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Attualità | 20 febbraio 2021, 09:59

Femminicidio a Genova la presa di posizione della Uil

La segretaria regionale Sheeba Servetto: "Il delitto avvenuto in via Colombo frutto della cultura del possesso, della prevaricazione e della violenza"

Femminicidio a Genova la presa di posizione della Uil

Sheeba Servetto, segretaria regionale Uil Liguria, interviene a proposito dell'omicidio che ieri ha insanguinato la serata genovese.

"Questo femminicidio, avvenuto in via Colombo, ci tocca da vicino, non solo perché è avvenuto a due passi dalla Uil, ma perché è figlio ancora una volta della cultura del possesso, della prevaricazione e della violenza - scrive la sindacalista in una nota stampa a proposito dell'efferato delitto -. Questi sono temi sui quali abbiamo ingaggiato una lotta quotidiana e che, come sindacato, continueremo a contrastare affinché questi fatti non avvengano più.   Un tema quello della violenza che ci ha toccati da vicino quando, in Lombardia, nell'estate di due anni fa una collega del Caf è stata uccisa da un  compagno di lavoro  con il quale aveva avuto una relazione . Troppe donne hanno perso la vita per mano di compagni, amici, familiari o a causa di una mano armata dall'odio verso le donne.  Stiamo assistendo a una recrudescenza di sessismo, razzismo, misoginia. Purtroppo è qualcosa di palpabile di cui la società è tremendamente pregna".

"Le conversazioni che quotidianamente ingaggiamo tra i generi, dense  di maschilismo e misoginia, in questo momento appaiono come sintomatiche di una criticità più volte denunciata ma spesso sottovalutata nelle possibili conseguenze: tra tutte l’episodio odierno - prosegue Servetto -. Occorrono misure serie per contrastare questo meccanismo ormai da sconfiggere idealmente e nel  concreto nel quale  le donne sono qualcosa da possedere, zittire, sottomettere, emarginare, perché la violenza è  quindi una conseguenza di questa cultura che genera fatti gravissimi che sono anche aumentati nel corso della pandemia. È necessario che istituzioni e politica facciano fronte comune per contrastare il seme del male che cresce, purtroppo, in maniera incontrollata, spesso inconsapevole, nelle nostre famiglie, a scuola, sul lavoro, nelle istituzioni. Oltre alla volontà politica di contrasto alla violenza, occorrono risorse da destinare a progetti di sensibilizzazione e formazione che accompagnino uomini e donne nel lungo percorso della vita".

Redazione

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