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Cultura e spettacoli | 21 marzo 2026, 12:48

A Palazzo Ducale ritorna 'La Storia in Piazza': si indaga su come è cambiato il concetto di Natura nelle diverse epoche

Tra gli ospiti Alessandro Barbero, Marc Lazar, Telmo Pievani e molti storici e intellettuali nazionali e internazionali. Appuntamento dal 26 al 29 marzo

A Palazzo Ducale ritorna 'La Storia in Piazza': si indaga su come è cambiato il concetto di Natura nelle diverse epoche

A Palazzo Ducale di Genova torna, dal 26 al 29 marzo 2026, l’appuntamento con La storia in piazza, festival di divulgazione e approfondimento di tematiche storiche giunto alla sua XV edizione. 

Il focus di quest’anno è “Naturalmente: naturale e innaturale nella storia”. 

Nel corso della quattro-giorni storici e studiosi ragioneranno su due termini – naturale e innaturale, appunto – che, dall’antichità ad oggi, ricorrono costantemente nel discorso politico, scientifico, giuridico e religioso, assumendo significati e valori anche molto diversi tra loro.

Cosa significa oggi e cosa ha significato storicamente parlare di confini naturalifamiglie naturalicibi naturaliruoli di genere naturali ma anche ambienti naturali? E cosa significa dire, invece, che in queste o in altre circostanze si è di fronte a situazioni innaturali? La questione appare particolarmente interessante perché nel tempo la discussione attorno a questi termini si è spesso fatta molto accesa, muovendo una riflessione sui principi, sulle responsabilità e sui limiti delle scelte individuali e collettive.  

“Il Festival – commentano i curatori del Festival Carlotta Sorba e Emmanuel Betta  ci consentirà di avvicinare da una prospettiva originale temi anche molto diversi tra loro muovendoci in modo critico e consapevole nella complessità del passato e del presente. Interrogarsi sull’uso di questi termini in una prospettiva storica lunga può aiutarci a mettere a fuoco il senso complesso e multiforme che il riferimento alla natura o alla sua assenza può assumere. E il programma della Storia in piazza mostrerà come queste parole abbiano avuto un ruolo decisivo nelle esperienze storiche delle persone e delle comunità». 

La storia in piazza è un appuntamento che si distingue per la capacità di coinvolgere personalità di primo livello, tra storici, accademici, intellettuali, molti anche internazionali, e di dare forma a un palinsesto articolato che attraversa vari campi del sapere, dalla storia alla sociologia fino all’arte, per svelare le storia e le sue trame, più o meno note.

L’apertura “ufficiale” della rassegna sarà affidata a Carlotta Sorba giovedì 26 marzo alle ore 18 nella Sala del Maggior Consiglio con la lectio “La sfera pubblica è innaturale per le donne. Voci e discorsi tra Sette e Ottocento”, mentre Emmanuel Betta parlerà domenica 29 marzo sul tema “Ritorno alla natura? Storia del naturismo e del nudismo”. 

Tra i prestigiosi protagonisti di questa XV edizione Alessandro Barbero (venerdì’ 27 marzo, ore 20.30, Teatro Carlo Felice) che, dialogando conAntonio Musarra, affronterà la figura di Francesco d’Assisi, non soltanto come amante della natura, ma come portatore di uno sguardo nuovo capace di cogliere nella natura stessa il segno del Creatore, cui innalzare la propria lode (incontro in collaborazione con Fondazione Teatro Carlo Felice). E poiTelmo Pievani che si occuperà (giovedì 26 marzo, ore 19, Sala del Maggior Consiglio) di usi e abusi della natura nella scienza; Marc Lazar (sabato 28, ore 17, Sala del Maggior Consiglio) parlerà di come il riferimento al naturale ricorra quasi ossessivamente nei discorsi dei populismi contemporanei. Da segnalare anche domenica 29 marzo alle ore 10 la conferenza “Natura ed eresia: Giordano Bruno” di Anna Foa, e sabato 28 marzo, ore 10, la lectio diFranco Cardini, su “Baldovino IV, il Re Lebbroso”.  

Sono solo alcuni esempi di un programma che si muoverà come sempre su molti terreni e molte cronologie: dai peccati contro natura in Dante(Giuliano Milani, venerdì 27 marzo) allo sviluppo contemporaneo della chirurgia estetica (Michela Fusaschi, sabato 28 marzo), dalla creazione dei musei di storia naturale (Elena Canadelli, sabato 28 marzo) fino al Golem, l’uomo artificiale, nella cultura ebraica (Laura Quercioli Mincer, domenica 29 marzo).

Come lo scorso anno non mancheranno i dialoghi a più voci: così, domenica 29 marzo, Silvia Ronchey discuterà con Pia Carolla intorno alla rappresentazione naturalistica della realtà, tra icone bizantine e arte contemporanea. E sabato 28 marzo Andrea Giardina dialogherà con lo scrittore Domenico Starnone sul mito degli automi tra storia e fantasia letteraria.

