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Sport | 17 maggio 2026, 14:09

Genoa, “un cuore grande così” non basta a fermare il Milan. Il “Ferraris” festeggia comunque, ma i rossoneri vincono 2-1

Grifone più arrembante, un errore di Amorim spiana la strada al vantaggio ospite su rigore, poi Vasquez non è sufficiente per pareggiare dopo il raddoppio di Athekame

“Un cuore grande così” recita lo striscione esposto dalla Gradinata Nord ad accompagnare in campo le squadre, e grande è anche il cuore dei ragazzi di Daniele De Rossi in campo. Eppure non basta al Genoa per fermare la corsa Champions League del Milan che, nella ripresa, si impone 2-1 in una giornata comunque di festa per il “Ferraris” nel saluto, per questa stagione, ai propri beniamini e in particolare a Ruslan Malinovskyi, acclamato al termine della sua ultima da genoano in casa.

Il tecnico romano sceglie un Grifone aggressivo e predisposto a giocare sui riferimenti. Esempio lampante ne è la scelta di Vitinha, molto largo a sinistra per provare a infilarsi tra Athekame e Tomori, che Allegri preferisce all’ex De Winter dall’inizio. Ma anche la posizione di Baldanzi a cercare i giusti spazi di manovra tra le maglie di un Milan che definire coperto, almeno in apertura, è concedere addirittura qualche metro in più di quelli che i rossoneri concedono al Grifone.

E infatti le occasioni da rete si contano sulle dita nemmeno di una mano nella prima frazione. Al minuto 8’ è Vitinha a controllare il pallone calciato sulla punizione laterale da Malinovskyi mandando però alto la sua botta potente, prima di servire Baldanzi al 13’ che però non riesce a trovare la deviazione da sottoporta. 

La risposta degli ospiti è simile al 26’ con la punizione calciata lateralmente dalla sinistra da Nkunku, ma la sua traiettoria insidiosa a giro si spegne sfiorando il palo alla sinistra di Bijlow, impegnato al 40’ sulla girata di testa di Fofana in seguito al corner con cui Marcandalli aveva anticipato la conclusione a due passi dalla linea di Nkunku sul cross rasoterra di Rabiot.

A rovinare la buona (ma infruttuosa) prova del Vecchio Balordo ci pensa però in ripresa Amorim. Il brasiliano effettua un retropassaggio troppo debole verso Bijlow, costretto al fallo sempre su Nkunku che poi dagli undici metri spiazza l’estremo difensore genoano.

Una botta quasi a freddo che non sembra comunque scuotere il Genoa. I giri del motore rossoblù restano alti, ma la squadra di De Rossi fatica ad andare alla conclusione, tanto che arriva solo al minuto 82’ la prima parata di Maignan, bravo a chiudere in uscita bassa lo specchio della porta e fortunato a trovare un Ekhator preso dalla frenesia che gli calcia letteralmente addosso. Nel mentre Malinovskyi ci prova un paio di volte su calcio di punizione non andando troppo lontano dal bersaglio grosso, ma soprattutto il Milan trova il raddoppio all’81’ con la sponda di Pulisic per Athekame che scaglia un mancino imprendibile per Bijlow.

A rendere meno amara la sconfitta ci pensa poi capitan Vasquez quando all’86’, conclude il flipper scaturito in area dopo una punizione. Ma, nonostante la spinta del “Ferraris” è davvero l’ultima occasione vera creata dal Vecchio Balordo, con anzi il Milan la squadra più pericolosa chiamando ancora nei dieci di recupero a due parate Bijlow.


IL TABELLINO

GENOA-MILAN 1-2
Reti: 50' rig. Nkunku (M), 81' Athekame (M), 86' Vasquez (G)

Genoa (3-4-2-1): Bijlow; Marcandalli, Otoa, Vasquez; Ellertsson, Frendrup, Amorim (90' Martin), Vitinha; Baldanzi (64' Ekhator), Malinovskyi; Colombo (85' Ekuban).
A disposizione: Leali, Sommariva; Zatterstrom, Sabelli, Klysis, Masini, Doucouré, Lafont, Grossi, Latif.
Allenatore: D. De Rossi

Milan (3-5-2): Maignan; Tomori (76'De Winter), Gabbia, Pavlovic; Athekame, Fofana (68' Ricci), Jashari (85' Loftus-Cheek), Rabiot, Bartesaghi; Gimenez (68' Fullkrug), Nkunku (76' Pulisic).
A disposizione: Terracciano, Torriani; Modric, Balentien, Odogu, Ivanov, Sardo.
Allenatore: M. Allegri

Arbitro: Sozza di Seregno

Redazione


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