Non solo Milano, anche Genova sta vivendo un momento preoccupante riguardo alla delinquenza minorile. Ad una settimana dall’episodio di piazza Solari, dove un ragazzino è stato aggredito e derubato da un gruppo di adolescenti, oggi leggiamo dell’assalto all’ostello in cui vivono minori immigrati non accompagnati e da ieri circola il video del pestaggio di un giovane a San Fruttuoso da parte di altri 3
“Nell’ultimo caso, fortunatamente, la crudeltà dell’atto si è avvalsa anche della stupidità degli amici che hanno ripreso tutto” così esordisce Giuseppe Murolo, coordinatore regionale cultura e innovazione di Fratelli d’Italia.
“Ricordo bene quando noi si parlava di famiglia, della sua rilevanza per la trasmissione di valori, dell’importanza della guida dei genitori e altri, sociologi e politici in primis, sosteneva la società moderna, inneggiando a pace-amore e libertà”.
Murolo porta il tema della violenza delle baby gang e del bullismo nell’ottica della distruzione della famiglia dove “i ragazzi si rifanno a serie TV, film e video giochi”, ma va oltre e ricorda il fondamentale concetto di autorità: “gli adolescenti sono consapevoli di ciò che fanno e non possono essere visti solo come bulli, ma rendersi conto di essere delinquenti in erba. E’ necessario riportarli al concetto del rispetto dell’autorità”.
In uno degli episodi recenti accaduti a San Fruttuoso un 15enne ha sferrato un pugno all’agente di polizia locale che lo ha fermato: “Pretendere ciò non accada, non è tirannia, ma riconoscimento del ruolo. I ragazzi, non tutti fortunatamente, hanno perso il rispetto nei confronti dei tutori dell’ordine e non solo. Penso anche agli insegnanti, ormai troppo impegnati a tutelarsi dalle reazioni e denunce di genitori pronti a difendere qualsiasi azione dei propri figli, piuttosto che ammettere gli sbagli e porvi rimedio”.
La famiglia torna al centro del discorso “Perché senza una presenza genitoriale che dia esempio, che tramandi valori, i ragazzi sono abbandonati a se stessi, alle mode e ad una visione del mondo distorta dal concetto di forza intesa come rivalsa sul prossimo a qualunque costo e non come capacità di realizzarsi e compiere il futuro”.
Non manca un attacco alla sinistra “che troppo spesso vediamo impegnata in buonismi di vario genere, in proposte certo giuste in teoria, ma fuori dalla realtà che si sta compiendo in cui i giovani, ribadisco, sono consci delle proprie azioni, meno di quelle conseguenze cui vengono sottratti. Si parla di diritto di voto a 16 anni, benissimo. Ma è solo conferma di quanto affermato: i giovani devono sapere a cosa vanno incontro ed avere la certezza di pagare per gli errori commessi”.














