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Politica | 05 luglio 2020, 11:44

Caos autostrade: Vesigna e Andrei (Cgil) "Siamo di fronte alla tempesta perfetta"

"La madre di tutte le battaglie è quella per le infrastrutture. Senza infrastrutture le merci non possono uscire dai porti, senza infrastrutture i turisti non possono arrivare, senza infrastrutture nessuno viene ad investire in Liguria"

Caos autostrade: Vesigna e Andrei (Cgil) "Siamo di fronte alla tempesta perfetta"

"Ancora prima del crollo del Ponte Morandi la
Liguria era già pesantemente penalizzata dal punto di vista
infrastrutturale: senza i binari necessari per eliminare i colli di
bottiglia che impediscono di potenziare l’inoltro via ferro della merce,
con un’autostrada senza carreggiata di emergenza, e con la più alta
concentrazione di ponti e viadotti d’Italia, che determina necessità
manutentive ordinarie e straordinarie nettamente superiori alla media
nazionale", commentano Laura Andrei e Federico Vesigna, Segretari Generali Filt Cgil Liguria e Cgil Liguria.

"Su tutto questo si è abbattuta la sciagura dei cantieri per le ispezioni
aperti contemporaneamente su tutte e quattro le direttrici gestite da
Aspi che convergono verso Genova.
Dal momento che in questi anni le code in autostrada hanno sempre fatto
parte della nostra quotidianità, qualcuno può davvero pensare che quello
che sta succedendo in questi giorni non fosse ampiamente prevedibile?
Di fronte alla Procura che intima di fare i controlli e di procedere
agli interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria, pena la
chiusura di interi tratti, con la spada di Damocle della revoca della
concessione, era difficile immaginare che si rischiava la paralisi?
I lavoratori e le imprese, tutti i cittadini liguri sono le vittime
sacrificali di un infinito braccio di ferro tra Governo e Aspi, ma la
Regione non può tirarsi completamente fuori, ritagliandosi il ruolo di
tribuno del popolo.
La madre di tutte le battaglie è quella per le infrastrutture. Senza
infrastrutture le merci non possono uscire dai porti, senza
infrastrutture i turisti non possono arrivare, senza infrastrutture
nessuno viene ad investire in Liguria.
Per questo l’appello della Camera di Commercio di Genova è assolutamente
condivisibile, ma se si guarda a tutta la Liguria, non solo a Genova,
probabilmente l’elenco delle priorità andrebbe allargato, ad esempio a
tutte le infrastrutture ferroviarie e stradali a supporto della
piattaforma di Vado.

In ogni caso - continuano - la priorità oggi non è rivendicare le infrastrutture che
non ci sono, su cui alla fine è facile mettersi d’accordo. La priorità è
uscire da questo disastro, dove a perdere siamo tutti senza distinzioni
di sorta. Dato per scontato che, per la sicurezza di ognuno di noi, gli
interventi di manutenzione non possono non farsi. Dato per scontato
quindi che la viabilità entrerà necessariamente in sofferenza, è
chiedere troppo che Mit, Regione Liguria e Aspi si confrontino per
adottare un piano condiviso che limiti i disagi, prevedendo soluzioni
alternative, a partire dal potenziamento del trasporto pubblico su gomma
e su ferro, per limitare l’uso dei mezzi privati? Oltre a ciò, crediamo
sia necessario che tutti gli attori in campo trovino soluzioni concrete
perché finalmente il trasporto su ferro delle merci non sia solo un
annuncio, ma una precisa scelta industriale degli operatori portuali.
Siamo stufi delle reciproche accuse che lasciano i liguri letteralmente
per strada.

Il governo si assuma le sue responsabilità - concludono -, ma la Regione si
astenga dal fare campagna elettorale ( tanto il candidato di
centrosinistra non c’è ancora). Non è esasperando gli animi, dove i
nervi sono già sufficientemente a fior di pelle, che si fa il bene della
Liguria".

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