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Genova | 02 luglio 2019, 17:58

Multedo, la foce del Rio Rostan e quel cantiere pericoloso e infinito

I lavori sono fermi al palo da mesi. Il consigliere comunale Mauro Avvenente chiede aggiornamenti. L’assessore Paolo Fanghella: “Stiamo aspettando le autorizzazioni da parte di Autorità Portuale”

Multedo, la foce del Rio Rostan e quel cantiere pericoloso e infinito

L’area di cantiere è lì, immutata, perennemente non frequentata. Senza vita, senza lavoro, senza operai, senza speranza alcuna. La foce del torrente Rostan, sullo spiaggione di Multedo, è la quintessenza della desolazione, dell’abbandono, di ciò che non viene mai finito e chissà se lo sarà mai. Un intervento non completato, come ve ne sono tanti in città. Ma qui si aggiunge l’aggravante che si sta parlando di un rivo inquinato, che andrebbe messo in sicurezza con velocità e convinzione. Un rivo che, nella stagione delle piogge, porta anche pesanti conseguenze.

Chi si è dimenticato dello scorso novembre, quando via Pacoret è stata chiusa a più riprese proprio per i frequenti allagamenti del sottopasso? Ecco, tra qualche mese, se nessuno interverrà, potremmo essere punto e accapo.

È giusto? È normale? È da paese civile? Sul tema, che non tocca solo Multedo perché, quando ricade sulla viabilità, finisce per interessare tutto il Ponente, a partire da chi esce dal casello autostradale di Genova Pegli, è tornato nei giorni scorsi il consigliere comunale del Partito Democratico, ed ex presidente del Municipio VII Ponente nella passata legislatura, Mauro Avvenente.

Il consigliere di minoranza ha rivolto un’interrogazione a risposta immediata (ex articolo 54) all’assessore comunale competente, Paolo Fanghella, che ha la delega ai Lavori Pubblici. Secondo Avvenente, “la situazione del litorale di Multedo, per quanto riguarda il Rio Rostan, è davvero complessa. Un paio di anni fa, erano iniziati dei lavori da parte di Aster, per liberare la foce, intasata dalla ghiaia, dalla sabbia a seguito delle mareggiate. Ma questi lavori sono stati poi interrotti perché erano emersi, dal fondo dell’alveo, materiali di carattere oleoso. Una cosa peraltro normalissima a Multedo, visto che qui vengono stoccati prodotti petroliferi”.

Avvenente ricorda: “Detto questo, la Carmagnani intervenne per rimuovere i suddetti materiali oleosi. Furono poi messe in opera delle griglie, per sostituire una parte dello scatolato, nell’intento di poter rendere più facile gli interventi di pulizia dello stesso. Ora sarà circa un anno che ci sono delle transenne con quelle reti di plastica arancione per segnalare i limiti del cantiere. Ma le mareggiate hanno nuovamente devastato tutto. La foce del rivo è ancora intasata. Io credo davvero che bisognerà chiarire quanto prima possibile, con Autorità Portuale e con Mediterranea delle Acque, così come con chi realizzò quello scatolato e con il Comune di Genova, che cosa fare adesso. È necessario mettere in sicurezza quell’area, perché adesso nella stagione estiva molte persone frequentano la spiaggia, tra cui molti bambini, e ci sono quindi situazioni di potenziale pericolo. Sollecito perciò l’assessore Fanghella affinché questo problema venga risolto una volta per tutte: stappare il torrente, togliere la ghiaia che c’è dentro e fare in modo che Autorità Portuale, finalmente, metta delle pietre di grandi dimensioni alla foce del rio, per evitare che ogni mareggiata spinga nuovamente materiale nello scatolato”.

L’assessore Fanghella, ben edotto sul problema, ha chiesto una relazione agli uffici del Matitone, il più aggiornata possibile, e ne ha informato Avvenente e tutto il Consiglio: “A seguito dell’ultimazione da parte delle società petrolifere e di Porto Petroli dei lavori di rimozione del materiale inquinato presente all’interno del tratto terminale della tombinatura del Rio Rostan, gli uffici comunali stanno aspettando il rilascio da parte di Autorità Portuale dell’autorizzazione all’occupazione dell’area demaniale circostante il suddetto tratto del rio, al fine di consentire un più regolare deflusso a mare delle acque del rio Rostan, anche in condizioni di parziale occlusione del tratto terminale del corso d’acqua”.

Secondo Fanghella, “ovviamente, la risoluzione definitiva del problema di insabbiamento dello sfocio del rio si potrà ottenere esclusivamente con rilevanti opere a mare a protezione dello sfocio stesso, opere che sono di competenza di Autorità Portuale, trattandosi di area su demanio portuale”. Come andrà a finire? Qualcuno si muoverà o bisognerà attendere i prossimi allagamenti? Se la situazione resterà inalterata, il sottopasso chiuso sarà ancora una volta, purtroppo, un’immagine alla quale ci dovremo abituare. Senza che sia mai colpa di nessuno.

Alberto Bruzzone

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