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Politica | 10 giugno 2021, 19:17

Le Sentinelle in Piedi in piazza contro il dl Zan: "Minaccia la libertà di espressione" (FOTO e VIDEO)

Diverse decine di manifestanti si sono trovati in piazza De Ferrari per chiedere uno stop al disegno di legge che dovrebbe a breve passare all'esame delle assemblee legislative

Le Sentinelle in Piedi in piazza contro il dl Zan: "Minaccia la libertà di espressione" (FOTO e VIDEO)

Genova - Si sono ritrovati in piazza De Ferrari esponendo cartelli le Sentinelle in Piedi, per manifestare contro la probabile approvazione del disegno di legge contro la omotransfobia ribattezzato legge Zan, dal cognome dal suo proponente, deputato del Partito Democratico.

I manifestanti, qualche decina, auspicano uno stop al percorso del testo nelle aule legislative, perché lo giudicano potenzialmente lesivo della libertà di espressione, oltre che superfluo dato che: "La legge già protegge le persone da discriminazioni e violenze con l'attuale quadro normativo", spiegano i manifestanti.

Per i critici della legge Zan la formulazione del testo apre la possibilità di denunciare, ed eventualmente vedere condannati, i cittadini che si esprimano su temi che riguardano la famiglia, la sessualità e l'identità di genere. "Questo tipo di legge - scrivono i manifestanti su un volantino distribuito durante la mobilitazione - metterebbe in discussione l'articolo 21 della Costituzione che tutela la libertà di espressione, ad esempio vietando l'espressione del pensiero in ordine agli stili di vita e alle rivendicazioni LGBT". Nello stesso documento poi si spiega come potrebbero essere accusati di omotransfobia coloro i quali si esprimono contro la pratica dell'utero in affitto o coloro che sono avversi alla "introduzione di progetti per l'infanzia e l'adolescenza ispirati all'ideologia gender".

A onor del vero la legge censura le istigazioni all'odio basato su una discriminazione in ordine all'orientamento sessuale, all'identità di genere e all'abilismo, e non l'espressione di opinioni che non trascendano nell'istigazione alla violenza e alla discriminazione. Anche da questo punto di vista però i critici del disegno di legge ritengono che venga lasciata troppa discrezionalità ai giudici nel giudicare quali affermazioni rientrino o meno in questa fattispecie.

Carlo Ramoino

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