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Politica | 06 dicembre 2020, 12:48

Aperte per chi? Se lo chiedono le aziende agricole e agrituristiche liguri dopo gli investimenti per la sicurezza e la salute

Alberto (Cia Liguria): "È inspiegabile la limitazione degli spostamenti al solo Comune nelle tre giornate del 25 e 26 dicembre e del 1° gennaio"

Aperte per chi? Se lo chiedono le aziende agricole e agrituristiche liguri dopo gli investimenti per la sicurezza e la salute

“È inspiegabile la limitazione degli spostamenti al solo Comune nelle tre giornate del 25 e 26 dicembre e del 1° gennaio, – dichiara Aldo Alberto, presidente di Cia Liguria – una visione città centrica che colpisce tutte le aziende che hanno adottato regole, rispettato norme, riadattato locali e servizi anche con spese ingenti; sembrano norme fatte solo per fermare i soliti furbetti quando invece abbiamo corpi di vigilanza di grande competenza che sono in grado di effettuare i controlli”.

“Una scelta pensata per le grandi città – spiega Alberto – ma insostenibile quando applicata alle decine di comuni, molti con poche centinaia di abitanti, dove però sono collocate numerose attività agricole ed agrituristiche che subiscono una beffa: aperte ma irraggiungibili. La limitazione della zona gialla, comprendente il territorio regionale, pur penalizzante per chi come noi opera con molti turisti che provengono da fuori regione, è un limite comprensibile, ma l’irrigidimento sui tre giorni festivi più significativi non ha motivazioni valide: queste decisioni rischiano di avere un effetto devastante sui bilanci delle aziende”.

Anche perché i ricavi di queste giornate rappresentano oltre il 50% del fatturato di dicembre: “Tra i nostri associati – commenta Federica Crotti, presidente di turismo verde Cia Liguria – serpeggia lo sconcerto per una decisione irragionevole, non si riesce a capire la differenza tra l’accogliere gli ospiti in una semplice domenica, oppure a Natale o Capodanno; nessuno ha intenzione di stravolgere in quei tre giorni le regole, dai tavoli solo per quattro persone alla capienza limitata, che le nostre imprese hanno sempre dimostrato di rispettare; senza contare che con queste decisioni aumentano i rischi d’assembramento nelle grandi città: noi intanto abbiamo investito soldi, siamo aperti, ma non arriverà nessuno”.

Comunicato stampa

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