Il tema del fonti energetiche non è mai stato così attuale come in questo periodo, segnato dalla recente crisi dello stretto di Hormuz e dagli anni di guerra in Ucraina che hanno inciso pesantemente sul costo dell'energia. Ed è in questo contesto che il Consiglio regionale, non senza un lungo dibattito che ha superato le 5 ore, ha votato il PEAR 2030, il nuovo Piano Energetico Ambientale Regionale che traccia la rotta della transizione ecologica per il prossimo decennio.
Un piano ambizioso che punta su più fotovoltaico, ammodernamento dei parchi eolici esistenti, con cautela sui nuovi, biomasse, apertura alla ricerca sul nucleare. Tutto nell'ottica di aumentare la produzione di un Gigawatt.
L'obiettivo dichiarato è l'allineamento della Liguria ai traguardi europei e nazionali di decarbonizzazione, favorendo una crescita massiccia delle fonti rinnovabili; il testo approvato è frutto di un lungo iter tecnico e burocratico coordinato da IRE, l’agenzia regionale "in house" che ha fornito il supporto tecnico per la redazione della strategia e dei relativi studi ambientali.
Quattro i pilastri fondamentali, integrati per garantire che lo sviluppo energetico non comprometta il patrimonio naturale della regione: la strategia energetica che definisce gli interventi per l'efficienza e la produzione di energia pulita. Il secondo riguarda la Valutazione Ambientale (VAS): il piano è stato sottoposto a un esame di sostenibilità, ottenendo parere positivo nel settembre 2024,. C'è poi la tutela della biodiversità: attraverso lo Studio di Incidenza, sono state previste misure specifiche per proteggere gli habitat sensibili della Liguria. Infine la trasparenza: una "Sintesi non tecnica" accompagnerà il documento per rendere i contenuti accessibili a tutti i cittadini e non solo agli addetti ai lavori.
Uno degli aspetti più rilevanti riguarda la parte finanziaria. Il Piano è stato progettato per integrarsi con i programmi europei FESR 2021-2027 e il Programma Nazionale Complementare (PNC) per reperire fondi da investire in progetti energetici.
Il PEAR, dettagliato sulla carta, rischia però di scontrarsi con i territori, in particolare per ciò che riguarda l'eolico. Recentemente molti comuni dell'entroterra savonese - dove già si concentra una buona parte di parchi eolici, con circa 88% di quelli regionali, e per il quale ci sono nuovi progetti – hanno detto un chiaro stop a nuove installazioni di aerogeneratori.
Numerose invece le carenze del piano secondo l'opposizione. Un piano non all'altezza delle sfide, per Davide Natale del Pd e vice presidente della Commissione Territorio e Ambiente, in ritardo, senza copertura economica e “foto del fallimento della giunta nella programmazione”. Natale, dopo aver evidenziato la debolezza del piano per alcune rinnovabili come l'idrogeno, fornisce poi i dati. “Il precedente Piano si è chiuso con un fallimento clamoroso:- spiega- appena il 7,9% di produzione da fonti rinnovabili contro un obiettivo del 14,1%. Praticamente la metà. Un risultato che pesa direttamente sulle tasche dei cittadini e sulla competitività delle imprese”. E continua “Il fotovoltaico si ferma al 54% degli obiettivi, le pompe di calore addirittura al 10%. Altro che transizione energetica: siamo fermi”. E conclude: “Serve cambiare radicalmente approccio: aggiornare subito il Piano, legarlo a risorse certe, utilizzare davvero i fondi europei e costruire una strategia che metta la Liguria al passo con gli obiettivi europei”.
