Attualità | 20 settembre 2021, 18:39

Pegli, a fine mese chiude il Basko di via Ricasoli

II Gruppo Sogegross spiega: “L’intervento s’inserisce nel piano di riqualificazione e razionalizzazione della rete di vendita iniziato da anni”. I locali necessitavano di troppe migliorie infrastrutturali e ormai si punta su superfici di vendita più ampie. Nessun dipendente perderà il lavoro

Pegli, a fine mese chiude il Basko di via Ricasoli

È un supermercato che a suo modo ha fatto epoca, perché è stato uno dei primi in città, tra quelli di quartiere, a chiudere dopo le 19,30 e a tenere aperto sino alle 22, poi diventate le 21. E questo più di vent’anni fa. Ora, però, il Super Basko di via Ricasoli a Pegli, uno dei punti di riferimento più storici e consolidati, per quanto riguarda la spesa in delegazione, chiude i battenti.

La voce ha preso a circolare nelle scorse settimane, amplificata dal gruppo Facebook ‘Sei di Pegli se’. Adesso arrivano la conferma da parte della stessa azienda e arriva pure una data: l’ultimo giorno di apertura sarà giovedì 30 settembre.

A spiegare i motivi di questa scelta strategica, che sicuramente farà poco piacere alla clientela delle zone di via Rovetta, via Ricasoli, via Vianson, via alla Pineta, via Argentina, viale Modugno, Quartiere Giardino e Pegli 2, è Lucia Bruzzone, responsabile relazioni esterne del Gruppo Sogegross, cui fa riferimento l’insegna Basko: “Questo intervento - afferma -s’inserisce nel piano di riqualificazione e razionalizzazione della rete di vendita iniziato da anni. Il format dell’insegna Basko si è evoluto e il negozio di via Ricasoli, tra l’altro bisognoso di migliorie infrastrutturali su cui investire, non è più in linea con il posizionamento commerciale e di servizio che Basko vuole avere sul territorio, come testimoniano le recenti aperture come Cornigliano o Sarzana nella nostra regione, e Villalvernia in Piemonte”.

Superfici di vendita notevolmente più ampie, quindi, e non resta spazio per piccole realtà di quartiere come il Basko di via Ricasoli. L’azienda fa sapere che non ci sarà nessun problema per i quindici dipendenti della struttura, perché tutti saranno reinseriti in altri punti vendita del gruppo, assicurando loro completa continuità lavorativa.

Nel confermare la chiusura, però, il Gruppo Sogegross ribadisce che “il territorio del Ponente genovese rimane strategico. Il Basko di via Martiri della Libertà dista solo trecento metri e pochi anni fa è stato completamente rinnovato e dotato di un comodo parcheggio sotterraneo. Per venire incontro alle esigenze delle persone anziane residenti in zona, anche nel punto vendita di via Martiri sarà attivato il servizio di consegna a domicilio della spesa effettuata in negozio, senza tralasciare il servizio di ordine online tramite il sito www.basko.it, con la possibilità aggiuntiva, per gli ultrasessantacinquenni, di effettuare la spesa via telefono o online, con consegna a domicilio gratuita. Continueremo - assicura Lucia Bruzzone - a essere presenti in un’ottica di servizio alla popolazione non solo nel quartiere ma anche sul Ponente genovese in generale, non solo come Basko ma a livello di gruppo anche con l’insegna Ekom”.

Quanto ai locali di via Ricasoli, ancora non è noto quale sarà il loro futuro riutilizzo. Molti a Pegli sperano che ci siano altre catene commerciali che abbiano voglia di riaprire. Ma, come specificato da Sogegross, ci sono ingenti lavori strutturali da dover sostenere.

Alberto Bruzzone

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I Vegetti

SINOSSI:
BEPPE e GINO, due tipici vecchietti genovesi, dalla loro panchina, dalla fermata del bus o dall’immancabile cantiere per strada, osservano, commentano e spesso “mugugnano“ sul mondo che li circonda, confrontandolo con quello dei loro tempi.
Gli sketch scaturiscono dalla simpatia e ingenuità dei due personaggi che tentano goffamente di stare al passo coi tempi. Tra strafalcioni, equivoci, modi di dire e un forte accento genovese, Beppe e Gino parlano del mondo che li circonda in svariate location di Genova e della Liguria.

NOTE DI INTENTI:
La serie nasce dall’idea di creare un ponte generazionale tra gli anziani, che vivono in un mondo dove tecnologia e cambiamenti avanzano rapidamente, e i loro nipoti, abituati a tutto questo. Ciò fa sì che i giovani li guardino spesso in modo perplesso, e che questi due mondi siano più distanti di quanto si pensi.
La volontà è quella di creare un punto di incontro culturale: da un lato far familiarizzare gli anziani agli argomenti e al gergo dei giovani (cellulari, app, gadget tecnologici e tutto ciò che essi comportano); dall’altra avvicinare i giovani ad una tradizione fatta di dialetto, modi dire, di una comicità in stile Govi, e di luoghi tipici della nostra regione.
Entrambi questi pubblici hanno qualcosa in cui riconoscersi.
Il pubblico più giovane riconosce Beppe e Gino come i loro nonni, quindi visti con gli occhi ironici e affettuosi dei nipoti nativi digitali, e tramite un format che parla la loro stessa lingua (la webserie). Il pubblico più anziano invece si riconosce nei protagonisti, nel loro modo di fare, di parlare, di ragionare, nelle storie sul loro passato. Entrambi possono trovare un punto d’incontro nei luoghi dove sono ambientate le singole puntate.

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