/ Cronaca

Cronaca | 10 settembre 2021, 18:26

Covid, Bassetti risponde alle critiche: "Ecco la ricetta per diventare come me"

"Per poter trattare argomenti scientifici e dare ai pazienti le cure migliori bisogna aver studiato e poi continuare a studiare e poi studiare ancora senza fermarsi mai"

Covid, Bassetti risponde alle critiche: "Ecco la ricetta per diventare come me"

Matteo Bassetti interviene di nuovo, rispondendo a chi lo critica di passare più tempo a comunicare sui media che in corsia. Con un post pubblicato sulla sua pagina Facebook, il direttore del reparto di malattie infettive del San Martino ripercorre la sua carriera, che lo ha portato a diventare uno degli infettivologi più stimati.

"Alcuni, evidentemente in assenza di altri argomenti, - scrive - dicono che io starei più’ in televisione che in corsia. Ebbene, anche oggi, come  ogni giorno sono qui con il mio team a lavorare in quella 'corsia', che è la mia vita e che rende possibile e interessante quello che poi racconto sui mezzi di comunicazione. Passo qui più ore dell’orologio(basterebbe guardare il mio cartellino che timbro diligentemente ogni mattina e ogni sera!!) Gli invidiosi e i detrattori senza idee (di cui purtroppo  l’Italia ribolle) se ne facciano una ragione: riesco a fare entrambe le cose, che peraltro rientrano  entrambe nei  miei compiti istituzionali di Professore universitario. Se a qualcuno piace quello che faccio e vuole prendere il mio posto e’ molto semplice. 


Ecco la ricetta per fare il Prof. Bassetti: studino medicina per 6 anni (se sono bravi altrimenti 7 o  si specializzino in malattie infettive per 4 anni, facciano un dottorato di ricerca per 4 anni, vadano a fare una post-doc a Yale per quasi due anni, diventino dirigente medico per 10 anni, poi facciano il primario per 10 anni e infine partecipino e vincano un concorso pubblico da Professore Ordinario. E nel frattempo (mentre si fa il medico tutti i giorni in corsia) pubblichino 700 articoli su riviste indicizzate con oltre 22000 citazioni e un indice H di 75 (a 50 anni). Semplice no? 


Per poter trattare argomenti scientifici e dare ai pazienti le cure migliori bisogna aver studiato e poi continuare a studiare e poi studiare ancora senza fermarsi mai. 

Oggi alcuni politici e vari giornalisti parlano di varianti e di vaccini, come si può parlare di calcio o di ciclismo al bar o in trattoria. La scienza e la medicina sono cose serie. 


Le malattie infettive non si imparano al bar, sui giornali o sui social. C’è bisogno di studiarle nelle sedi opportune: nelle università e negli ospedali. 

Non fermandosi mai di leggere, ascoltare e apprendere".

Redazione

Google News Ricevi le nostre ultime notizie da Google News SEGUICI

Ti potrebbero interessare anche:

Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore|Premium