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Politica | 30 maggio 2020, 10:57

Teatro Nazionale: torna Davide Livermore con una serie di no per dipendenti e attori scritturati

Slc Cgil: "Il direttore è a Genova per le celebrazioni della festa della Repubblica: speriamo che questa occasione sia utile per ricordargli che uno dei pilastri sui quali si fonda è il lavoro”

Teatro Nazionale: torna Davide Livermore con una serie di no per dipendenti e attori scritturati

“Ieri ha avuto luogo un incontro tra le organizzazioni sindacali e la direzione del teatro Nazionale: Slc Cgil ha messo al tavolo diverse questioni tra cui il rispetto di un accordo aziendale firmato col precedente direttore, l'assunzione a tempo indeterminato di una dipendente in sostituzione di una fuoriuscita volontaria e l’integrazione degli ammortizzatori sociali covid per il personale del teatro”: è quanto s’apprende da una nota di Slc Cgil.

“La risposta del direttore Davide Livermore – spiega la nota – è stata no su tutta la linea ed è particolarmente spiacevole che il teatro Nazionale assuma questa posizione: scoppiata l’emergenza sanitaria la direzione s’era resa disponibile ad accordare ai dipendenti una integrazione salariale aggiuntiva al Fis, la cassa integrazione prevista per i dipendenti di questo settore. In un momento successivo questa disponibilità si è ridotta ad una ‘una tantum’ per arrivare ad un continuo rinvio. Stessa cosa per la dipendente per la quale Slc aveva chiesto il prolungamento del contratto come previsto da un accordo sindacale che sarà ora posto all’attenzione di un legale. Un atteggiamento di questo tipo da parte del direttore non è rispettoso né dei dipendenti né dei tavoli di trattativa sindacale; in questo caso non ci si può parare dietro al fatto che il teatro è stato chiuso e non ha avuto incassi perché proprio per ovviare all’emergenza il governo ha deciso di assegnare comunque alle strutture un anticipo dell’80% del Fus (Fondo unico dello spettacolo”.

“Parte di questi fondi – conclude la nota – dovrebbero sostenere dipendenti e artisti: questi ultimi, al pari dei primi, non hanno lavorato e sono rimasti completamente senza reddito, anche in questo caso il teatro ha pensato bene di risparmiare: anziché pagare adeguatamente gli artisti li ha liquidati con il trattamento minimo previsto per cause di forza maggiore e francamente ci saremmo aspettati una maggiore sensibilità da un uomo di teatro come il direttore. In questi giorni, dopo una permanenza all'estero perché impegnato in altri lavori, Livermore è a Genova per le celebrazioni della festa della Repubblica: speriamo che questa occasione sia utile per ricordargli che uno dei pilastri sui quali si fonda è il lavoro”.

Redazione

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