare le competenze industriali di Cornigliano, Novi Ligure e Racconigi", evitando che la crisi dell'ex Ilva comprometta ulteriormente il futuro produttivo e occupazionale degli stabilimenti del Nord-Ovest.














