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Attualità | 04 aprile 2019, 11:17

Signorini: “A Ponente rispetteremo i patti presi vent’anni fa”

Affollata assemblea al Teatro di Voltri sul tema dei depositi costieri, con il presidente dell’Autorità Portuale. Torna ad affacciarsi l’ipotesi Vado per Carmagnani e Superba. Il sindaco Bucci assente. Per l’addio a Multedo i tempi si allungano

Signorini: “A Ponente rispetteremo i patti presi vent’anni fa”

“A Ponente verranno rispettati gli accordi presi vent’anni fa. Nessun nuovo modulo e nessun nuovo riempimento”. Paolo Emilio Signorini, presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale, avrà fatto molti errori sul tema della ricollocazione dei depositi costieri di Carmagnani e Superba (come da lui stesso ammesso, con tanto di scuse), ma su un fatto non si può dire nulla: che ci abbia messo la faccia, ieri sera al Teatro del Ponente di Voltri, sia di fronte ai consiglieri municipali del VII Ponente, in questa seduta monotematica tutta legata alla questione del dislocamento, sia soprattutto alle centinaia di cittadini presenti, molti dei quali sono anche intervenuti ponendo le domande.

Signorini è uno degli attori principali, a proposito delle aree portuali e del futuro di Carmagnani e Superba. L’altro protagonista, il sindaco Marco Bucci, non era presente a Voltri e questo ha suscitato parecchi dispiaceri in chi auspicava anche un suo - assai qualificato - intervento. Anche perché, è giusto ricordarlo, è stato proprio l’attuale primo cittadino a inserire nel suo programma elettorale lo spostamento dei depositi costieri da Multedo, a fare questa promessa due anni fa ai residenti del quartiere e a innescare, di fatto, una questione assai complessa, la cui soluzione appare ancora lontanissima.

Signorini, che è ampiamente finito nel mirino dell’opinione pubblica per alcune sue dichiarazioni quantomeno temerarie (il difetto di comunicazione interno ad Autorità Portuale è un fatto evidente e assai acclarato), non si è nascosto dietro a un dito: “Ritengo che non verrà fatta alcuna scelta di ricollocazione senza il consenso dei cittadini. Ho anche capito che il Ponente, e in particolare Pra’, ha dato molto di più di altre zone. Da questo punto di vista, mi sentirei molto tranquillo se fossi uno di questi cittadini: non verranno fatte scelte contro la loro volontà. Penso che sia un segno di serietà”.

Tramonta quindi, con buona pace dei residenti di Pra’ e di Pegli Lido, la cui petizione a sindaco e presidente di Authority ha raggiunto in pochi giorni la quota di oltre seimila sottoscrizioni, l’ipotesi di spostare Carmagnani e Superba all’interno del porto di Pra’. Restano in ballo le aree ex Ilva e, soprattutto l’ex centrale Enel sotto alla Lanterna. Siccome lo spazio di Cornigliano risulta essere troppo piccolo, è Sampierdarena quella zona sempre più accreditata.

Ma qui il problema è ancora più complesso. Ovvero, l’interesse del Gruppo Spinelli su quella porzione di porto. Ieri sera, si è affacciata un’altra soluzione, anch’essa nel ‘limbo’ da circa un anno: ovvero quella di portare Carmagnani e Superba interamente fuori Genova. L’ipotesi è quella del porto di Vado, su quella piattaforma che è a oltre un chilometro e mezzo dalle prime zone abitate. Signorini ha spiegato: “Si, è una ipotesi alla quale stiamo lavorando. Il petrolchimico a Vado presenta minori criticità sulla sicurezza, anche se ci sono ancora problemi tecnici da risolvere per il collegamento ferroviario”.

L’assemblea/consiglio municipale si è sciolta con poche certezze e ancora molti dubbi. Partendo dal capitolo delle certezze, ve ne sono sostanzialmente due: che saranno rispettati gli accordi sul mantenimento del porto di Pra’ entro gli attuali confini, e che i depositi resteranno ancora a Multedo ‘sine die’. È inutile su questo punto prendersi in giro, né farsi troppe illusioni.

La domanda, a questo punto è: avendo la maggior parte dei cittadini (e dei consiglieri) del Municipio VII Ponente incassato quel che a loro interessava - ovvero la garanzia che non ci saranno riempimenti - ci si batterà ancora con la stessa animosità per risolvere il problema che sta a Multedo e ci si darà altrettanto da fare per difendere quella minoranza di vicini di casa costretti ancora a sorbirsi la servitù industriale? Sarebbe bello che qualcuno rispondesse. Astenersi, ovviamente, chi non possiede onestà intellettuale.

Secondo aspetto del discorso di Signorini, i molti dubbi: sarà Vado? Sarà Sampierdarena? Sarà Cornigliano? Sarà l’opzione zero? In questo guazzabuglio è difficile orientarsi e l’assenza del sindaco Bucci è un segnale preciso e chiaro: non abbiamo ancora deciso, non sappiamo dove questi depositi andranno. Signorini parla di scelte condivise: ma chi è che accetterà mai la presenza di queste attività industriali? E al prezzo, se mai fosse il caso, di quali contropartite? Con quali e quanti compromessi? Il presidente dell’Authority è tornato a ribadire l’intenzione, sua e di Bucci, di nominare un commissario per poter gestire il difficile rapporto tra cittadinanza e istituzioni. A un quotidiano locale, qualche giorno fa, ha fatto l’esempio del Terzo Valico. Considerati quei tempi, chissà quando ci sarà un verdetto definitivo.

E intanto Multedo aspetta. Nella morsa dei depositi, delle lungaggini, delle promesse finora non mantenute, della spietata indifferenza di chi ora ha centrato il proprio interesse ed è già pronto a girarsi dall’altra parte.

Sull’effettiva presenza del quartiere all’interno del Municipio VII Ponente, sulla considerazione di cui gode, è un’immagine assai efficace il cartello ‘Benvenuti a Pegli’. Che si trova all’inizio del ponte sul torrente Varenna e, di fatto, taglia completamente fuori il quartiere. È così da un anno, nessuno ha mai pensato di spostarlo e d’includere anche Multedo di Pegli. Se neppure un cartello trova la giusta collocazione, figuriamoci l’atteggiamento mentale, ancor più difficile da calibrare. O qualcuno ha voglia di svegliarsi e dimostrare il contrario?

Alberto Bruzzone

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