È il solito Fabrizio Maranini, ormai habitué delle barricate politiche a Sampierdarena, a polemizzare con il sindaco e il governo genovese per l’annosa questione dei depositi petrolchimici in porto, ai quali sono state dedicate assemblee e manifestazioni di proteste, incontri con la giunta e lo stesso sindaco, ma senza giungere a conclusioni che facciano ritrovare pace e consenso della gente.
“Il rilancio del porto ha le gambe corte”, scrive sui social Maranini, sostenendo che le carte smentiscono Tursi e i depositi chimici “non sono mai stati condivisi con i cittadini, con i Municipi, con i Comitati. Se qualcuno ha sostenuto il contrario, dice Maranini, consulti il laboratorio ‘Dialoghi in Porto’, gestito dal Dispo dell’Università di Genova e il suo sito, che il consigliere municipale a Sampierdarena non manca di indicare nei suoi post: https://www.dialoghinporto.it.
E riavvolgendo il fatidico nastro, Maranini riparte dalla scorsa estate, quando, afferma, “il Dipartimento di Scienze politiche dell’Università di Genova ha gestito il dialogo tra Autorità di Sistema Portuale del mar Ligure Occidentale e la città di Genova sulla rilocalizzazione dei depositi chimici”.
Nel documento del verbale di Commissione seconda del Municipio II Centro Ovest e dal sito gestito dal Dipartimento di Scienze Politiche dell’Università degli Studi di Genova, “non si è mai parlato, e non è mai stata presentata l’ipotesi dei depositi chimici in Ponte Somalia”, assicura il presidente della Commissione. Piuttosto, precisa l’esponente Pd, “abbiamo parlato invece di altre quattro ipotesi localizzative, poi però scartate”. Si tratta dell’ex Carbonile Enel che si trova a ponte Idroscalo Levante; del Terminal Messina a ponte Nino Ronco; quindi a Cornigliano in zona ex Ilva e banchina Ansaldo, e ancora a Cornigliano dalla Diga Foranea.
“Lascio a chi legge questa mia comunicazione su quanto potrà arrivare lontano il rilancio di città e Porto se viene portato avanti con queste modalità”, insiste Fabrizio Maranini, che informa come “entro il 16 dicembre eventuali portatori di interessi pubblici e privati potranno inviare osservazioni all’Autorità Portuale sull’istanza presentata da Superba Srl, con la richiesta di ottenere la concessione dei 77 mila metri di Ponte Somalia per delocalizzare i depositi costieri in un’area che attualmente è occupata a Multedo, ma di dimensioni molto minori”. Per chi poi volesse saperne di più, indica Maranini, oltre a già citato sito di ‘Dialoghi in porto’, c’è pure il sito tratto da Autorità Portuale (http://servizi.porto.genova.it/gare/concessioni_demaniali/pubblicazione_istanze/dettaglio.aspx?id=12914). Permane dunque interesse molto alto sulla questione che sta alimentando a Sampierdarena grandi polemiche, insieme al problema delle ferrovie in costruzione e che interesseranno Certosa e Campasso. Di tenore diverso le dichiarazioni del sindaco Bucci, intervenuto di recente al Centro Civico di Sampierdarena a un’assemblea pubblica.














