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Cronaca | 09 aprile 2020, 19:00

Dagli Appennini alle Ande: la storia di Marella e Luca, separati dal coronavirus e dall’Oceano

Marella è a Genova e Luca a Buenos Aires. Lei avrebbe dovuto raggiungerlo il 12 febbraio, ma il suo volo è stato cancellato a causa del lockdown. Ecco come stanno vivendo la storia a distanza e l'odissea di Luca che cerca di tornare

Dagli Appennini alle Ande: la storia di Marella e Luca, separati dal coronavirus e dall’Oceano

Marella ha 32 anni ed è di Genova, mentre Luca è della provincia di Pistoia e ha 36 anni. La loro storia è fresca, perché è iniziata da pochi mesi, e si trova ancora in quella fase esaltante, in cui ci si vorrebbe vedere ogni giorno, quella in cui si aspetta con ansia il momento della telefonata, del messaggio, e dell’incontro, anche breve, ma sicuramente intenso.

Solo che quel momento lo stanno aspettando ormai da parecchio, Marella e Luca, perché in tempo di coronavirus non è solo la quarantena a dividerli, ma anche mari e monti. E non si fa tanto per dire, perché veramente si trovano da un capo all’altro del mondo. Si sono conosciuti per lavoro, durante i viaggi che fanno a volte insieme, come guide turistiche in bicicletta, per cui sono abituati agli spostamenti, ma questa volta è diventato impossibile anche per loro, che si trovano una in Italia e l’altro in Argentina, raggiungersi. Davvero dagli Appennini alle Ande, e con 6 ore di fuso orario (che per le chiamate fanno una certa differenza).

Infatti dopo un inverno d’incontri tra Liguria e Toscana, si erano temporaneamente separati: Marella era volata in Sri Lanka da un’amica, ma col biglietto pronto, per il 12 febbraio, per raggiungere Luca, che nel frattempo era partito per Buenos Aires. Ma ecco che, come in un romanzo di Garcia Márquez, si mette in mezzo il coronavirus (se almeno fosse stato il colera, sarebbe stato più semplice al giorno d’oggi), cge separa gli innamorati. “La domenica precedente il mio volo per l’America, scatta il lokdown in Lombardia – spiega Marella – e dopo pochi giorni l’aereo viene cancellato”. E da lì iniziano le interminabili videochiamate su whatsapp, i messaggi e l’odissea, non ancora finita, di Luca.

“La delusione è stata profonda, ma per fortuna riusciamo a sentirci ogni giorno, anche se al distacco, che è quello che stanno vivendo tutti, si aggiunge l’incertezza di non sapere quando potrà tornare. E comunque, una volta in Italia, dovrà restare in quarantena – continua lei -. Questa disavventura, però, ci è ha fatto sentire che il legame si è rafforzato, perché sentendo così forte la mancanza, capisci che ci tieni davvero all’altro. E in questo momento preferirei essere in Argentina, anche se capisco che ci sono situazioni drammatiche e problemi molto più gravi”.

Intanto, però, Luca è comunque in quarantena in un altro continente, lontanissimo da casa. E anche se originariamente il suo viaggio doveva durare fino al 22 aprile, non si sarebbe certo aspettato di viaggiare in lungo e in largo per l’Argentina per non restare bloccato a causa del Covid-19. Infatti il giorno in cui avrebbe dovuto riabbracciare Marella, si trovava a San Carlos de Bariloche, in Patagonia, dove sembrava ancora tutto tranquillo, finché, “quando era giunto il momento di trasferirmi a Mendoza, il 19 marzo – racconta Luca via whatsapp – mi spiegano che dal giorno seguente sarebbe iniziata una pre-quarantena, col blocco di tutti i trasporti e degli spostamenti da una provincia all’altra. Così ho deciso di restare a Bariloche”.

Finché, però, non arriva a tutti gli effetti la quarantena. Per cui, vista la situazione, Luca, come tanti altri europei in Argentina – francesi, tedeschi e spagnoli – decide di spostarsi per cercare di raggiungere la capitale, Buenos Aires, da dove, prima o poi, ripartiranno gli aerei per l’Europa. Ma ecco un altro ostacolo: “il consolato italiano di Bahia Blanca, con cui ero in contatto, non organizzava pullman per il trasporto, a differenza dell’ambasciata francese e tedesca”.

Per questo, anche su suggerimento del console Antonio Petrarulo, tenta la sorte e si registra, nonostante non sia francese, sperando di esser fortunato e di trovare ugualmente un posto. E in effetti va a finire così: trasporto assicurato e gratuito. “Ai tedeschi è andata peggio, perché hanno dovuto spendere 11500 pesos, circa 180 euro, mentre un inglese, che è salito su un Minivan degli Stati Uniti, ha pagato 500 dollari”.

Dunque dopo 27 ore di viaggio e un controllo accurato da parte della polizia - “temevo che mi fermassero e mi facessero problemi, perché so di altri italiani che sono stati bloccati e poi mandati in vari hotel a fare la quarantena” - arriva a Buenos Aires. Lì avrebbe potuto prendere un aereo: fino al 23 marzo risultavano ancora dei voli per Roma, “e a soli 65 euro, ma ero indeciso se tornare, visto che comunque il mio rientro, anche se cancellato, era previsto per il 22 aprile”. E così non è salito neanche sui voli in partenza per Parigi e Francoforte, anche perché “erano molto cari e una volta sbarcato avrei dovuto fare la quarantena là”.

Intanto, però, se, fino a mentre parlavamo al telefono, il lockdown aveva come termine il 13 aprile, e Luca diceva: “se, come pensiamo, ci saranno dei voli per il rimpatrio degli stranieri, allora partirò anch’io”, adesso, a distanza di poche ore, è stata comunicata la proroga al 23 aprile.

Quindi non prima della fine mese, si spera, potrà tornare in Italia e riabbracciare, ma solo dopo la quarantena da fare anche qui, la sua Marella.

Nel frattempo, comunque, questo amore al tempo del coronavirus non ricalcherà affatto “L’amore al tempo del colera”, per fortuna. “Mi dispiace non vederla – conclude Luca - ma non ci si può fare molto, bisogna solo aspettare. La situazione è un po’ pesante, ma effettivamente c’è chi sta peggio e non siamo in Siria, sotto i bombardamenti. E poi ho buoni libri con me e tanto tempo per stare al telefono”.

Se volete raccontarci anche voi la vostra storia d’amore a distanza, scrivete a redazione@lavocedigenova.it.

Medea Garrone

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