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Politica | 12 maggio 2021, 14:12

Diritto di aborto, la proposta di legge di FdI "retrograda e anacronistica" secondo Candia (Lista Sansa): "Nemmeno si accorgono di indebolire le donne"

"Favorire l’autonomia morale delle donne, creare politiche sociali che le sostengano. No a colpevolizzarle ed esporle alla vittimizzazione e alla violenza maschile"

Diritto di aborto, la proposta di legge di FdI "retrograda e anacronistica" secondo Candia (Lista Sansa): "Nemmeno si accorgono di indebolire le donne"

"La destra che governa la Regione retrograda e anacronistica, nemmeno si accorge di indebolire le donne,  di colpevolizzarle, di esporle alla vittimizzazione e alla violenza maschile", così la  consigliera regionale Lista Sansa, Selena Candia, in una nota. 

"In Liguria - afferma l'esponente di minoranza - Fratelli d’Italia vuole limitare le interruzioni volontarie di gravidanza, «le cui cause sono, da un lato, le difficoltà economico-familiari e quelle di ordine psicologico; dall’altro, lo scadimento del senso del valore della vita umana nella coscienza individuale e sociale». Per capire i propositi di questa proposta di legge che prevede uno spazio gratuito in ogni consultorio e reparto di maternità per le «organizzazioni di volontariato che operano nel settore dell’aiuto alla vita nascente», bastano due frasi dalla relazione iniziale".

La prima frase "incriminata" sarebbe, secondo Candia, che «l’aborto è sempre e comunque una sconfitta: per il figlio, che perde la vita; per la madre, che sovente porta con sé un trauma per tutta l’esistenza; per la società, che viene privata del suo futuro», alla quale si aggiunge la seguente: «Per questo i proponenti della presente proposta di legge intendono rendere concretamente un servizio ai figli - la cui vita, ancora nascosta, è in pericolo -; e alle loro madri, minacciate dalla solitudine, dall’ignoranza, dalla povertà, dalla paura».

"È bene ricordarsi queste parole - attacca la consigliere - usate con così tanta leggerezza da una destra al potere che nemmeno si accorge di essere retrograda e anacronistica, di indebolire le donne, di colpevolizzarle, di esporle alla vittimizzazione e alla violenza maschile".

"La strada da seguire, ovviamente, è un’altra: dobbiamo favorire l’autonomia morale delle donne, creare politiche sociali che le sostengano - dagli asili nidi all’assistenza degli anziani - e aiutarle a risolvere i problemi nati con l’obiezione di coscienza dei medici che impediscono la piena applicazione della legge 194 sul diritto di aborto. Da subito ci mobiliteremo in difesa del diritto alla salute e della libertà di scelta. Questa proposta di legge va fermata: apre le porte all’oscurantismo, nega i diritti e la piena cittadinanza alle donne, minacciando i diritti sinora conquistati" conclude.

Redazione

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