Se il personale del Galliera non entrerà nell'Azienda Ospedaliera Metropolitana, la Regione dovrà rivedere il rapporto con l'ospedale, prendendo in considerazione anche l'ipotesi del privato accreditato. A dirlo è il presidente di Regione Liguria Marco Bucci, intervenuto a margine della discussione in Consiglio regionale sul disegno di legge 129. Il governatore non esclude neppure un possibile ridimensionamento della struttura, pur precisando che non è questa la sua intenzione. Immediata la replica del capogruppo del Partito Democratico Armando Sanna, che parla di ricatto e accusa la Giunta di voler portare il Galliera verso la privatizzazione.
Tutto parte dall'emendamento che riguarda l'equiparazione economica dei dipendenti del Galliera, collegata al loro ingresso nell'AOM, previsto dalla riforma sanitaria regionale approvata nel 2025. Una disposizione che le opposizioni hanno contestato durante il dibattito in Aula, sostenendo che gli aumenti salariali non possano essere utilizzati per condizionare le scelte sul futuro dell'ospedale.
Bucci rivendica innanzitutto il percorso compiuto per il riconoscimento del Galliera all'interno del sistema sanitario pubblico. Secondo la sua ricostruzione, quando è arrivato alla guida della Regione, l'ospedale veniva considerato privato dalle amministrazioni competenti, nonostante la struttura si ritenesse pubblica. Da qui le trattative e l'intervento legislativo regionale.
"Ho fatto un sacco di negoziazioni, abbiamo una legge specifica sul Galliera per farlo diventare pubblico", spiega il presidente, che pone però una condizione: l'appartenenza al sistema pubblico comporta il rispetto delle regole previste dalla riorganizzazione sanitaria.
"Se devono stare sul pubblico devono entrare dentro AOM", afferma Bucci, riferendosi al trasferimento delle funzioni sanitarie nella nuova azienda. E aggiunge: "Se non lo fanno si pone il problema di che cosa diventa perché vuol dire che non accettano di essere pubblici".
Alla domanda su cosa comporterebbe concretamente l'ipotesi del privato accreditato, il presidente chiarisce che non si tratta di una decisione già presa, ma di uno scenario da affrontare qualora il percorso previsto dalla legge non venisse completato.
"Se loro non vogliono entrare nella AOM, bisogna rivedere il rapporto come sarà", sostiene, precisando che sarebbe necessario tornare a discutere la questione nell'ambito della sanità regionale.
Bucci non conferma di aver ricevuto una comunicazione formale con cui il Galliera rifiuta l'ingresso nell'AOM. Alla richiesta di chiarimenti sulla posizione dell'ospedale, invita a rivolgere la domanda direttamente ai suoi rappresentanti.
Sollecitato sulle conseguenze di un eventuale mancato accordo, il governatore non la esclude, richiamando il problema dei disavanzi economici. Precisa però che non sarebbe una decisione da assumere unilateralmente e respinge l'idea di voler indebolire un ospedale al quale, ricorda, si è affidato personalmente per le proprie cure.
Per Bucci, l'ingresso nell'Azienda Ospedaliera Metropolitana rappresenterebbe anzi un'opportunità per rafforzare il Galliera e integrarlo maggiormente con le altre strutture ospedaliere. Uno dei vantaggi indicati riguarda la mobilità del personale: medici e infermieri, appartenendo alla stessa azienda, potrebbero passare da un ospedale all'altro senza dover affrontare ogni volta nuove procedure concorsuali.
"È una flessibilità enorme", sottolinea il presidente, convinto che il nuovo assetto permetterebbe di qualificare ulteriormente l'organizzazione ospedaliera. Da qui anche la risposta alle accuse delle opposizioni sull'emendamento relativo agli stipendi. "Non è un ricatto, ricatto è una parola assolutamente scorretta", replica Bucci, ribadendo di voler arrivare all'adeguamento dei trattamenti economici dal primo gennaio 2027.
Il presidente contesta inoltre la posizione delle minoranze sul disegno di legge, sostenendo che opporsi a un provvedimento finalizzato all'armonizzazione salariale sia difficilmente comprensibile. Non manca una battuta politica: "Il più grosso comunista sono io", afferma, sostenendo di trovarsi a realizzare riforme che, a suo giudizio, dovrebbero essere sostenute proprio da chi oggi le contesta.
Di tutt'altro avviso Armando Sanna, che interpreta le dichiarazioni del governatore come un ulteriore passaggio di un percorso politico volto a modificare radicalmente il futuro del Galliera. "Mi sembra che il presidente Bucci continui a perseguitare il Galliera ormai", afferma il capogruppo dem, collegando le parole del presidente all'emendamento sugli incrementi contrattuali.
Secondo Sanna, il testo finirebbe per subordinare il riconoscimento delle risorse economiche ai dipendenti all'accettazione delle condizioni poste dalla Regione. Una prospettiva che il consigliere contesta anche sul piano finanziario: a suo giudizio, gli aumenti annunciati potrebbero non arrivare ai lavoratori, a causa della mancanza di una copertura certa e delle difficoltà economiche del sistema sanitario.
Ma è soprattutto l'apertura all'ipotesi del privato accreditato a suscitare la reazione del Partito Democratico.
"Questa non è una notizia che lanciamo noi dai banchi d'opposizione, ma lo dice il presidente della Regione, questa situazione ci preoccupa", dichiara Sanna, sostenendo che le parole di Bucci rendano più concreto uno scenario già denunciato in passato dal suo gruppo.
Il capogruppo Pd richiama le precedenti decisioni sulla riorganizzazione sanitaria, il ridimensionamento di alcune attività ospedaliere e le difficoltà relative al personale. Cita anche una delibera regionale di agosto che, secondo la sua interpretazione, avrebbe già previsto interventi di ridimensionamento del Galliera, e denuncia un progressivo allontanamento dei dipendenti dalla struttura, parlando di una quota del 50% del personale interessata dai trasferimenti.
Si tratta di elementi che Sanna porta a sostegno della propria lettura politica, secondo la quale le diverse decisioni della Giunta starebbero componendo un disegno di progressivo depotenziamento dell'ospedale.
"Siamo molto preoccupati sul futuro di un ospedale fondamentale", ribadisce, ricordando il peso del Galliera nell'emergenza-urgenza, negli accessi al pronto soccorso e nelle prestazioni ospedaliere garantite alla città.














