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Politica | 08 aprile 2021, 17:42

Un tavolo di lavoro in Comune per prevenire le molestie a bordo dei mezzi pubblici: la proposta approvata all'unanimità (VIDEO)

L'impegno è stato assunto dalla Giunta in seguito a un ordine del giorno presentato dalla consigliera comunale del partito Democratico Cristina Lodi, che prevede la collaborazione di forze dell'ordine, centri antiviolenza, associazionismo, mondo della scuola e dell'università

Un tavolo di lavoro in Comune per prevenire le molestie a bordo dei mezzi pubblici: la proposta approvata all'unanimità (VIDEO)

Risale allo scorso 30 marzo il caso delle molestie in autobus alla giovane Kimberly, balzato alle cronache per la denuncia della ragazza, che ha stigmatizzato l'indifferenza dei passeggeri e del personale Amt, che sarebbero rimasti inerti di fronte al bisogno d'aiuto della vittima.

Su questo tema, e in generale sul fenomeno mai sopito delle molestie sessuali alle donne a bordo dei mezzi pubblici genovesi, la consigliera del Partito Democratico Cristina Lodi ha presentato un ordine del giorno fuori sacco che è stato approvato all'unanimità.

"Si tratta di un documento che cerca di ricostruire i fatti e porre le basi per dare una risposta vera alle donne sul tema delle molestie, che purtroppo interessa troppe persone - spiega la consigliera Lodi -. In seguito al risalto mediatico riscosso da questo ultimo grave episodio avvenuto a bordo di un mezzo Amt sono emerse un sacco di segnalazioni di ragazze che sono state molestate mentre viaggiavano sui mezzi pubblici, e per questo occorre intervenire. Abbiamo proposto l'istituzione di una commissione consiliare che lavori sul tema, per dare avvio a un tavolo di lavoro con forze dell'ordine, i centri antiviolenza, i sindacati, l'azienda Amt, l'amministrazione comunale e tutte le associazioni che si occupano di questo tema, oltre all'ufficio scolastico regionale e all'università. Questa composizione del gruppo di lavoro è importante, perché bisogna dare una risposta in termini di sensibilizzazione al problema, perché magari non tutti sanno che si tratta di un reato, e poi per dare un protocollo di azione e delle linee d'azione precise a coloro che sono vittime o testimoni delle violenze, come spesso capito agli autisti Amt".

Per Cristina lodi una diffusa cultura rispetto alla violenza di genere potrebbe concretamente servire a diminuire il numero degli abusi: "Questi fatti avvengono in luoghi pubblici, e colpisce che nessuno sia intervenuto in difesa della giovane, magari non per indifferenza ma per paura, o perché non sapeva cosa fare in una simile circostanza. Occorre invece che tutte le persone sappiano con chiarezza cosa è possibile fare in questi casi, e cosa si è invece tenuti a fare, perché si tratta comunque di un reato di fronte al quale occorre aiutare la vittima. Se tutti avessimo queste conoscenze probabilmente le azioni dei molestatori sarebbero quantomeno limitate".

 

Redazione

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