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Cultura | 29 giugno 2019, 08:26

Università di Genova, ecco i primi “Esperti in riabilitazione psichiatrica e psicosociale”

Il Master, primo in Italia, è stato promosso dal Dipartimento di neuroscienze, riabilitazione, oftalmologia, genetica e scienze materno-infantili

Università di Genova, ecco i primi “Esperti in riabilitazione psichiatrica e psicosociale”

Sono state discusse ieri, venerdì 28 giugno, le tesi del Master di I livello in “Esperto in riabilitazione psichiatrica e psicosociale secondo l’approccio cognitivo-comportamentale: diagnosi, valutazione e trattamento”. Il Master, primo in Italia, è stato promosso dal Dipartimento di neuroscienze, riabilitazione, oftalmologia, genetica e scienze materno-infantili (DINOGMI) dell’Università di Genova.

Si tratta del primo modulo italiano di formazione universitaria per le professioni sanitarie coinvolte nell’assistenza al paziente psichiatrico. L’approccio cognitivo-comportamentale ha dimostrato una consolidata evidenza scientifica in ambito riabilitativo e psicoterapico, riconosciuto anche nelle linee guida dell’OMS come modello affidabile ed efficace di cura e reinserimento per la maggior parte dei disturbi psichiatrici, in particolare per quelli di maggiore gravità. 

Il Master è stato seguito da 15 iscritti di varie regioni italiane. Il progetto formativo è stato elaborato coinvolgendo docenti esperti in tecniche cognitivo-comportamentali provenienti da tutta Italia. La riabilitazione cognitivo-comportamentale è l’insieme delle tecniche di aiuto al paziente psichiatrico che si basa sugli approcci provenienti dalla letteratura scientifica e permette di valutare i bisogni del soggetto attraverso una attenta valutazione comportamentale e cognitiva, in modo da predisporre un programma personalizzato di intervento. 

In quest’ambito si cominciano ad affermare tecniche che utilizzano presìdi informatizzati per la stimolazione delle aree cognitive, spesso deficitarie nei soggetti con gravi patologie (es. COGPACK); si sono poste le basi per l’utilizzo della realtà virtuale allo scopo di rendere più efficienti le tecniche usate. Il percorso formativo ha affrontato anche i temi organizzativi e relazionali di miglioramento delle competenze e di gestione dei conflitti riguardanti l’equipe terapeutica, per formare il personale alla individuazione del case manager. Questo aspetto rappresenterà una opportunità per ottimizzare un nuovo modello di welfare della salute che ha come obiettivo principale un miglioramento dello stile di vita del paziente psichiatrico favorendo il suo reinserimento nella rete socio-relazionale, coerentemente con quanto previsto dalla L.180/78 quaranta anni or sono.

Gli studenti hanno seguito un percorso formativo articolato in lezioni frontali, esercitazioni e tirocini svolti in varie strutture, per un totale di 1500 ore di attività.

Le esperienze degli studenti hanno portato all’avvio di diversi progetti innovativi: uso della realtà virtuale nei disturbi fobici (es. fobia del volo); la stimolazione cognitiva dei soggetti con disturbo di Alzheimer; gruppo appartamento per adulti con disturbi autistici; riabilitazione integrata nei soggetti con ludopatia; tecniche di Cognitive remediation per soggetti affetti da disturbo bipolare; tecniche di intervento precoce sugli esordi di psicopatologie gravi; la psico-educazione per lo stile di vita con il progetto “salute fisica e prevenzione patologie metaboliche”.

Comunicato stampa

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