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Cronaca | 14 giugno 2019, 15:27

Lungomare Canepa, in arrivo le centraline di Arpal

Il Comitato cittadino, anche grazie a una diffida formale, riesce a vincere la propria battaglia. I dati potranno essere comparati con il sistema di monitoraggio che i residenti hanno fatto installare nelle scorse settimane a loro spese

Lungomare Canepa, in arrivo le centraline di Arpal

Come annunciato da Tursi nelle scorse settimane attraverso l’assessore comunale all’Ambiente, Matteo Campora, in lungomare Canepa a Sampierdarena arrivano (finalmente) le centraline per il rilevamento della qualità dell’aria da parte di Arpal.

È una vittoria epocale, ottenuta soprattutto grazie all’impegno e all’instancabile forza di volontà da parte del Comitato Lungomare Canepa, che da anni si batte per un miglioramento (anche minimo) della qualità della vita da queste parti. Ogni piccolo passo in avanti è salutato con grande fierezza. Questi onesti e valorosi cittadini non chiedono aree pedonali, spazi immensi, viali alberati e altri progetti faraonici. Ma, perfettamente consci della situazione, e sempre capaci di stare con i piedi per terra, pretendono da tempo una sola condizione: poter respirare aria un po’ meno insalubre.

La situazione, come noto, è nettamente precipitata, dopo il crollo del Ponte Morandi dello scorso 14 agosto, che ha di fatto deviato tutto il traffico su questa arteria, diventata nel tempo una vera e propria autostrada a ridosso delle case. Senza, naturalmente, alcun tipo di protezione.

L’arrivo delle centraline è stato comunicato ieri, ma il Comitato, con la sua presidente Silvia Giardella, era ‘sul pezzo’ già da diverso tempo: “Durante la commissione consiliare di Tursi svoltasi ieri - racconta - ho fatto ai politici tutta la cronistoria della nostra situazione. La storia è stata riassunta nella diffida che, lunedì, abbiamo inviato alle istituzioni, affinché la centralina venisse installata il più presto possibile”.

In mancanza delle buone… ci son volute le cattive, ma mai come in questo caso il fine giustifica i mezzi. Ora che anche Arpal potrà fare i rilevamenti e analizzare i dati a disposizione, questi potranno, certamente, essere comparati anche con l’altro sistema di monitoraggio presente in zona: quello che, nelle passate settimane, i residenti di lungomare Canepa hanno fatto installare completamente a loro spese, e che ha già restituito, come illustrato in un recente incontro, dei dati piuttosto allarmanti, con le concentrazioni di PM 10 e PM 2.5 (il ‘particulate matter’, ovvero la materia particolata presente in atmosfera, responsabile dell’inquinamento dell’aria) molto superiori rispetto alla soglia.

A settembre dello scorso anno, e prima ancora a giugno, il Movimento 5 Stelle, che sui temi ambientali è sempre in prima linea, aveva affiancato il comitato con un paio di interrogazioni in Consiglio Comunale e in Consiglio di Municipio. E oggi anche il consigliere di Tursi Luca Pirondini e il suo omologo al Centro Ovest, Michele Colnaghi si dicono soddisfatti. Anche se il percorso da fare è ancora lunghissimo e porta a una sola prospettiva, pure quando il ponte sul Polcevera verrà ricostruito e qui sul lungomare Canepa il traffico si alleggerirà: serve una fascia di rispetto tra le case e la strada, e può essere rappresentata solo da un ‘cappotto’, una galleria, in grado di limitare rumori e odori.

“Siamo convinti che - dice Luca Pirondini, capogruppo M5S a Genova - benché lungomare Canepa sia diventato uno snodo cruciale dopo il crollo di Ponte Morandi, la salute dei residenti debba essere sempre tutelata e difesa. Per questo abbiamo insistito a livello istituzionale così tanto affinché la voce di questi cittadini fosse ascoltata. Ovviamente adesso sarà importante tenere monitorati i livelli rilevati dalle colonnine ed eventualmente cercare delle soluzioni alternative, in attesa anche della ricostruzione del nuovo Ponte”.

“I cittadini di Sampierdarena - aggiunge Michele Colnaghi, capogruppo M5S nel Municipio Centro Ovest - e in particolare quelli residenti in lungomare Canepa, stanno cantando e portando la croce per tutta la città, letteralmente. In questi anni hanno vissuto in un cantiere aperto. Le promesse di una fascia di rispetto tra la strada e le abitazioni non sono mai state rispettate. L’installazione delle colonnine di Arpal ci sembra il minimo che l’amministrazione pubblica potesse fare per queste persone, anche se a nostro parere avrebbero potuto essere installate ancora più vicino alla strada”.

Semmai, se c’è una cosa ancora da stigmatizzare, è la scarsa solidarietà, o meglio quasi nulla, verso questo gruppo di cittadini, da parte dei genovesi delle altre zone. Sui social network, nei giorni scorsi, si sono potuti leggere commenti da far accapponare la pelle: per la loro gratuità, per la cattiveria, per il marcato e insopportabile egoismo. In tanti hanno scritto che la situazione non è poi così drammatica (i commenti più urbani e riferibili), che in fondo si sta meglio di prima e così via. Ma la logica del tanto peggio tanto meglio, non è minimamente accettabile. Perché c’è un elemento cardine, la salute dei cittadini, sul quale non si possono stilare classifiche. Sul quale non c’è né da mercanteggiare né da discutere, né da fare confronti. Dovrebbe interessare tutti allo stesso modo, dovrebbe essere uguale per tutti, allo stesso modo. Per questo la battaglia dei cittadini di lungomare Canepa, come di tanti altri abitanti del Ponente alle prese con analoghi problemi di traffico, impatto di attività portuali, servitù industriali e presenza di attività a rischio di incidente rilevante, non solo è condivisibile appieno, ma pure sacrosanta. E chi non capisce questo, forse non è degno di essere considerato un genovese.

Alberto Bruzzone

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