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Cronaca | 20 novembre 2020, 18:39

Ca’ Nuova, l’unico medico presto andrà in pensione. Si riapre il caso dell’assistenza sanitaria

Sulle colline tra Voltri, Palmaro e Pra’ vivono oltre seimila persone. Il consigliere Fabio Ariotti presenta un’interrogazione in Consiglio Comunale. Intanto, passa l’ordine del giorno a sostegno di alcuni reparti dell’ospedale ‘Celesia’ di Rivarolo

Ca’ Nuova, l’unico medico presto andrà in pensione. Si riapre il caso dell’assistenza sanitaria

Un medico per seimila e più abitanti. Uno solo. Lo scorso anno, questa notizia relativa al quartiere di Ca’ Nuova, sulle alture tra Pra’, Palmaro e Voltri, aveva suscitato notevole scalpore ed erano state numerose le promesse, da parte delle istituzioni, di mettere mano alla situazione, di provare a risolvere il problema, di potenziare il servizio di sanità pubblica. 

Poi, è arrivata l’epidemia di Covid-19, si sono fatti tanti discorsi sull’importanza dell’assistenza a livello territoriale, ma su queste colline non è cambiato un bel niente. Sempre un medico per seimila e più abitanti, e neppure tutti i giorni (feriali) della settimana. 

Una situazione di disagio inaccettabile, di fronte alla quale è tornato a farsi sentire Fabio Ariotti, consigliere comunale della Lega nonché presidente della Commissione Welfare. È stato l’esponente del Carroccio, in occasione dell’ultima seduta del Consiglio Comunale, a presentare un’interrogazione a risposta immediata (ex articolo 54) sull’argomento. 

Ariotti ha fatto notare che il medico di base che si occupa del quartiere andrà presto in pensione, lasciando scoperto un territorio vasto, assai popolato e importante come il Cep: “Servirebbe - sostiene Ariotti - non solo una pronta sostituzione del medico, ma anche l’individuazione, di concerto con Asl 3 e Regione Liguria, di spazi per nuovi studi medici accessibili a tutti, cittadini anziani e disabili, quindi privi di barriere architettoniche e possibilmente al piano terra, moderni e all’avanguardia, perché fino a oggi sono ubicati al primo piano, purtroppo non accessibili da tutti e vetusti”. 

A rispondere ad Ariotti è stato l’assessore Massimo Nicolò, che ha la delega alla Salute: “Nel quartiere oggetto della sua interrogazione, esiste solo un medico che mantiene un solo studio. Ciò è secondario, in quanto ne ha un altro in un’altra zona. Questo è permesso dalla legge. C’è il progetto di un grande ambulatorio da far nascere nei locali dell’ex supermercato ed erano iniziate le interlocuzioni a febbraio. Si è tutto bloccato a causa della pandemia e, se andasse avanti, si dovrebbe prevedere anche un finanziamento ad hoc, che allo stato attuale ancora non c’è. Alla Giunta sta a cuore il benessere dei cittadini e le assicuro la nostra attenzione a questo problema: ce ne faremo carico senz’altro”.  

Ariotti ha ricordato che “negli anni passati anche con il Comitato Ca’ Nuova ci si era interessati della questione, per collocare un ambulatorio sulla cosiddetta ‘piastra’ di via 2 Dicembre” e ha invitato la Giunta Comunale a “fare pressioni sulla Regione Liguria affinché siano messi a disposizione dei finanziamenti per migliorare la situazione”.  

Intanto, nei giorni scorsi, sempre a tema sanità, è stato approvato all’unanimità dal Consiglio Comunale di Genova un ordine del giorno presentato da Lorella Fontana, capogruppo della Lega in Sala Rossa, avente per oggetto l’ospedale ‘Celesia’ di Rivarolo

Il documento, che è stato arricchito anche grazie al contributo dei rappresentanti della Lista Crivello, impegna il sindaco di Genova, Marco Bucci, e la Giunta Comunale “a farsi portavoce presso la Regione Liguria affinché, attraverso un tavolo di concertazione e valutazione con la Asl 3, si torni a rivedere il piano ambulatoriale del ‘Celesia’, in particolare l’attività dell’ambulatorio oculistico per adulti e dell’ambulatorio ortottico per bambini, servizi ampiamente utilizzati dall’utenza locale e cittadina, al fine di migliorare i servizi connessi alla salute e alla prevenzione, come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività, nel rispetto della dignità e della libertà della persona”.  

L’ordine del giorno ricorda, a proposito, “che il Municipio della Valpolcevera e i cinque comuni con esso confinanti, dove risiedono in totale circa centomila abitanti, rappresentano una realtà densamente popolata e, come tale, richiedono un’attenzione particolare da parte delle amministrazioni locali”. 

Più sanità e assistenza sul territorio: dev’essere un obiettivo concreto, non puramente uno slogan.

Alberto Bruzzone

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