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Politica | 26 ottobre 2021, 16:52

Progetto corso Italia, manca il benessere di chi va a piedi (FOTO)

Bianca Vergati, consigliera del Municipio VIII Medio Levante, gruppo ‘Chiamami Genova’, offre spunti per migliorare un progetto con verde nelle fioriere ridottissimo, sedute recuperate in parte e marciapiede invariato, sempre pericoloso per pedoni e ciclisti

Progetto corso Italia, manca il benessere di chi va a piedi (FOTO)

Progetto corso Italia, ecco proposte e migliorie da ‘Chiamami Genova’: Bianca Vergati, consigliera del Municipio VIII Medio Levante, gruppo ‘Chiamami Genova’, offre spunti interessanti per migliorare il progetto già presentato e ne evidenzia alcune criticità.

“La pista ciclabile è solo lato a mare bidirezionale per fare spazio al ripristino di due corsie a monte verso il centro - spiega - contro ogni concezione di mobilità moderna, all’europea, che vuole le auto via dal centro città; sul lato mare si ripristinano due corsie dalla sopraelevata sino a via Piave. La soluzione migliore sarebbe stata di chiudere la corsia a mare con risparmio per tutto, ma ovviamente il traffico per levante è già congestionato e quindi può essere un compromesso accettabile. Da via Piave, da qui in poi, rimarrà l’attuale ingorgo sulle vie soprastanti, dove non vi è ancora stata alcuna riorganizzazione del traffico, ma imperano doppie soste mai risolte, velocità incontrollata appena si può, con fermate e transito del mezzo pubblico in gravissima difficoltà”.

Il consigliere conferma il proprio parere positivo da sempre per le piste ciclabili ed esprime soddisfazione per le modifiche presentate rispetto al progetto iniziale, “che aveva una diversa ottica di valutazione del progetto, non come un’occasione per riqualificare corso Italia e non valutava l’importanza dell’aspetto paesaggistico nel suo insieme, considerandola quasi come ‘un contesto per la ciclabile’ e non un corso con inserimento della ciclabile. Si prevedeva una mera ‘ordinaria’ manutenzione della passeggiata, mentre, grazie alle prescrizioni della Soprintendenza, si procederà a un vero restauro, dalla pavimentazione e verniciatura delle ringhiere. Sembra essere confermato l’impiego di tutte le risorse previste, tre milioni di euro, che voleva una diminuzione, un risparmio proprio sulla riqualificazione della passeggiata. Il progetto sembra avere a cuore la sicurezza dei ciclisti e infatti si è inserita la fascia di sicurezza fra traffico veicolare a Levante e pista ciclabile e per fortuna non con misere aiuole stradali, ma verde importante, come voluto dalle prescrizioni”.

Il progetto però presenta ancora delle criticità: “Non ha ancora come criterio il benessere di chi va a piedi, ovvero della frequentazione di corso Italia da parte di tutta la cittadinanza, numerosissima. Infatti la pista ciclabile e il marciapiede saranno allo stesso livello, soltanto un cordolo di 3/4 centimetri di suddivisione: bambini che corrono in libertà come sempre è successo nel marciapiede così ampio, piccolini in triciclo, che potranno sconfinare sulla pista e viceversa ciclisti, che anche oggi transitano sulla passeggiata, invece di utilizzare la pista a loro dedicata. Io sto dalla parte dei piccoli, delle nonne, delle mamme con il passeggino, degli anziani, di chi legge il giornale, un libro seduto nelle ampie panchine al riparo. Qual è la sicurezza per i pedoni?”. Pur considerando che anche i pedoni potrebbero invadere la pista ed essere un pericolo per i ciclisti naturalmente: “Addio scalino, addio bordo in pietra divisorio. Non c’è più un distanziamento, qualcosa che si frapponga”.

Altra criticità per i ciclisti che potrebbero avere un pericolo in più è rappresentato dallo spazio della fascia di sicurezza: “Avrebbe potuto essere più ridotto ed ampliata la ciclabile. Invece si sono di nuovo inserite molte funzioni, come il parcheggio motorini, non previsto dalle prescrizioni della Soprintendenza: si attraverserà la pista ciclabile, una volta scesi dal morino o per riprenderlo. Non si è voluto scontentare nessuno, e la sicurezza dei ciclisti? Anche il parcheggio disabili, portiere di veicoli aperte, collocazione di carrozzine, vicino alla pista, poteva essere collocato a monte perché il progetto prevede tante positive migliorie per chi ha disabilità e deve percorrere o attraversare la strada. Forse l’unica funzione da prevedere era la sosta merci, meglio se ai vari varchi, per trasportare merci senza disagi e in sicurezza per tutti, un’agevolazione per gli esercizi commerciali e gli stabilimenti. Con la motivazione della sicurezza, altezza del manubrio della bici, si procede inoltre ad un intervento sulle sedute-fioriere ingiustificabile, che non trova riscontro neppure in linee guida per le ciclabili o nel Codice della strada: verranno ridotte moltissimo, non vi sarà più la vegetazione attuale. Solo apparentemente si ‘conservano’ le fioriere, come prescrive il ministero dei Beni culturali. Verranno smontate e preservate solo le panchine, in parte come sono adesso. E la parte di fioriera sul retro come suggerito, sarà però così ridotta, che anche secondo l’Ufficio del Verde ci si potranno collocare al più salvie e altri cespuglietti”.

Eppure l’immagine consolidata di corso Italia da tutelare e come la più amata promenade cittadina è, come sostiene la Soprintendenza, “con le sue fioriere-sedute, una testimonianza di ‘giardino mediterraneo’ sul mare, come voleva il suo ideatore, l’architetto Orazio Dogliotti”. Nella prima proposta del progetto si prevedeva addirittura la soppressione delle fioriere. “Invece di pensare a collocare del verde nelle fioriere per riparare dalla polvere, dal rumore, dal passaggio delle bici, per chi passeggia e in primis di fare ombra a chi è seduto, si elimina la barriera del verde, peraltro oggi trascuratissima e che nelle previsioni anche dell’architetto Dogliotti, autore dell’ultima riqualificazione insieme all’Ufficio del Paesaggio, era avere ‘un giardino mediterraneo’, come sono ancora i manufatti davanti all’Abbazia di San Giuliano con grandi corbezzoli, le tamerici ormai rimosse. Resta il fatto che nel tratto fra corso Marconi e Punta Vagno saranno eliminate tutte le fioriere-sedute: nessuno si potrà più sedere e si interromperà anche l’insieme della visuale della passeggiata di un tempo”.

Rosa Cappato

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