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Cronaca | 05 agosto 2019, 18:00

Pegli, l’assai incivile convivenza in piazza Rapisardi

I residenti incaricano un legale di scrivere una lettera/esposto a Comune, Municipio e Polizia Locale: nel mirino gli schiamazzi serali e le partite a calcio dei ragazzi un po’ troppo vivaci. Chiarotti prova a mediare

Pegli, l’assai incivile convivenza in piazza Rapisardi

Piazza Rapisardi, nel cuore di Pegli, è uno dei migliori esempi di riqualificazione urbana degli ultimi decenni, non solo a Ponente, ma in tutta la città di Genova. Laddove sorgeva un mega parcheggio per auto, spesso molto confuso e disordinato, ora c’è un piazzale con un elegante selciato, ci sono panchine, alberi, arredi urbani, i dehors delle attività commerciali a fare da contorno. I parcheggi sono diventati sotterranei, con la realizzazione di un’autorimessa privata. Il privato ha avuto la sua parte, il pubblico un’adeguata contropartita, come sempre avviene in operazioni urbanistiche.

Tutto bello, insomma: ormai da anni la piazza viene ‘goduta’ da grandi e piccini. Ma è proprio questo il tema: la convivenza spesso non semplice tra residenti, anziani, bambini, genitori di questi ultimi, commercianti.

Ognuno ha le proprie esigenze, ognuno ha le proprie ragioni. Spesso, anzi quasi sempre, noi coincidono. Il mugugno è frequente, pressoché quotidiano. Il problema è che però, giunti all’apice delle frizioni, le cose stanno andando decisamente peggio.

Nei giorni corsi i residenti, attraverso un legale da loro incaricato, hanno inviato una lettera/esposto al Comune di Genova, al Municipio VII Ponente, al comando della Polizia Municipale e alle forze dell’ordine per segnalare che la situazione è ormai sfuggita di mano.

Il punto è il seguente: le partite di calcio dei bambini e ragazzi sul piazzale sono diventate un po’ troppo… combattute. E a farne le spese sono già stati alcuni portoni, presi a pallonate, le vetrine di alcuni negozi, anziani colpiti mentre passano, schiamazzi serali, litigi tra chi sostiene le proprie ragioni e chi controbatte con le altre. In particolare, i residenti riferiscono che in piazza ci sono rumori continui, dall’ora di uscita dalla scuola (quindi intorno alle 16) sino a sera inoltrata, mentre i commercianti sono costretti a lavorare con le porte dei negozi chiuse per evitare che il pallone, prendendo una traiettoria sbagliata, possa entrare dentro e fare qualche danno. In posizione particolarmente ‘infelice’ c’è la parrucchiera. La sua ‘colpa’? Il suo esercizio è proprio dietro una delle due porte, nel campetto improvvisato dai ragazzi sul piazzale.

I residenti tengono a precisare: nulla contro i bambini che giocano, ci mancherebbe. Ma i genitori dovrebbero dare un occhio in più, e ogni tanto fare qualche all’appello a una maggiore calma. Il bello di una riqualificazione urbana è che dovrebbe andare a beneficio di tutti, perché tutti hanno diritto di occupare quella piazza. Ci sono regole di civile convivenza che andrebbero rispettate. E in fondo non è così difficile. Ma se si arriva a far scrivere una lettera da un legale, significa che la situazione è talmente esasperata da essere totalmente scappata di mano.

Siamo ben lontani dal bruttissimo episodio di via Galata, in centro città, dove la festa della scuola nell’isola pedonale è stata osteggiata da un gruppo di commercianti, preoccupati per le loro attività, per appena due ore di evento. Qui si è ancora disposti a ragionare, ma forse era proprio il caso di dare un segnale.

Nel generoso tentativo di fare da paciere tra le varie prospettive c’è il presidente del Municipio VII Ponente, Claudio Chiarotti: “Ho letto la lettera giunta in Municipio. Ero già a conoscenza della situazione perché mi era stata segnalata più volte, anche verbalmente. Ne prendo atto per l’ennesima volta. Il Municipio, per quanto di propria competenza, ha già installato dei cartelli per dare un minimo di regole rispetto all’attività ludica. I segnali ai genitori li abbiamo mandati. Si richiede una convivenza di tipo civile. I residenti sono sconcertati e anche i commercianti hanno le loro buone ragioni. Noi abbiamo allertato la Polizia Municipale a passare un po’ più spesso e, se è il caso, anche a elevare delle sanzioni. Ma speriamo ancora che tutto rientri con il buonsenso”.

Poi Chiarotti dice una cosa sacrosanta: “Questa piazza è stata riqualificata con una grandissima operazione. Non possiamo buttare via questo spazio così bello per qualche scaramuccia. La Polizia Municipale prosegue nella sua opera di sensibilizzazione. Nel frattempo, ho chiesto di effettuare controlli sulle attività commerciali, specie quelle con i dehor, perché siano rispettati gli spazi di loro competenza. Le regole ci sono, e vanno rispettate da tutti. Io sono disponibile a trovare una soluzione che possa essere condivisa da tutti. Lavoriamoci e non perdiamo quest’occasione. Un modo per mettere d’accordo tutti i fruitori della piazza, chi ci lavora e chi ci abita esiste: si chiama educazione e rispetto delle regole”.

Forse tutto sta nel nome della piazza, nella persona a cui è stata intitolata. Mario Rapisardi, illustre poeta, letterato e docente universitario, era noto per il suo carattere ‘fumino’. Litigò con Verga, con Carducci, con Benedetto Croce. Forse, se ci fosse oggi e vedesse tutto questo, liquiderebbe la questione con uno dei suoi versi più celebri: ‘E se alle vostre piccolette gare, agli odi vostri, alme rissose, io penso, più che di sdegno di pietà sorrido’.

Alberto Bruzzone

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