Si è tenuta presso l’Auditorium San Francesco in piazza Matteotti, la consegna da parte dell’Anpi di Chiavari del premio “Don Bobbio 2020” alla giovane concittadina Jessica Leo per la sua tesi in Scienze Politiche, discussa all’Università di Genova su “Il ruolo delle idee in politica: il caso del Mein Kampf di Adolf Hitler”. Lo scorso anno alla dottoressa Leo è stato riconosciuto dall’Unione dei Giornalisti e Comunicatori Europei del Piemonte il premio “Steli di Pace”, assegnato a tre persone impegnate nella costruzione di una cultura di Pace. Presenti all'iniziativa anche amministratori comunali di Chiavari, con il sindaco Marco Di Capua e l'assessore alla cultura Silvia Stanig, oltre a numerosi alunni delle scuole del comprensorio, accompagnati dai loro docenti.
A presentare l'evento Maria Grazia Daniele, ex parlamentare e neo-presidente della sezione Anpi di Chiavari intitolata a Paolo Castagnino “Saetta”, rinnovata da pochi mesi nei suoi orgnaismi dirigenti. “Se non si ricorda la storia, questa è destinata a ripetersi”. Sono le parole conclusive della tesi di Jessica Leo a trasmettere nel modo più significativo il senso con cui il premio le è consegnato, secondo Daniele, perché “Don Bobbio è morto in nome dei valori di democrazia, libertà e rispetto dei diritti sanciti dalla Costituzione Italiana, la cui attuazione è il miglior antidoto al ripetersi degli errori del passato”.
Il premio “Don Bobbio” è stato voluto anni fa dall’Anpi di Chiavari, per mantenere viva la memoria della Resistenza tramite la figura di Giovanni Battista Bobbio (1914-1945), sacerdote di Valletti, in Val di Vara, e cappellano della Divisione garibaldina “Coduri”, che operava nel Tigullio e nel suo vasto entroterra, come ricordato dallo storico locale Giorgio “Getto” Viarengo. Don Bobbio è stato “non un partigiano ma un sacerdote dei partigiani”, sottolinea Viarengo. Un uomo di fede che è rimasto tale fino all’estreme conseguenze delle sue scelte civili: morirà fucilato dai repubblichini, dopo aver affermato di essere in pace con la propria coscienza ed aver pregato per i propri carnefici.
“Come sei giunta a trattare il Mein Kampf, argomento oggettivamente difficile per una tesi?” chiede a Jessica Leo il giornalista Roberto Pettinaroli. “Dopo aver visto un film che ne parlava, è sorta in me la curiosità di leggere questo libro. La sua lettura mi ha molto colpito perché ne ho percepito la forza, ho capito quale fascino potessero esercitare le teorie in esso esposte. E l’ho dunque scelto come oggetto della mia tesi”, spiega Jessica, aggiungendo di essersi posta l’obiettivo di analizzare le origini e l’ascesa del Nazismo all’interno di un ordinamento democratico, al fine di poter meglio individuare nella società attuale i rischi di un ritorno di fenomeni simili.
Storia, diritto, psicologia e comunicazione sono gli strumenti con cui la laureanda ha condotto la sua analisi. L’odio come collante sociale e la disumanizzazione dell’altro gli elementi di analogia ravvisati con l’attualità: ieri gli ebrei ed il marxismo, oggi i migranti e l’universalismo dei diritti. “L’antidoto a questi rischi è la conoscenza di quanto è accaduto, oltrepassando i luoghi comuni e gli slogan che ci manlevano dal riflettere”, dice il professor Francesco De Nicola, docente di letteratura italiana presso l’ateneo genovese, chiamato a partecipare alla discussione sulla tesi premiata.
Di questo è profondamente convinta la stessa Jessica Leo, che rivela come scrivendo la tesi si sia resa conto “che è molto più facile di quanto si pensi lasciarsi trasportare da cattivi condizionamenti. E che tutti possiamo trovarci dalla parte delle vittime, per cui dobbiamo continuare a porci le giuste domande”.
La vincitrice del premio Don Bobbio 2020 raccoglie, dunque, l’importante testimone della memoria che l’Anpi di Chiavari desidera passare ai giovani, a partire dagli studenti, “di fronte all’emergere della violenza, alla regressione dei rapporti umani”, conclude Maria Grazia Daniele, prima di leggere il saluto inviato da Liliana Segre.
“L’indifferenza è più colpevole della violenza stessa. E’ l’apatia morale che si volta dall’altra parte: succede anche oggi verso il razzismo e altri orrori del mondo. La memoria vale proprio come vaccino contro l’indifferenza”. Queste le parole della senatrice a vita restituiscono il messaggio lanciato in questa giornata.

















