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Municipio Bassa Valbisagno | 19 maggio 2021, 15:00

L'Acquedotto storico di Genova rinasce grazie ai volontari (FOTO)

Hanno tolto sterpaglie, tagliato arbusti, raccolto rifiuti e trasformato aree impraticabili ed abbandonate in zone da vivere; un intervento a Staglieno e un altro a Preli: "Ci teniamo al territorio e l’Acquedotto è un bene di tutti"

L'Acquedotto storico di Genova rinasce grazie ai volontari (FOTO)

Hanno tolto sterpaglie, tagliato arbusti, raccolto rifiuti e trasformato aree, impraticabili e abbandonate, sull’Acquedotto storico di Genova, in zone da vivere. Sono gli interventi realizzati da un gruppo di otto volontari che hanno deciso di investire parte del loro tempo per riqualificare tratti di quel percorso: “Ci teniamo al nostro territorio, l’Acquedotto è un bene di tutti: è uno spazio che durante il lockdown è stato importantissimo e riscoperto da molti, ed è bello vederlo vissuto da tante persone che vengono qui a passeggiare. Ed è importante far trovare a chi lo percorre un’area accogliente”, dice Bruno Calabria, il promotore di queste iniziative di pulizia e che chiamando a raccolta un gruppo di amici, tutti tra 60 anni e poco più, ha formato questa squadra di volontari che giorno dopo giorno ha ripristinato tratti di acquedotto e ripulito zone verdi abbandonate.

Hanno iniziato da un’area vicino a Preli, dove Calabria abita: “Ho un cane e lo porto sempre a passeggiare sull’Acquedotto, ma c’è un tratto che dopo la pioggia rimane impraticabile per giorni interi perché fangoso, e essendo in ombra impiega tanto tempo ad asciugarsi”.

È la conseguenza di una frana che risale all’alluvione del 2014. Riflettendo sul da farsi e su come poter risolvere quell’annoso problema, Calabria ha parlato con il Municipio e con la Federazione dell’Acquedotto chiedendo se poteva ripristinare il sentiero posizionando delle piastrelle di ciottolato sulla terra, per renderlo sempre percorribile. Ottenuto il consenso si è messo al lavoro. Era febbraio e l’intervento è andato avanti fino a marzo: “Ci sono volute più di due settimane, non continuative, perché ognuno ha dovuto conciliare tutto con i propri impegni, per rifare il sentiero e ripulire l’area sotto il bosco”, ma alla fine il risultato è arrivato e hanno anche posizionato panchine e tavoli, realizzati tutti con materiale di recupero, creando piccole aree di sosta.

Dopo Preli il loro lavoro si è spostato in un’arena verde abbandonata nella zona adiacente alla chiesa di San Bartolomeo di Staglieno, verso Fossato Cicala. Qui lungo il tratto dell’acquedotto c’è un’area abbandonata da decenni: era un vecchio campo da bocce finito in disuso e diventato con il tempo una discarica nascosta dai rovi: “Abbiamo raccolto due quintali di ferro, e poi bidoni, vecchi mobili, di tutto”, racconta Calabria. Ma il lavoro non si è limitato alla pulizia dai rifiuti, hanno tagliato rovi e sterpaglie e ripulito un’area di 40 metri per 4 che ora potrà trasformarsi un’area di sosta: “Sto già preparando una panchina sempre con del materiale di recupero”, dice Calabria, che ama cimentarsi in piccoli lavori di bricolage e che con gli altri volontari sta ultimando i lavori in questi giorni. Poi lo spazio verde potrà diventare un punto dove fermarsi, magari da ombreggiare con un gazebo o dove praticare attività fisica, le idee sono tante e alcune le elenca il presidente del Municipio della Media Valbisagno, Roberto D’Avolio, che ringrazia chi ogni giorno si impegna a riqualificare il tracciato, perché attorno all’Acquedotto sono decine e decine i volontari e le associazioni, confluite anche nella Federazione dell’Acquedotto storico, che si impegnano per renderlo sempre più accogliente: “Siamo molto contenti di avere delle persone così attive sul territorio, che stanno facendo un grande lavoro. Su quell’area verde insieme alla Federazione e a chi ha pulito lo spazio si potranno progettare diverse cose: un’area di sosta, ma anche uno spazio attrezzato per fare ginnastica e, perché no, anche un’area giochi per bambini. Tutto il percorso ha volontari che stanno portando avanti interventi importanti e aree verdi accanto all’Acquedotto da recuperare ce ne sono tante e tante le idee per renderlo un percorso sempre più accogliente e attrattivo”.

Rosangela Urso

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