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Municipio Centro Ovest | 06 ottobre 2021, 11:30

Il Rio Belvedere allaga Sampierdarena, ma nessuno provvede

I fiumi intubati dalla selvaggia urbanizzazione della collina sampierdarenese vanno in pressione con grande facilità nel centro della delegazione. Da decenni si sa che lo scolmatore in zona Lungomare Canepa risolverebbe in gran parte il problema

Il Rio Belvedere allaga Sampierdarena, ma nessuno provvede

Sampierdarena zona fragile e allagata serialmente a ogni pioggia di una certa notevole quantità. Colpa del meteo, dei cambiamenti climatici, dell’inquinamento ma soprattutto, da decenni a questa parte, dei fiumi interrati che scorrono sotto il suo centro storico e causa di ingentissimi danni e allagamenti a piano terra, sia di abitazioni che di negozi, aziende e laboratori dei quali la delegazione è sempre stata storicamente ricca.

È accaduto innumerevoli volte negli anni e nel 1987 l’acqua riempì come in una nave che affondava, il caveau della Carige di via Molteni, uccidendone un dipendente. Una tragedia evitabile se si fosse provveduto a sistemare il sottosuolo che non dava problemi per la prima volta, ma dagli anni ’70 quando ci fu l’epica alluvione.

Nell’occasione del 1987, l’allora assessore Bagnara, fece ispezionare il Rio Belvedere, fiume sotterraneo intubato in un cunicolo da due metri di larghezza per altrettanti di altezza, scoprendo che anticamente era stato costruito un muro laddove il fiume defluiva a mare, dalle parti dell’attuale lungomare Canepa. Lo avevano eretto i pescatori, forse nell’800, contro la risacca e che, negli anni ’80, provocava l’effetto contrario.

L’acqua che precipitava dalla collina super urbanizzata di Sampierdarena veniva ostruita nel suo deflusso in mare. Il muro venne abbattuto ma la debolezza del sistema fognario e di almeno tre rivi intubati e sotterranei a via Cantore, Buranello e strade perpendicolari, soprattutto come via Canzio, Giovanetti, Fortezza, diventavano una sorta di troppo pieno, dove l’acqua usciva da tombini e pavimenti, allagava e faceva disastri.

È avvenuto dal ’70 in poi almeno una ventina di volte e ripetuto nel 2011, nel 2014, nel 2019, per citare i casi più recenti e si è replicato domenica scorsa, quando non c’era neppure allerta ma è piovuto a dirotto.

Tutta colpa, accusa Fabrizio Maranini, presidente di Commissione nel Municipio Centro Ovest, dello scolmatore promesso da decenni e mai realizzato dalla varie amministrazioni che si sono succedute alla guida di Genova.

“Tutto quanto accaduto in passato, danni e tragedie - afferma - hanno insegnato poco o nulla, come dimostra il fatto che è bastata una pioggia non considerata neppure da allerta gialla ad allagare piazza Montano, via Degola e tutte le strade di Sampierdarena adiacenti e in zona. Per fortuna con l’allerta rossa non è piovuto molto su Genova e ci siamo salvati dal peggio. E faccio comunque notare come il Ponente sia martoriato in questo senso perché domenica ci sono stati seri allagamenti anche a Brin in Valpolcevera e a nel sottopasso di Multedo”.

Per quanto riguarda Sampierdarena, storicamente tra le più soggette ad alluvioni nella città, Maranini ha idee chiare: “Il mio pensiero va al mancato adeguamento del secondo lotto idraulico e igienico-sanitario del collettore misto dell’area urbana di Sampierdarena, che riguarda il Rio Belvedere che non è mai stato realizzato ed è importantissimo”.

“Da parte mia - sottolinea Maranini - avendo constatato di persona e avendo moltissime segnalazioni da residenti, commercianti e chi vive in qualche modo, per lavoro o abitazione la zona, che il problema esiste, è grave ma anche in buona parte risolvibile, ho presentato diverse mozioni, persino allegate al parere sui bilanci comunali, nei quali insistevo con tutto il Consiglio per inserire il finanziamento sulla sicurezza idraulica del territorio municipale”.

“Si veda - insiste con irritazione stante la serietà della cosa - il comma 9 del documento allegato al parere dell’ultimo bilancio comunale che dice: il finanziamento di interventi di messa in sicurezza idrogeologica nella zona del Campasso, riguardante il Rio Pellegrini, e per la realizzazione del progetto di adeguamento idraulico e igienico-sanitario del collettore misto Rio Belvedere, il lotto per la prosecuzione dei lavori di messa in opera del canale scolmatore del rio nella zona di piazza Montano, in riferimento al rio Belvedere, che si connette al collettore misto Barabino all’altezza dell'incrocio Sampierdarena/Molteni/Pacinotti. Tale opera impedirebbe gli allagamenti frequenti che interessano l’area Montano/Veneto/Degola”.

Tutto chiaro ed evidente, ribadisce Maranini ma non avviene nulla, lamenta. “I finanziamenti per il secondo lotto che risolverebbe i problemi di piazza Montano e zona circostante non si sanno trovare. A questo punto mi chiedo se Sampierdarena dovrà aspettare un Sindaco tutto suo per ottenere più rispetto e più sicurezza idrogeologica, visto che questo ‘doge’ della Genova meravigliosa non risponde neppure alle lettere e ai documenti che gli vengono inviati dai Municipi”, conclude con cenno polemico neppure malcelato.

Dino Frambati

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