Manifestazione del collettivo studentesco 'Vedo Terra' all'ingresso della biblioteca universitaria, dove oggi si è tenuta la conferenza stampa di presentazione di 'Genova Jeans'.
Nel mirino degli studenti, proprio l'evento, e i costi ritenuti eccessivi: "820mila euro a eventi per turisti. Scuola e sanità soldi mai visti", si legge in uno degli striscioni che hanno esposto i manifestanti, "Dal precariato al volontariato. Questa è la vostra idea di Stato. Lavoratori pagati in jeans", ne recita un altro, in riferimento alla polemica sul pagamento in jeans ai giovani che hanno lavorato per conto della manifestazione che si tiene da oggi al 6 settembre.
"L'ennesimo ridicolo evento - si legge nel volantino di protesta - esce dal cilindro di Marco bucci e della sua riprovevole amministrazione: cinque giorni dedicati alla storia del jeans, un programma fitto di eventi, concerti e mostre che istituisce 'la via del jeans'. Leggiamo dal sito dell'evento che la volontà di passare per le vie di Pré, Via del Campo e Via San Luca ha l'intento di 'ripopolare' queste zone. Sia chiaro che in quelle vie dove la giunta comunale vorrebbe allestire una vetrina addobbata ad hoc per i turisti delle grandi crociere, noi viviamo e camminiamo ogni giorno.
Le contraddizioni che permeano una periferia sociale come quella di prè, frutto delle politiche degli ultimi vent'anni senza distinzioni da sinistra a destra, non si affrontano organizzando concerti per i turisti. La malsana retorica dell'industria del turismo che promuove l'idea dell'imprenditorialità come soluzione al 'degrado' non fa altro che sostenere un modello di città dove il vuoto occupazionale prodotto dalla deindustrializzazione viene assorbito dal settore dei servizi, dove dal turismo alla ristorazione i giovani e giovanissimi vengono assunti con contratti precari mentre interi quartieri vengono 'ripuliti' per essere adatti agli itinerari turistici.
Mentre Marco Bucci sborsava dalle tasche del comune 200.000 euro per questa iniziativa, che ne è costata in tutto 820.000, gli annunci di lavoro che la riguardano affermano di pagare i lavoratori in jeans 'griffati': ecco cosa produce per noi lavoratori e lavoratrici la fantomatica industria del turismo.
Cogliamo così l'occasione per ringraziare di cuore l'assessore alle politiche per i giovani, Barbara Grosso, che a quanto pare ci ha scambiati per delle fashion blogger.
D'altra parte anche quella parvenza di attenzione ai tempi odierni è del tutto illusoria: la facciata ecologica dell'evento, che dal sito vanterebbe ilGenovajeans come luogo dove 'tutti sono protagonisti della rivoluzione verde per la salvaguardia del nostro pianeta' è stata ideata proprio per quei turisti che giungono sulle Grandi Navi, non a caso tra i supporter spicca il nome Costa con ben 20.000 euro di finanziamento.
Se poi la nostra Regione Liguria ha così a cuore la questione ambientale, sarebbe quanto meno interessante chieder conto delle autorizzazioni firmate in merito agli scavi esplorativi per la nuova miniera di titanio nel parco del Beigua.
Un'iniziativa che su ogni fronte si rivela fallimentare e di fronte alla quale sicuramente non ci opporremo con uno sciopero dei jeans: i quartieri sono di chi li abita!".

















