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Cultura e spettacoli | 20 marzo 2026, 08:00

Chi è Charlotte de Witte, l'artista che rilancia la città sulla mappa della musica internazionale

La dj belga, icona della techno globale, protagonista di un evento gratuito l'11 aprile. Il consigliere delegato ai Grandi Eventi Garzarelli: "Concerti al tramonto, grandi nomi e una strategia culturale per trasformare Genova in un palcoscenico europeo"

Chi è Charlotte de Witte, l'artista che rilancia la città sulla mappa della musica internazionale

Sarà Charlotte de Witte la sorpresa più attesa della Pasqua genovese

Quando si parla di techno contemporanea, uno dei nomi che emergono con più forza è proprio quella della DJ e produttrice belga, che negli ultimi anni è diventata una delle figure più influenti della scena elettronica internazionale, capace di portare un genere spesso considerato di nicchia davanti a pubblici sempre più ampi. La sua presenza in line-up è ormai sinonimo di grandi eventi, club sold out e festival da decine di migliaia di spettatori.

Nata a Ghent nel 1992, de Witte si avvicina alla musica elettronica da giovanissima. A soli 17 anni inizia a suonare nei club locali e nel 2011 vince un importante concorso per DJ in Belgio che le apre le porte della scena professionale. All’inizio si esibisce con lo pseudonimo Raving George, con cui pubblica i primi brani e si fa conoscere anche fuori dai confini nazionali.

La svolta arriva quando decide di presentarsi con il proprio nome e di concentrarsi completamente sulla techno più pura: ritmi veloci, bassi profondi e un sound ipnotico che richiama le radici del genere nato tra Detroit e Berlino. In pochi anni il suo stile diventa immediatamente riconoscibile e conquista i palchi dei più grandi festival del mondo.

Oggi Charlotte de Witte è una presenza fissa nei principali appuntamenti della musica elettronica internazionale, da Tomorrowland a Ultra Music Festival, passando per i club simbolo della cultura techno europea. I suoi set sono noti per l’energia continua e per la capacità di costruire un crescendo che trasforma la pista in un’esperienza collettiva, quasi rituale.

Il successo non è soltanto artistico. Con la sua etichetta discografica, KNTXT, ha creato una piattaforma dedicata alla techno contemporanea, contribuendo a lanciare nuovi talenti e a consolidare una comunità globale di appassionati del genere.

Proprio per questo la sua partecipazione a un evento va oltre il semplice DJ set: significa portare sul palco una delle protagoniste assolute della musica elettronica mondiale. Per il pubblico generalista può essere l’occasione di avvicinarsi a un universo sonoro spesso percepito come distante, ma che negli ultimi anni ha conquistato spazi sempre più centrali nella cultura musicale internazionale.

La musica elettronica non è più solo intrattenimento: è diventata, sempre più chiaramente, uno strumento di trasformazione urbana e culturale -  commenta Lorenzo Garzarelli, consigliere delegato ai Grandi Eventi del Comune di Genova, che ha fortemente creduto nella proposta -. È da qui che parte il ragionamento, che guarda al Nord Europa e alla Germania come modelli in cui i grandi eventi musicali hanno contribuito a riqualificare intere aree cittadine, ridefinendone identità e fruizione.

In questo contesto si inserisce anche Genova, che prova a cambiare passo e a riposizionarsi sulla mappa musicale internazionale. Un segnale concreto arriva dalla presenza di Charlotte de Witte, tra le dj più influenti al mondo: fino a pochi mesi fa sarebbe stato difficile immaginare un’artista di questo calibro esibirsi gratuitamente in città. Un’operazione che ha un duplice valore: da un lato mediatico, dall’altro culturale, perché punta a ridefinire il rapporto tra musica, spazi urbani e pubblico. Anche il format degli eventi cambia: non più appuntamenti esclusivamente notturni, ma nuove temporalità. Il concerto, ad esempio, inizierà alle 19.30, segnando una rottura rispetto agli standard consolidati e aprendo a una partecipazione più ampia e trasversale”.

Dietro questa impostazione c’è una strategia più ampia: “L’obiettivo è riposizionare Genova dal punto di vista artistico e musicale” spiega ancora il consigliere, “lavorando su una programmazione che sia insieme interassessorile e intergenerazionale. Un cambio di paradigma che si riflette anche nel calendario: tra marzo e fine aprile, ogni fine settimana propone un grande evento. Si parte dallo sport, con il Giro dell’Appennino e le attività outdoor sui forti cittadini, per arrivare ai Rolli Days reinterpretati con contaminazioni performative, installazioni come i pianoforti diffusi in via Garibaldi, iniziative legate alla Pasqua dedicate ai bambini, fino agli appuntamenti musicali e agli eventi sportivi come la mezza maratona di metà aprile”.

Il programma si chiude poi con le celebrazioni del Festa della Liberazione, articolate su tre giorni di eventi. “Un palinsesto fitto che vuole trasmettere un messaggio preciso: costruire una nuova identità culturale, capace di tenere insieme linguaggi diversi. In questo quadro si inserisce anche la prospettiva legata allo stadio, la cui apertura viene vista come un ulteriore tassello per consolidare il progetto. Vogliamo riportare Genova al ruolo che le spetta, quello di sesta città italiana, offrendo spazi e opportunità a tutte le espressioni artistiche presenti sul territorio”.

La linea politica e amministrativa, sottolinea Garzarelli, è cambiata: “oggi c’è la volontà di segnare una discontinuità netta, soprattutto sul piano musicale. E i risultati, secondo questa visione, iniziano a vedersi. La prova più evidente è proprio nella capacità di attrarre artisti di rilievo internazionale. Genova sta diventando un palcoscenico dove i grandi artisti vogliono venire a suonare. Non solo ospitare eventi, ma trasformare la città in una tappa riconosciuta nei circuiti globali della musica”.

Chiara Orsetti

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