“Questo piano è stato fatto senza un'analisi critica e chiara di quello che è successo in passato – spiega Selena Candia, capogruppo di Avs – Queste sono le nostre proposte per migliorare il PEAR: alzare gli obiettivi delle rinnovabili ad almeno 2.550 Megawatt; inserire un'analisi chiara e critica sul fallimento vecchio piano per non ripercorre gli stessi errori ed escludere chiaramente ogni riferimento al rigassificatore. E' giusto che scompaia anche da dal Piano, insieme al riferimento al nucleare. Inoltre chiediamo uno sportello Energia dedicato alle micro e piccole imprese con funzioni di orientamento e supporto agli incentivi e accompagnamento alla partecipazione alle CER; finanziamenti per raggiungere gli obiettivi del paiano. Soprattutto proponiamo di ridistribuire i benefici delle rinnovabili in modo diretto alle comunità ospitanti e dare priorità alle famiglie in difficoltà, facendo ragionamento su comunità energetiche solidali”. Jan Casella (Avs) contesta il riferimento al nucleare.
Un piano “ambizioso per Alessandro Bozzano (Noi Moderati) e “un punto di partenza fondamentale” per Chiara Cerri (Forza Italia). “Il PEAR per il 2030 intende tracciare le linee energetiche della Liguria- dice Rocco Invernizzi (Fd) - E' la giusta pianificazione strategica accompagnata da approfondita da un'indagine analitica”. “Il Piano nasce dall'ascolto del territorio – afferma Matteo Campora di Vince Liguria – gli obiettivi sono ambiziosi e possono essere raggiunti” mentre Armando Biasi (Lega ) spiega che “interpretare il PEAR come un documento vecchio non rispecchia il lavoro che è stato fatto”.
Con il voto della maggioranza sono stati bocciati 13 dei 14 emendamenti presentati da Avs, di 5Stelle e Pd tra i quali l'eliminazione del nucleare dal testo del Piano.
Approvato invece l'emendamento 9 (presentato dal Pd) a rafforzamento della tutela delle aree protette e dei siti appartenenti alla Rete Natura 2000, eliminando una previsione del PEAR che prevede il superamento, anche parziale, delle disposizioni vigenti. Presentati anche numerosi ordini del giorno di Avs, bocciati, ad eccezione di quello del monitoraggio sull'andamento del piano. Approvati anche l'odg di Rocco Invernizzi (FdI) sulla geotermia come componente strategica del PEAR e di Sara Foscolo (Lega) sulle aree idonee per impianti di rinnovabili confronto con gli enti locali.
Il nuovo PEAR è passato con il voto favorevole della maggioranza e quello contrario dell'opposizione (15 a 11).
“Sono molto soddisfatto- dice l'assessore Paolo Ripamonti - il Piano era atteso da ormai molto tempo in realtà, sono contento di essere qui da pochissimo e di aver portato a casa questo risultato. Un risultato importante, una pianificazione del nostro territorio che dà lo sbocco a quello che sono le attività legate alle energie rinnovabili per raggiungere i nostri obiettivi, che sono quelli di un 1 Gigawatt e 59 entro il 2030. Ci sono molte cose nel piano e oggettivamente andrà insieme anche al tema delle aree idonee, che giovedì porteremo in delibera di giunta e partirà l'iter per portarlo in Consiglio. Sull'energia ci siamo: un grande ringraziamento va fatto alla Commissione, a tutti i commissari, di maggioranza e minoranza, per il contributo che hanno dato, e ai miei uffici che si sono comportati egregiamente e hanno portato a casa il risultato insieme a me”.
Sulle rinnovabili c'è però aperto il dibattito dell'eolico, con una forte concentrazione nella provincia di Savona e amministratori locali e comitati che hanno alzato le barriere.
“È un tema che io spero affronteremo tutti insieme- prosegue Ripamonti - da una parte c'è chi vuole l'aumento della potenza rispetto all'eolico, dall'altra parte c'è, e molto spesso sono dalla stessa parte, chi è contrario all'insediamento in provincia di Savona. Io condivido totalmente il fatto che i Comuni non possano non essere interessati da questo tipo di attività, è oggettivamente vero che la provincia di Savona è ampiamente satura: da questo punto di vista vedremo come poter intervenire attraverso la legge delle aree idonee, tenendo conto della la normativa nazionale. Quindi sarà un po' più complicato, ma confido che riusciremo a darci degli obiettivi da centrare anche da questo punto di vista”.














