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Attualità | 05 novembre 2026, 12:00

Carceri liguri, il SAPPE denuncia sovraffollamento e aggressioni: "Situazione esplosiva, servono interventi urgenti"

Il sindacato chiede la riapertura del Provveditorato regionale a Genova, più personale e un nuovo istituto penitenziario in Valbormida. Dall'inizio dell'anno segnalate 700 aggressioni e 460 episodi di autolesionismo nelle strutture liguri

Carceri liguri, il SAPPE denuncia sovraffollamento e aggressioni: "Situazione esplosiva, servono interventi urgenti"

Riaprire il Provveditorato regionale dell'Amministrazione penitenziaria a Genova, rafforzare gli organici della Polizia Penitenziaria e realizzare un nuovo carcere nella provincia di Savona. Sono le richieste avanzate dal SAPPE, il Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria, che torna a denunciare le condizioni degli istituti liguri, tra sovraffollamento, aggressioni e carenza di personale.

Al centro delle rivendicazioni c'è anche la necessità di restituire a Genova una struttura amministrativa autonoma per la gestione del sistema penitenziario regionale, oggi dipendente dal Provveditorato del Piemonte. Una richiesta che il sindacato considera fondamentale per affrontare le criticità delle carceri liguri attraverso interventi più vicini alle esigenze del territorio.

"La Liguria ha bisogno di una strategia specifica, di più personale e di interventi strutturali. Chiediamo la riapertura del Provveditorato regionale penitenziario a Genova, per restituire al territorio un riferimento autonomo senza dipendere più dal Piemonte, e la realizzazione di una nuova struttura detentiva nella provincia di Savona, nelle aree della Valbormida", sottolinea Donato Capece, segretario generale del SAPPE.

A rendere particolarmente preoccupante il quadro sono i dati sugli eventi critici registrati dall'inizio dell'anno negli istituti della regione. Secondo quanto riferito dal sindacato, si contano 700 atti di aggressione, 560 violazioni delle norme penali e 460 episodi di autolesionismo. A questi si aggiungono 370 danneggiamenti di beni dell'Amministrazione, 280 invii urgenti in ospedale, 270 rinvenimenti di oggetti o sostanze non consentite, 220 infrazioni disciplinari e 184 manifestazioni di protesta.

"Le donne e gli uomini della Polizia Penitenziaria lavorano quotidianamente in condizioni di grande difficoltà, affrontando aggressioni, proteste, autolesionismo e situazioni di emergenza, spesso con organici insufficienti. I dati dimostrano una situazione di continua tensione che richiede interventi immediati", denuncia Capece.

Le situazioni più critiche sul fronte del sovraffollamento, tra quelle segnalate dal SAPPE, riguardano Sanremo e Imperia. Nel primo istituto sono presenti 280 detenuti a fronte di 216 posti effettivi, con un tasso di occupazione del 130%. A Imperia, invece, i detenuti sono 77 rispetto ai 53 posti disponibili, con un tasso che raggiunge il 145%.

A preoccupare il sindacato è anche una comunicazione che sarebbe stata diramata dall'Ufficio Detenuti e Trattamento del Provveditorato, secondo la quale i trasferimenti dei detenuti dagli istituti liguri verrebbero effettuati soltanto al raggiungimento del 150% di sovraffollamento.

"Non possiamo aspettare che gli istituti raggiungano il 150% per intervenire. Sanremo e Imperia sono già in condizioni di grave criticità e il sovraffollamento incide direttamente sulla sicurezza, sull'organizzazione del lavoro e sulla gestione quotidiana delle sezioni", evidenzia Giuseppe Giangrande, dirigente sindacale SAPPE in Liguria.

Il problema, secondo il sindacato, non riguarda soltanto gli spazi disponibili, ma anche le condizioni di lavoro degli agenti e la possibilità di garantire un'adeguata gestione della popolazione detenuta.

"Ogni giorno il personale affronta aggressioni, tensioni e carichi di lavoro sempre più pesanti, spesso con risorse insufficienti. Servono più agenti, investimenti, formazione e strutture adeguate. La Polizia Penitenziaria è una componente essenziale del sistema penitenziario e del percorso rieducativo previsto dalla Costituzione", afferma Vincenzo Tristaino, segretario SAPPE per la Liguria.

Tristaino insiste sulla riapertura del Provveditorato a Genova e sulla costruzione di un nuovo istituto in Valbormida, individuando in questi due interventi altrettante risposte alle difficoltà organizzative e strutturali del sistema penitenziario ligure.

"La dignità dei detenuti e quella della Polizia Penitenziaria non sono in contrapposizione. Un carcere più umano è anche un carcere più sicuro. Non possiamo continuare a lasciare detenuti e operatori soli ad affrontare un'emergenza quotidiana".

L'appello è rivolto al Governo e all'Amministrazione Penitenziaria, ai quali il SAPPE chiede risorse, un rafforzamento degli organici e tempi definiti per gli interventi strutturali.

"La sicurezza delle carceri e la dignità del lavoro delle donne e degli uomini della Polizia Penitenziaria non possono più essere rinviate. Servono risposte concrete e tempi certi", concludono Capece, Tristaino e Giangrande.

Redazione

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