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Attualità | 04 novembre 2026, 11:01

Genova ricorda le vittime delle alluvioni 2011 e 2014. Salis: "Incredibile che si neghi ancora il cambiamento climatico"

Commemorazione a Marassi e Borgo Incrociati per le sette vittime dei tragici eventi. La sindaca: "Non esistono giustificazioni"

Genova ricorda le vittime delle alluvioni 2011 e 2014. Salis: "Incredibile che si neghi ancora il cambiamento climatico"

Genova si è unita, quest'oggi, nel ricordo delle vittime delle due alluvioni che sconvolsero la città il 4 novembre 2011 e il 9-10 ottobre 2014 e che causarono la morte di sette persone.

«La mia solidarietà e il mio abbraccio vanno ai parenti delle vittime perché non ci sono parole né giustificazioni che nessuna pubblica amministrazione potrà mai dire per porre rimedio a quello che è successo - ha dichiarato la sindaca di Genova, Silvia Salis - l'alluvione del 2011 è stata la prima vera drammatica presa di coscienza che il clima stava cambiando e che in questa città, in questo Paese, nei decenni è stato fatto sempre troppo poco per poter arginare questo tipo di fenomeni. È incredibile pensare che esistano ancora persone che dicono che il cambiamento climatico non esiste: è una cosa non solo antiscientifica, ma che mina la sicurezza delle persone e mette a rischio la loro vita».

La sindaca ha sottolineato che «c'è da fare sempre di più. Ed è per questo, ad esempio, che abbiamo fatto ripartire l'iter per il completamento dei lavori sul rio Rovare. Sappiamo che i lavori sullo scolmatore del Bisagno sono molto in ritardo, ma questi purtroppo sono temi silenziosi, invisibili: ti accorgi che non è stato fatto abbastanza quando è troppo tardi. Quindi, è necessario lavorarci con grande decisione». «Bisogna anche lavorare molto sulla consapevolezza dei rischi che si corrono durante le allerte – ha aggiunto Salis - C'è ancora chi rimane infastidito dai disagi che provocano le misure di protezione civile decise in seguito alle allerte meteo, però è fondamentale comprendere quanto siano fondamentali per salvare la vita ai nostri concittadini, per tutelare il territorio e la città. Certo, le chiusure comportano restrizioni e disagi temporanei, ma si deve diffondere a tutte e tutti la cultura della necessità di rispettare le allerte».

«Oggi siamo qui per ricordare due tragedie che hanno segnato profondamente la nostra città – dice l'assessore alle Manutenzioni, Lavori pubblici e Protezione civile Massimo Ferrante – e per rinnovare la promessa che la nostra azione amministrativa andrà sempre nella direzione di evitare che simili accadimenti si ripetano. Da allora molte cose sono cambiate, non solo a livello a livello infrastrutturale con il completamento dello scolmatore del Fereggiano, ma anche con i lavori dello scolmatore del Bisagno, del rio Rovare e del Noce che saranno fondamentali per garantire la sicurezza di queste zone fragili della città. Da allora è anche cambiato il modo di intendere e di "fare" Protezione civile, perché se non possiamo controllare gli elementi naturali, possiamo però far sì di farci trovare preparati, insieme alla popolazione, affinché certe tragedie non si ripetano mai più. Oggi ci stringiamo in un abbraccio simbolico da parte di tutti e tutte le genovesi ai familiari delle vittime, con la promessa che continueremo ad agire per la messa in sicurezza del nostro bellissimo ma altrettanto fragile territorio».

«Sono stati due eventi che hanno segnato in modo indelebile la storia del nostro quartiere – ha concluso il presidente del Municipio III Fabrizio Ivaldi -. Il primo pensiero va doverosamente alle sei vittime del 2011 e alla persona scomparsa nell'alluvione del 2014: una tragedia che ha lasciato una ferita profonda nella comunità. Al contempo, questi tragici eventi hanno portato a un cambio radicale nella percezione del rischio e nella consapevolezza dei cittadini di fronte alle allerte meteo. La realizzazione dello scolmatore del Fereggiano ha rappresentato una svolta fondamentale per la messa in sicurezza del territorio. Tuttavia, pur sapendo che il rischio zero non esiste, non possiamo fermarci qui: dobbiamo proseguire con determinazione su questo percorso. Le prossime priorità infrastrutturali per il territorio sono chiare: la messa in sicurezza della zona di San Fruttuoso attraverso lo scolmatore del Rio Rovare e il completamento dello scolmatore del Bisagno, opere indispensabili per garantire una tutela sempre maggiore alla popolazione. In questi anni abbiamo assistito a un netto cambio di passo anche nei comportamenti individuali: durante le allerte rosse i residenti dimostrano maggiore attenzione e prudenza, ad esempio spostando preventivamente i veicoli dalle zone a rischio. È l'evidenza di come queste tragedie abbiano segnato e fatto maturare la coscienza collettiva del quartiere».

La prima cerimonia si è tenuta nel quartiere di Marassi, proprio davanti la targa che ricorda le sei vittime dell'alluvione del 4 novembre 2011, collocata all'incrocio tra corso Sardegna e corso De Stefanis. In questo luogo, divenuto un simbolo della memoria collettiva genovese, il Comune di Genova, il Municipio III Bassa Val Bisagno e i familiari delle vittime hanno deposto una corona e mazzi di fiori per rendere omaggio a chi perse la vita durante l'esondazione del torrente Fereggiano: Shpresa Djala di 28 anni, le sue figlie Janissa e Gioia di 1 e 8 anni, Angela Chiaramonte, 40 anni, Serena Costa, 19 anni, ed Evelina Marina Pietranera, 50 anni.

Accanto ai membri del Comitato Parenti delle Vittime erano presenti la sindaca di Genova Silvia Salis, l'assessore comunale ai Lavori Pubblici e Protezione Civile del Comune di Genova Massimo Ferrante, il presidente del Municipio Bassa III Val Bisagno Fabrizio Ivaldi e il console onorario d'Albania Giuseppe Durazzo. Con loro anche numerose figure istituzionali e rappresentanti delle autorità civili e militari fra cui i consiglieri regionali Matteo Campora e Armando Sanna e la prefetta Cinzia Torraco.

La commemorazione si è poi conclusa a Borgo Incrociati, dove è stata deposta un'ulteriore corona, a cui ha fatto seguito un momento di raccoglimento in ricordo di Antonio Campanella, 57 anni, travolto dall'alluvione del 9 ottobre 2014.

Redazione

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