/ Politica

Politica | 03 novembre 2026, 16:41

Fanghi della nuova diga, il Comune valuta la costituzione di parte civile

Interrogazione in Consiglio comunale sulle indagini relative al presunto sversamento irregolare di quasi 800mila metri cubi di fanghi nell'area portuale nel 2024. Terrile: “Seguiamo la vicenda con grande attenzione”, decisione dopo la chiusura delle indagini preliminari e l'eventuale apertura del dibattimento

Fanghi della nuova diga, il Comune valuta la costituzione di parte civile

Il Comune di Genova sta valutando la possibilità di costituirsi parte civile nell'eventuale procedimento penale relativo al presunto smaltimento irregolare dei fanghi di dragaggio utilizzati per la nuova diga foranea. La questione è arrivata oggi in Consiglio comunale con un'interrogazione a risposta immediata presentata dal gruppo del Movimento 5 Stelle, che ha chiesto all'amministrazione anche quali iniziative intenda assumere per tutelare la salute pubblica e l'ecosistema marino.

Al centro della richiesta le indagini della Procura di Genova sul presunto sversamento irregolare di quasi 800mila metri cubi di fanghi nell'area portuale, risalente al 2024. Il capogruppo M5S Marco Mesmaeker ha ricordato che il Movimento aveva già portato la questione all'attenzione della Commissione europea nel 2023, attraverso un'interrogazione parlamentare urgente presentata con la capodelegazione M5S Europa Tiziana Beghin.

“La risposta richiamava un principio fondamentale: il riutilizzo dei materiali di dragaggio può rappresentare una pratica virtuosa di economia circolare soltanto se condotto nel rispetto delle condizioni ambientali e delle norme sulla gestione dei rifiuti. La tutela dell'ambiente e della salute viene prima di qualsiasi cronoprogramma”.

Mesmaeker ha contestato anche le recenti dichiarazioni della destra ligure, che avrebbe presentato l'utilizzo dei fanghi nei cassoni della nuova diga come un successo ambientale, richiamando presunti apprezzamenti europei. Secondo il M5S, le contestazioni emerse dall'inchiesta impongono ora di chiarire la natura dei materiali impiegati, le procedure di classificazione e i controlli effettuati.

"Non è compito della politica anticipare le conclusioni della magistratura, ma spetta alle istituzioni garantire che non vi siano rischi per la salute dei cittadini e per l'ecosistema marino. Per questo abbiamo chiesto al Comune di Genova di chiarire quali verifiche siano state effettuate, quali garanzie sanitarie e ambientali siano disponibili e se intenda tutelare gli interessi della città anche attraverso la costituzione di parte civile, qualora ne ricorrano i presupposti. Bene che l'amministrazione abbia accolto positivamente le nostre istanze”.

A rispondere è stato il vicesindaco Alessandro Terrile: “Posto che il primo legittimato ad agire per la tutela ambientale è lo Stato, ciò non esclude che nel corso dell'accertamento dei fatti e soprattutto quando verrà incardinato un procedimento penale, quindi un dibattimento, non ci siano le condizioni perché anche il Comune di Genova possa costituirsi parte civile”.

Terrile ha proseguito: “Siamo interessati come Comune di Genova, quindi come ente che rappresenta la collettività dei cittadini genovesi, ad ogni azione che può portare al risarcimento del danno ambientale che fosse eventualmente occorso”.

La decisione, dunque, non è ancora stata assunta. Il Comune attenderà la conclusione della fase delle indagini preliminari e l'eventuale apertura del dibattimento per valutare se procedere con la costituzione di parte civile. Nel frattempo, ha assicurato l'amministrazione, la vicenda sarà seguita “con grande attenzione”.

Isabella Rizzitano


Vuoi rimanere informato sulla politica di Genova e dire la tua?
Iscriviti al nostro servizio gratuito! Ecco come fare:
- aggiungere alla lista di contatti WhatsApp il numero 0039 348 0954317
- inviare un messaggio con il testo GENOVA
- la doppia spunta conferma la ricezione della richiesta.
I messaggi saranno inviati in modalità broadcast, quindi nessun iscritto potrà vedere i contatti altrui, il vostro anonimato è garantito rispetto a chiunque altro.
LaVocediGenova.it li utilizzerà solo per le finalità di questo servizio e non li condividerà con nessun altro.
Per disattivare il servizio, basta inviare in qualunque momento un messaggio WhatsApp con testo STOP GENOVA sempre al numero 0039 348 0954317.

TI RICORDI COSA È SUCCESSO L’ANNO SCORSO A NOVEMBRE?
Ascolta il podcast con le notizie da non dimenticare

Ascolta "Un anno di notizie da non dimenticare 2025" su Spreaker.
Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore|Premium