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Regione | 22 febbraio 2022, 18:28

Equiparazione fascismo e comunismo, Gruppo Pd: "Disonesto paragonarli. Dalla destra inaccettabile tentativo di revisionismo"

“Il voto della destra per l'equiparazione di fascismo e comunismo, peraltro nel giorno in cui è stata intitolata l’aula consigliare a Sandro Pertini, è un offesa gravissima alla storia e alla memoria di questo Paese"

Equiparazione fascismo e comunismo, Gruppo Pd: "Disonesto paragonarli. Dalla destra inaccettabile tentativo di revisionismo"

 

“Il voto della destra per l'equiparazione di fascismo e comunismo, peraltro nel giorno in cui è stata intitolata l’aula consigliare a Sandro Pertini, è un offesa gravissima alla storia e alla memoria di questo Paese e una provocazione inaccettabile da parte della destra che nega la storia antifascista della Nazione.”, così il capogruppo del Partito Democratico Articolo Uno Luca Garibaldi sull’Ordine del Giorno presentato da Stefano Balleari e che equipara fascismo, nazismo e comunismo citando la contrastatissima Risoluzione del Parlamento Europeo del 2019.

“La risoluzione del Parlamento Europeo - riprende Garibaldi - fu un errore e un pasticcio, lo ricordò anche  David Sassoli durante una commemorazione a Marzabotto, che disse che la storia non si può votare in Parlamento e che l’errore più grave che si potesse commettere nel votare quella risoluzione non era solo la condanna giusta ai regimi totalitari, ma quella di aprire la strada a parallelismi e meccanismi di revisionismo storico. Paragonare fascismo, nazismo e comunismo è un’operazione intellettualmente disonesta e pericolosa per lo stato di salute della democrazia. Non ricordare che la negazione della libertà in Europa fu causata da nazisti e fascisti significa negare la nostra storia. Il sacrifico dei combattenti anche comunisti è stato quello che ha consentito all’Europa di essere libera”.

“Tanto più nel nostro Paese, non si possono confondere vittime e carnefici: parificare i partigiani che si sacrificavano per la libertà a nazisti e fascisti, significa non stare dalla parte giusta della storia, significa non riconoscere il ruolo fondamentale del Partito comunista italiano nella costruzione della democrazia. Ritengo che questa operazione sia culturalmente e ideologicamente sbagliata”, conclude capogruppo.

 

Comunicato stampa


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