La formula del Festival è quella che ha assicurato in questi anni il grande favore del pubblico: incontri, conferenze, reading, laboratori, seminari e dialoghi aperti a più voci. Un appuntamento imprescindibile a livello nazionale per tutti gli appassionati della materia.

Numerose – come detto – le tematiche che verranno affrontate nel corso di questa intensa quattro-giorni. Dalle questioni inerenti territori e “confini naturali” (sabato 28 marzo “Mari condivisi e confini naturali. Il Mediterraneo tra culture, politiche e possibilità” con Matteo Aria; “I confini naturali dell’Italia antica: storia e rappresentazione tra Otto e Novecento” con Silvia Giorceli e Giusto Traina, sempre sabato 28 marzo) alla genetica e alle tematiche razziali (Guido Barbujani si interrogherà, sabato 28 marzo, sul tema degli organismi geneticamente modificati; venerdì 27 conferenza di Matteo Battistini e Lorenzo Costaguta su “Questione della razza negli Stati Uniti. Ieri e oggi”). 

E poi le questioni femminili con Nadia Filippini (“Nella storia del parto e della nascita: naturale, contro natura, artificiale”, sabato 28 marzo), letematiche queer (“Naturali, raffinate e altre form di amore queer nella Germania contemporanea” con Benno Bastian Gammerl, venerdì 27 marzo), l’ambiente con Giacomo Parriniello che parlerà, domenica 29 marzo, sul tema “La natura nella storia: cosa ci dice la storia ambientale?”), la famiglia naturale o artificiale (Denise Bezzina, domenica 29 marzo e Tiziana Lazzari e Daniela Lombardi, sabato 28 marzo, “Esiste una famiglia naturale? Sguardi storici di lungo periodo”).

L’attualità sarà toccata anche con Federico Mazzini che sabato 28 marzo parlerà di Intelligenza Artificiale e ripercorrerà le tappe della sua “storia umana”. Gia Caglioti terrà, domenica 29 marzo, una lectio sul tema “Naturalizzare e denaturalizzare: cittadini stranieri nella Prima guerra mondiale e nell’immediato dopoguerra”; sugli stessi temi “Denaturalizzati. La cittadinanza sotto il fascismo tra razza e merito” con Enrica Asquer, sabato 28 marzo. 

Da ricordare anche lo spettacolo “Canti di sangue e fate. Orazione Sonora su versi di Mariella Mehr”, un progetto di Matteo Manzitti e Cleantha Ensemble, in collaborazione con GOG – Giovine Orchestra Genovese (sabato 28 marzo, ore 21, Sala del Maggior Consiglio).

Due le novità di questa edizione.

Innanzitutto, la prestigiosa collaborazione con l’Istituto Universitario Europeo (IUE), un’istituzione accademica europea unica nel suo genere, finanziata dagli Stati membri dell’Unione Europea. Con sede alla Badia Fiesolana a San Domenico di Fiesole, l’IUE si distingue nelle scienze sociali e umanistiche, offrendo programmi post-laurea, di dottorato e di post-dottorato e attività di ricerca avanzata nei campi della storia, dell’economia, del diritto, delle scienze politiche e sociali. Fondata nel 1972 dagli Stati membri fondatori della Comunità Europea, l'università ha aperto le sue porte ai ricercatori nel 1976 e festeggerà nel 2026 i suoi primi 50 anni di attività.

La seconda novità è una call dedicata a ricerche in corso, rivolta a dottorande e dottorandi in Scienze storiche, dall’antichità fino al contemporaneo, che affrontino il tema monografico scelto - naturale e innaturale nella storia - a partire da cronologie e prospettive le più varie, mostrando uno sguardo originale e innovativo su di esso. Al denso programma di iniziative si affiancherà così un momento di presentazione di nuove ricerche da parte di ricercatori e ricercatrici più giovani.

Aperto a un pubblico vasto di ogni età e formazione, il festival prevede come di consueto un calendario di incontri e laboratori per le scuole e le famiglie, coniugando ricerca storica e attualità, apprendimento e gioco. L’idea di fondo è quella di stimolare la partecipazione degli studenti e anche gli incontri frontali sono pensati per una vivace interazione con i relatori.

Tutti gli incontri sono ad ingresso libero fino ad esaurimento posti, ove non diversamente specificato. Il programma può subire variazioni, per essereaggiornati sul calendario e consultare gli abstract degli incontri si può consultare il sito www.palazzoducale.genova.it.  

La Storia in Piazza è organizzata da Palazzo Ducale Fondazione per la Cultura, in collaborazione con Università di Genova, Centro Culturale Primo Levi, ILSREC, e la partecipazione di Ministero della Cultura, Regione Liguria, Comune di Genova, Camera di Commercio di Genova, Fondazione Compagnia di San Paolo, Fondazione Carige, EUI – European University Institute. Sponsor istituzionale IREN.

Redazione La Voce di Genova

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